7 Dicembre 2022

Sissj Bassani

SPEEED, 2019 

di: Parini Secondo e Alberto Ricca/Bienoise 

con Sissj Bassani, Camilla Neri, Martina Piazzi, Francesca Pizzagalli

música: Alberto Ricca/Bienoise

coreografía: Parini Secondo, liberamente ispirata a contenuti online 

produzione: Mastronauta Omegna, Perypezye Urbane 

supporto di Fondazione Comunitaria VCO, Comune di Verbania 

e la collaborazione di Centro Commerciale Le Isole (Gravellona Toca, VCO), Giostra Esagerata F.lli Uga, Scoppiati Racing Team Verbania, Finizio Power Team Bologna, La Boutique dell’Autoradio (Molinella, BO)

be me, 2021

di Parini Secondo e magdalena öttl

con: Sissj Bassani, Lucas Lopes, Camilla Neri, Magdalena Öttl, Martina Piazzi, Francesca Pizzagalli, Elisa Trefas 

Musica: Alberto Ricca/Bienoise 

coreografia: Parini Secondo, magdalena öttl

Visuals: Daniel Gugitsch 

Supporto tecnico: Wolfram Lakaszus

Webdesign: Tommaso Gagliardi

Produzione: KreativCampus.Rhur, ecce GmbH (Essen, DE), Maschinenhaus Essen (Essen, DE)

Coproduzione: Perypezye Urbane, WeReading Cesena 

con il supporto di: Ministry of Culture and Science of the State of North Rhine-Westphalia, Ministerium für Kultur und Wissenschaft NRW, NRW Landesbüro Freie Darstellende Künste & nrw landesbuero tanz, city of Essen (DE), city of Bochum (DE), municipality of Savignano Sul Rubicone (IT), Fonds Darstellende Künste with funds from the Federal Government Commissioner for Culture and the Media.

WHAT WILL HAPPEN TOMORROW, 2022

di Bremo e Parini Secondo 

con: Sissj Bassani, Nicolò Mingolini, Camilla Neri, Martina Piazzi, Francesca Pizzagalli, Sara Pizzinelli 

musiche e visual: Bremo

coreografia: Parini Secondo

sound design: Glauco Salvo

mix: Alberto Ricca/Bienoise 

produzione: Perypezye Urbane, Festival Scintille

con il supporto di Artaj Cesena

 A VASISTAS, 2022

di e con Sissj Bassani

curatela sonora Alberto Ricca/Bienoise 

e con la ricerca motoria di Camilla Neri, Martina Piazzi, Francesca Pizzagalli, Francesca Siracusa 

produzione: Perypezye Urbane, parsec Bologna 

con il supporto di: Casa Ceretti Verbania, Festival Collagene (DAS, Bologna) — 

Tommaso Serratore

DOMINO

di: Tommaso Serratore
con: Sara Sguotti e Tommaso Serratore
musica: Gabriele Ottino
scena: Eleonora Diana
coproduzione: Perypezye Urbane, Versiliadanza
con il sostegno di: Centro Nazionale di Produzione della Danza Virgilio Sieni e Fondazione CR Firenze – Bando Abitante 2021

si ringrazia MCF Belfioredanza, Teatro Frida

Domino nasce come seguito di Mr Furry, produzione del 2019, che si pone in un tempo sospeso tra la dimensione primordiale e il presente: un presente che, nonostante ambisca al futuro, appare bloccato e reiterato all’infinito. Sarà proprio questo presente, sospeso e statico ma trasversalmente in movimento, a essere esplorato. In questa nuova dimensione, Mr Furry incontra altre forme di vita. L’interazione crea nuove possibilità che non è possibile prevedere a lungo termine ma diventano visibili solo nell’effettivo istante.

Daria Menichetti

IKI

di e con Daria Menichetti e Francesco Manenti
disegno luci Vincent Longuemare
musica Michele Zanni
costumi Aldo Ferretti
coproduzione DanceMe (Perypezye Urbane) e Associazione Sosta Palmizi
con il contributo di MiBAC, Ministero per i Beni e le Attività Culturali Direzione generale per lo spettacolo dal vivo, Regione Toscana Sistema Regionale dello Spettacolo
con il sostegno di C.U.R.A. Centro Umbro Residenze Artistiche e il supporto di Corsia Of
selezionato da Visionari Kilowatt Festival 2019
si ringraziano Carolina Balucani per la partecipazione al processo creativo e Cajka Teatro d’Avanguardia Popolare (Modena) per aver ospitato il progetto ai Teatri del Cimone 2018

durata 30 minuti

“È una mattina d’estate o una nevosa, calda sera invernale e voi siete morti. Una luce grigia, immutabile appare ai vostri nuovi occhi in un paesaggio deserto dove ogni buio è possibile. Appena un attimo è passato da quando sperma e ovulo si sono incontrati per l’ultima volta nel cuore. Poi con un brivido, un breve sussulto, la vostra mente si è liberata dal peso del corpo”.

(tratto da – Torbide Luci, radiosi sentieri – Ugo Leonzio)

IKI è il tentativo di immergersi nella dimensione fisica e spirituale della morte, è la danza di due anime che abbandonano la propria esistenza fisica terrena per accedere ad un’altra dimensione, ad un altro stato di presenza. In scena, due coniugi defunti, che attraversano insieme il confine tra la vita e la morte. Dove va a finire o dove si dirige quello spirito di vita che ci anima nella nostra esistenza terrena?

IKI è la terza parte della “Trilogia sull’Anima” della coreografa e danzatrice Daria Menichetti, preceduta da due assoli, Animula, che la vede in scena, e Meru, con Francesco Manenti.

Meru (2018)

di Daria Menichetti
con Francesco Manenti
luci Vincent Longuemare
musiche Michele Zanni
coproduzione Associazione Sosta Palmizi e DanceMe (Perypezye Urbane)
con il contributo di MiBACT, Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo/Direzione generale per lo spettacolo dal vivo, Regione Toscana/Sistema Regionale dello Spettacolo

selezionato da Visionari Kilowatt 2018 e selezionato alla Vetrina della giovane danza d’autore – Azione del Network Anticorpi XL coordinata dall’Associazione Cantieri

si ringraziano
Cajka Teatro d’Avanguardia Popolare di Modena, Verastasi (Tuscania) e CapoTrave/Kilowatt (Sansepolcro) per aver ospitato il progetto coreografico
Danio Manfredini per il suo sguardo prezioso.

durata: versione breve 15 minuti, versione completa 35 minuti

Ho avuto la fortuna, qualche tempo fa, di lavorare tra le alpi ticinesi in un alpeggio, prendendomi cura di un gregge di capre. In quel tempo mi sono confrontato quotidianamente, giorno e notte, con la montagna, gli animali, la natura, la fatica, la frustrazione e la gioia, la paura, la solitudine e tanto altro ancora. La montagna, la natura in generale, costringe l’uomo a confrontarsi con se stesso. Davanti alla montagna e al suo mondo mi pongo davanti a me. Ogni passo, ogni appiglio raccontano di me attraverso la montagna. Per questo la montagna conserva e mantiene un fascino eterno in tutte le culture, perché ogni volta che ci si incammina tra le sue rughe si inizia, in realtà, un cammino dentro di sé, dentro l’umano”.
(Francesco Manenti)

MERU è la seconda parte di una TRILOGIA SULL’ANIMA iniziata con “Animula” (Produzione Sosta Palmizi 2016). Il monte MERU nel pensiero hinduista, buddhista e jainista, è un monte mitico e sacro, vero e proprio axis mundi che sorregge microcosmo e macrocosmo. In “MERU”, la vetta da scalare è vista come percorso di ascesi, “dal regno della materia alla cima dello spirito”. L’uomo, in continua metamorfosi, attraverso i suoi movimenti entra in risonanza con la montagna, con il suo stare monolitico e con il fluire nascosto di acque, animali e vegetazione, ma anche con la sua anima più selvatica e misteriosa. Partendo dall’esperienza intima che l’interprete ha avuto con la montagna, MERU, cerca la natura di un gesto puro, segue una narrazione onirica come a compiere una meditazione sul fluire mutevole dei paesaggi e delle sensazioni.

Chiara Ameglio

AVE MONSTRUM

Coreografia e interpretazione | Chiara Ameglio

Progetto sonoro | Gianfranco Turco

Costumi e realizzazione maschera | Elena Rossi

Luci e Direzione tecnica | Roberta Faiolo

Foto e video | Marcella Foccardi

Produzione | DanceMe – Perypezye Urbane e Fattoria Vittadini

Co-produzione | Festival MilanOltre

Con il sostegno di | Mic – Ministero della Cultura e Creative Europe

Con il supporto di | Festival L’AltraFedora

Anno di produzione | 2020/21

Durata 45’ senza intervallo
 

debutto
4 ottobre 2021: Festival MilanOltre – Teatro Elfo Puccini, Milano

“…Come possa la divinità aderire all’abbozzo, come l’informe diventi paradiso?”

Victor Hugo

Secondo spettacolo del progetto Indagini sulla mostruosità, Ave monstrum interroga i concetti di mostro, nemico, paura e incompiutezza, ma anche di divino e prodigio attingendo all’etimologia latina della parola monstrum.

Si delinea così un tragitto possibile tra due apparenti antitesi: mostruoso e sacro, facendo della performance un rituale danzato, un atto magico che ci rivela l’opportunità di riconquistare il sacro come principio vitale, tra possessione ed estasi, tra liturgia e magia.

In questo percorso all’interno di un territorio dove gli opposti si confondono, la maschera diviene la chiave di accesso a luoghi dell’inconscio e del non visibile; attraverso il suo mutare e quello del costume, il mostro si rivela in uno moto fluttuante e irrisolto, abitando un luogo di confine, un presente immobile dove non esiste tempo.

Cosa accade quando una creatura dell’ombra viene esposta alla luce? La maschera cambia quando sa di essere guardata?

E se quello che più ci spaventa, fosse proprio la parte più “prodigiosa” di noi? in che modo possiamo essere straordinari, rivoluzionari e “miracolosi”, mostruosamente unici?

Ave monstrum è figlio d’Europa. Nasce nel biennio 2020/2021 grazie a residenze internazionali in cinque nazioni (Islanda, Germania, Finlandia, Francia e Italia) all’interno del progetto DanceMe UP di Perypezye Urbane cofinanziato dal programma Creative Europe dell’Unione Europa e dal Mic – Ministero della Cultura. Il processo creativo si è dunque nutrito dell’incontro con luoghi e culture differenti. Vede inoltre la collaborazione del marchio di moda Ports 1961 per i tessuti dei costumi e le scene.

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