25 luglio 2017

Siòre e siòri, a voi la legge!

Mettetevi comodi. Questa è una lunga conversazione con l’onorevole De Biasi (Partito Democratico), che ci spiega in anteprima per filo e per segno quali sono le novità che saranno introdotte con la nuova Legge Quadro per lo Spettacolo dal Vivo. Riassumendo in poche parole chiave: riconoscimento, imprese di spettacolo come PMI, defiscalizzazione, formazione, riforma del FUS, previdenza. Godetevela!

Comments

  1. … che colpaccio Giovanni!!!
    Questa donna mi sembra una delle persone più competenti , trai politici, che io abbia mai sentito parlare.
    E’ stato molto interessante sentire direttamente dalla sua voce come stanno lavorando a questa legge, e ho recepito anche il messaggio relativo alla difficoltà di scrivere una legge … prometto che in futuro sarò più clemente con i giudizi.
    Condivido la necessità di poter formulare le leggi in modo trasversale tra i ministeri, proprio per poter includere nella legge il maggior numero possibile di informazioni, e per capire poi come quella legge riuscirà a comunicare una volta inserita nel contesto totale. E’ vero che questo governo ragiona per reparti a tenuta stagna, e che molto spesso anzichè facilitare le cose le si renda sempre più complicate per questo.

    condivido anche la necessità di essere riconosciuti da uno Stato per il quale siamo pressochè invisibili, attraverso una legge necessaria.
    Ma i dubbi rimangono.

    Mi spiace moltissimo che non sia previsto un piano previdenziale per gli ammortizzatori sociali, perchè in realtà è proprio quello che servirebbe. La pensione è una chimera per chi fa questo lavoro: se non si faparte di un ente lirico o di una compagia stabile è molto difficile accumulare le giornate lavorative,considerando che si lavora un mese si e sei no. Poi non è detto che ti versino tutti i contributi attraverso l’enpals. Io, per esempio ho la contribuzione con enpals quando lavoro al teatro alla scala, mentre come insegnante ho la contribuzione con l’inps. E poi c’è la questione dei codici contributivi, che non tutti ti versano uguali… insomma, la situazione mi sembra molto più difficile di quello che si pensi.
    Gli ammortizzatori sociali sono l’unica cosa che può aiutare una categoria con un’occupazione così intermittente, e se non prevedono l’inserimento degli ammortizzatori sociali NON E’ NEANCHE DETTO CHE CI ARRIVI ALL’ETA’ DELLA PENSIONE!!!!

    Poi, riguardo alla finanziabilità della legge io i dubbi comunque ce li ho lo stesso.
    Istituire non uno, ma tre fondi per lo spettacolo vuol dire anche istituire delle commissioni che devono essere retribuite per lo svolgimento delle loro funzioni. La legge parla anche di fondi dedicati alla ristrutturazione di edifici per convertirli a spazi performativi … per non parlare della sanatoria per l’insegnamento della danza, che richiederebbe ulteriori spese, e che soprattutto non tiene conto del progetto dei licei coreutici. Secondo me la spesa dello Stato per la cultura aumenterebbe in modo esponenziale, e io temo che questo non sia possibile.
    Ritorno a dire: gli ammortizzatori sociali, e leggi previdenziali per lo spettacolo avrebbero sicuramente reso la vita più dignitosa ai lavoratori. Una leggeche dice di voler spendere tutti questi denari per la cultura, ma senza chiedersi COME e DA CHI devono essere formate queste commissioni (so che è una legge quadro, ma comunque su questo aspetto non esistono neanche linee guida chiare), lancia ancora una volta un sassolino per aria che potrebbe fare l’ennesimo buco nell’acqua.
    Qui non si tratta, secondo il mio modestissimo parere, di mettere dei soldi nella cassa, ma si tratta proprio di decidere con quali modalità verranno redistribuiti quei soldi.
    Alla tavola rotonda sulla danza contemporanea che si fece a Milano qualche anno fa, venne fuori che la commissione che decide attualmente per la redistribuzione del FUS, ha a disposizione una manciata di giorni per leggere migliaia di dossier inviati dalle compagnie richiedenti. Questo spiega molte cose: spiega innazitutto perchè i fondi vanno sempre alle stesse compagnie, e poi , alla luce di tutto questo, bisognerebbe proprio porre attenzione a questo aspetto che -se lasciato in secondo piano- potrebbe portare ad una situazione analoga a quella che abbiamo adesso solo con un maggiore movimento di denaro.
    ….solo impressioni a caldo ….

    grazie per quello che state facendo, è molto importante.

  2. personalmente penso che questa legge abbia più aspetti positivi che questioni irrisolte. Gli ammortizzatori sociali sono ancora un punto di domanda, a me sembrava che fossero menzionati (ci è stata data l’ultima bozza, che però non posso condividere), mentre la De Biasi dice di no, ma in un’intervista uscita ieri su 4arts alla Ceccacci Rubino, altra firmataria della legge, si dice che sono previsti. Sicuramente è previsto un’anticipo della pensione, a partire mi sembra dai 40 anni, per tutte le categorie con particolare riguardo per i danzatori. E poi ci sono agevolazioni enpals per chi non riesce a totalizzare le 120 giornate contributive annue. Trovo comunque che quello che ci cambierà la vita sono le esenzioni fiscali, non gli ammortizzatori sociali, che durano poco anche per i lavoratori normali. E poi, diciamocelo, gli ammortizzatori sono calcolati sugli ultimi stipendi… e quanto sarà mai alto lo stipendio di un artista dello spettacolo? Dobbiamo viaggiare verso la modernità, verso modelli imprenditoriali, la cultura è un settore economico che genera valore, che genera innovazione, che genera mercato. Questa legge l’ha capito, e per questo mi sembra troppo bella per essere vera. E noi, tutti, viviamo nel mercato. Ben venga ad esempio la qualifica di PMI per le compagnie di produzione: non avete idea delle porte di agevolazioni che si spalancheranno (l’Unione Europea ad esempio vede quasi solo le PMI!). Comunque certamente, una volta uscita la legge, dovremmo organizzarci per fare degli incontri di aggiornamento per capire quali sono le novità/opportunità di cui approfittare al 1000 per cento…

    Interessante la cosa che scrivi, Lia, sulla redistribuzione del Fus. Potresti approfondirla? Hai qualche fonte precisa da sentire? Vuoi farci un video post?

  3. Purtroppo, Giovanni, non ricordo il nome esatto della persona che ce lo raccontò, anche se ricordo fosse una persona che lavora nel settore cultura a livello istituzionale, non so se in Regione o in Comune. Mi ricordo come fosse ieri, e posso forse recuperare il resoconto di quella giornata, che ci raccontò del CRT di milano, che è uno dei sei centri in Italia che ricevono fondi da ente per la promoziozne e la diffusione della danza. E poi ci disse, appunto, che coloro che devono scegliere i dossier, commissione composta da anni e anni dalle stesse persone, ricevono un compenso per soli due giorni per poter leggere i dossier, riunirsi e deliberare. Peccato che i dossier che ricevono per le richieste occupino un’intera stanza. Ma non ho altre prove per confermare le sue parole, e quindi bisogna prenderlo per quello che è. Per quanto riguarda la distribuzione, invece, è tutto on line, basta cercarlo…potreste rimaner sorpresi leggendo!!!

    Per la pensione anticipata, ribadisco i miei dubbi sulla tipologia di contributi che ci vengono versati, ed il relativo codice. Non esiste nessuna legge ancora che preveda l’accorpamento di codici contributivi diversi, o provenienti da enti previdenziali diversi (enpals/inps), quindi io non canteò vittoria fino ache non sarà chiaro come ottenere questa pensione anticipata….sempre che il governo attuale nei prossimi anni non faccia la tanto temuta riforma delle pensioni, e mancano ancora tre anni alla fine del mandato.

    Beninteso: la legge va bene anche a me, perchè è un primo mattoncino, ma se possiamo capire meglio, anche dalle esperienze dei veterani , come poterla migliorare … beh, le proposte credo siano sempre ben accette, no?

    Non sono a casa in questi giorni, ma se dovessi trovare il nome e cognome della persona di cui vi ho parlato in qualche vecchio resoconto d’epoca vi faccio sapere, magari la si può contattare.
    Un beso
    Lia

  4. Buongiorno a tutti.
    Ho recuperato il resoconto di cui vi parlavo. Trovata la dichiarazione che riguarda gli enti per la promozione e la diffusione della danza, ma non quella che riguarda la commissione che decide per il FUS. Il contenuto della dichiarazione è esattamente quello che vi ho detto, ma purtroppo non ricordo in che occasione se ne è parlato…in quel periodo vedevamo tanta di quella gente che devo aver fatto confusione.
    Però, così, a titolo informativo, e perchè comunque riguarda la redistribuzione delle ricchezze, vi copio qui sotto l’intervento che ho trovato, in attesa che mi torni in mente chi e quando mi ha detto della commissione fus. mi sembra un intervento interessante, anche alla luce dell’ultima edizione di Short formats:

    AURORA MARSOTTO (questo è il nome)
    È FRA COLORO CHE HANNO SOSTENUTO LA FONDAZIONE DEGLI ENTI DI PROMOZIONE DANZA. DENUNCIA LEI STESSA IL FATTO CHE IL CRT NON FA NIENTE PER LA DANZA.
    DICE CHE C’È UNA VOCE A PARTE ALL’INTERNO DEL FUS PER GLI ENTI PROMOZIONE DANZA.
    ALL’EPOCA LEI ERA L’UNICA PAPPRESENTANTE DEL NORD ITALIA E QUINDI HA PREMUTO AFFINCHÈ VENISSE CREATA UNA REALTÀ DI QUESTO TIPO ANCHE QUI. IL CRT NON HA DEI MERITI PARTICOLARI SE NON QUELLO DI ESSERSI PROPOSTO COME ENTE DI PROMOZIONE DANZA. QUINDI LASCELTA NON È STATA FATTA TRA TANTI: CHI SI PROPONEVA POTEVA ESSERE INVESTITO DI QUESTA CARICA.
    DENUNCIA LA SCARSITÀ DI SOVVENZIONI PER LA DANZA DICENDO CHE SONO VERGOGNOSE, E CHE LE COMPAGNIE CHE DEVONO ANDARE IN TOURNEÉ SONO COSTRETTE A VIAGGI AI LIMITI DELLA DECENZA PROPRIO PER LA SCARSITÀ DI FONDI.
    DICE CHE SECONDO LEI LA SCALA NON DOVREBBE PRENDERE LE SOVVENZIONI DA FUS. RACCONTA DI UNA RICHIESTA DELLA SCALA PER ANDARE IN TOURNEÉ A NEW YORK CON UN PREVENTIVO DI 300 MILA EURO (SU 700 DISPONIBILI PER LA DANZA) SOLO PER PAGARE I VIAGGI A TUTTI I COMPONENTI DELLA TROUPE.
    LEI HA RIMANDATI INDIETRO LA RICHIESTA DICENDO DI RIVOLGERSI AL CTS
    DENUNCIA UNA SCARSA INFORMAZIONE BUROCRATICA PER CUI MOLTE DOMANDE, SOPRATTUTTO AL NORD, VENGONO SCRITTE E COMPILATE MALE, E QUINDI NON È POSSIBILE DARE LE SOVVENZIONI AI COREOGRAFI.

  5. http://www.spettacolodalvivo.beniculturali.it/sovvenzioni/2009/ElencoContributi2009Danza.pdf

    …questo per dare un’occhiata alla distribuzione del FUS per la danza, per il 2009….pochi, pochissimi soldi rispetto al prospetto che avevo visto io, che era -credo- del 2006.
    Comunque se volete dare un’occhiata è sempre interessante per rendersi conto.
    Ciao a tutti e buona settimana.

  6. Ciao a tutti, Giovanni e Lia in particolare perchè dai loro interventi e commenti raccolgo sempre una mole impressionante di informazioni preziose. Sono con Lia quando dice che mancano norme che unifichino i contributi versati a diversi enti; anche io ho contributi Inps come docente e tanto Empals come danzatrice, ma mi dicono che non si possono coumulare. so che c’è qualcuno, in ambito Rai, orchestrali, giornalisti musicali, che ha sentito avvocati e fatto ricorsi, ma non so molto di più. Intanto vi passo il link sul parere del senatore Asciutti sui licei musicali e coreutici:
    http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=SommComm&leg=16&id=452458
    Spero ci sia presto occasione di parlarne. abbracci collettivi, monica

  7. Grazie Monica, sono contenta che le informazioni che condivido possano essere utili. Sono parecchi anni che cerco di docuentarmi sotto l’aspetto burocratico/politico, perchè davvero bisogna cercare di cominciare a mettere ordine in questa categoria lavorativa così frammentata e lasciata allo sbando come la nostra, e informarsi credo sia una strada percorribile.
    Per questo sono contenta che ci sia un luogo come questo, nel quale possiamo cercare di unire le nostre conoscenze per avere un idea di come affrontare le questioni importanti.

    La questione delle pensioni è una questione delicata. Finora le persone, come i componenti dell’orchestra della RAI, cercano una strada individuale, tramite avvocati e sindacalisti, per ottenere la pensione come tutti i lavoratori. Purtroppo questa situazione non è sostenibile, perchè questi casi non creano mai un precedente e quindi la situazione non cambia! Bisogna chiedere che si faccia una regolamentazione dei contributi PRIMA di prevedere la pensione anticipata. Tra l’altro vorrei ricordare che il balletto è un lavoro considerato altamente usurante, quindi GIA’ si va in pensione prima degli altri lavoratori: donne a 45 e uomini a 50, quindi la pensione anticipata cosa vuol dire?
    La questione è molto confusa, bisognerebbe contattare qualcuno del SAI (sindacato attori italiano) all’interno della CGIL, perchè forse loro hanno qualche informazione utile a questo proposito.

    per i licei coreutici -ho letto dal link che ha postato Monica- loro ipotizzano che una volta introdotti i licei coreutici e musicali, risolveranno il problema di studiare e frequentare le accademie artistiche. Ma io credo che molte persone continueranno a studiare in questo modo. Le ore di danza settimanali non sono neanche paragonabili al monte ore di discipline coreutiche che si fa in una accademia professionale, mentre nel liceo coreutico non si faranno che una manciata di lezioni alla settimana. Non credo che si possa ipotizzare un simile scenario.
    Senza contare che ancora devono farci sapere in che modo intendono individuare i docenti, visto che non esiste una laurea in danza. Voglio dire: cosa avrà valore? I titoli? Gli anni di esperienza documentata? La presenza sul territorio?

    Ma io ho pensato ad un’altra ipotesi. Non è che tutti i licei hanno la disponibilità di spazi adeguati all’insegnamento della danza, e quindi forse le lezioni coreutiche saranno ospitate nelle scuole di danza del territorio … anche perchè c’è in progetto di creare ben 50 licei coreutici, e non credo proprio che ci sia la disponibilità di denaro per creare sale di danza in 50 istituti scolastici. Allora forse ad insegnare nei licei coreutici potrebbero essere proprio le insegnanti di danza che hanno una scuola nel territorio in cui il liceo avrà la sede … è un ipotesi non troppo fantasiosa credo. Non so, anche su questo c’è molta confusione, e l’anno prossimo in teoria dovrebbero partire questi licei, mentre nessuno ha ancora avanzato ipotesi su come intendono fare le scelte per la docenza: contratti co.co.pro? Collaborazione esterna? Tempo determinato? A chi bisogna far avere il proprio curriculum per essere esaminato?

    Mah … chi vivrà vedrà. stiamo in attesa.

    Certo è che 50 licei coreutici vorrebbero dire molto lavoro per tanti maestri di danza, anche se per la danza classica saranno i diplomati all’accademia dell’Opera di Roma gli unici ad avere i titoliper insegnare … però comunque si tratta di posti di lavoro, sarebbe bello saperne qualcosina di più!

  8. Già, cara Lia, la questione logistica a me sembra primaria e ne parlavo in un commento al post di Franca ; spazi adeguati e sufficienti non ve ne sono, adesso, figuriamoci un domani, se non si stanziano fondi appositi per perlomeno ristrutturare e mettere a norma le strutture scolastiche esistenti. Ma avete letto su la Repubblica di ieri, mi pare, l’articolo sui licei con l’acqua alla gola? La maggior parte dei licei italiani sarebbero da dichiarare inagibili… Nè mi sembra proponibile l’ipotesi che favorisca le scuole private di danza sul territorio; anche ipotizzando che i docenti titolari di queste scuole non insegnino nei suddetti licei coreuti ( e che quindi ci sia un apposito decreto che disciplini il reclutamento dei docenti di classica e contemporanea, con graduatoria, concorso, abilitazione ecc.), gli spazi andrebbero comunque affittati con regolari contratti e sarebbe una corsa al guadagno da parte dei privati forniti di strutture adeguate. é un bene? un male? dio solo lo sa; il mio punto di vista è che pubblico e privato è meglio che siano chiaramente separati. Ma sono un’anziana barricadera, si sa…. baci, monica

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