23 novembre 2017

Rinunceresti a un lavoro mal pagato?

Continuando la nostra indagine sul lavoro nella danza contemporanea, vi proponiamo un’intervista ad Alessandra Sini, della compagnia romana Sistemi Dinamici Altamente Instabili, e membra del CORE, il Coordinamento per le Arti Performative del Lazio. Alessandra parla di alcune problematiche delle compagnie di danza nate negli anni ’90, in confronto ai giovani danzatori di oggi, spesso sfruttati e che accettano lavori mal pagati, lavori che compagnie più consolidate come la sua non accettano. Vi è mai capitato di rifiutare un lavoro perché poco pagato?

Still following the debate about contemporary dancer’s work conditions, Luna Paese interviewed Alessandra Sini (Core’s member). Has it ever happened to you all to reject a performance date because of bad money conditions?

Todavia seguimos el debate acerca de las condiciones de trabajo en la danza contemporanea: Luna Paese entrevista a Alessandra Sini (miembro del Core).  Y vosotros? Os a nunca occurido de rechazar una propuesta de trabajo por lo malo que estaba el sueldo?

On va à suivre dans le debat qui concerne les conditions du travail de la danse contemporaine. Luna Paese pose des questions à Alessandra Sini (Core). Et vous?  Vous vous etes dejà trouvé dans la condition de  rejeter une date pour le paiement inadéquat?

Mit einer Interview an Alessandra Sini (choreographin von Sistemi Dinamici Altamente Instabili und Mitglieder von CORE) führen wir die Verhandlung über die Arbeit in den zeitgenossischen Performing Arts weiter. Die junge Künstler werden ausgenutzt – sagt Alessandra – und stimmen Lohnen zu, die groessere Tanztruppen nicht zustimmen. Wie läuft es in Ihrem Land?

For English translation, e-mail us!

Comments

  1. Elisa Ferrari says:

    Condivido con Alessandra Sini quando dice che la situazione è ‘statica’. Certo, siamo in un momento di stallo perché dall’alto non si riesce a gestire in modo adeguato la situazione, nel senso che quello che è sempre mancato nell’ambito della danza (parlo di compagnie indipendenti e non di teatri lirici) è un controllo capillare dell’attività di produzione e distribuzione, per cui se si vanno a vedere a chi sono destinati gli ormai pochi fondi (per alcuni sempre troppi, a mio avviso) ministeriali si noterà che a volte certe compagnie, pur non avendo molte date in cartellone ricevono ugualmente un bel gruzzoletto. Voi direte ‘beh faranno promozione o formazione’, c’è una voce anche per quello, e leggendo alcuni nomi di compagnie vien la pelle d’oca sapendo che magari per la ‘formazione’ prendono tot contributi e poi tu vai a fare un laboratorio e per una settimana paghi 300 euro. Comunque date un’occhiata ai dati tanto per farvi un’idea, li trovate qui http://www.spettacolodalvivo.beniculturali.it/normativa/norm_gen.asp (alla voce contributi, danza).
    Tornando alla Sini non concordo invece quando dice che le compagnie giovani sono molto aiutate perché ci sono una serie di reti che funzionano, ecc. ecc. Perché è vero, le reti funzionano, ma non ovunque.
    Ecco a questo proposito vorrei sollevare una questione che riguarda in particolare la regione lomabardia, perché noi qui lavoriamo, e cioè l’esperienza GDA lombardia che si è svolto per la prima (e secondo me per l’ultima) volta l’anno scorso.
    Ora, io non sono stata selezionata per cui dovrei stare zitta, ma molti uccellini mi hanno detto che c’è stato del malcontento nei confronti di come è stata gestita la cosa. Perché in lombardia non deve mai funzionare niente? Perché deve essere sempre tutto inflazionato e politico?
    Perché nessuno tira fuori la questione GDA lombardia?
    Un’ultima cosa riguardo al post che avevo scritto in merito a ‘io voglio essere pagato e tu?’. E’ vero, trattasi di audizione, ma perché dovrei prestarmi a fare una ‘performance finale’, e poi in una settimana di laboratorio può venire fuori davvero tanto materiale, che poi verrà utilizzato durante la creazione…Non è un’accusa, tutti i coreografi lo fanno, però è una cosa che mi lascia sempre un po’ perplessa…
    http://it-it.facebook.com/event.php?eid=166080596750949
    Cosa ne pensate?

  2. Ciao Elisa,
    tocchi dei punti salienti.
    1. I contributi ministeriali. Abbiamo fatto una ricerca da cui risulta che a Roma sono state finanziate, nel 2009, 18 compagnie, contro le 4 di Milano, le 2 di Siena, Torino, Verona e Catania, e le 1 di altre 28 città (dati simili per il 2010). A questo link trovate le relazioni sull’uso del FUS recentemente pubblicate: http://www.spettacolodalvivo.beniculturali.it/attività/fus.asp
    Come mai questa distribuzione così distorta? Sarà mica perchè il ministero è a Roma, i commissari sono a Roma, e tutto è a Roma? Davvero a Roma ci sono così tante compagnie in più che a Milano, Napoli e Palermo? Anche ammettendo che Roma, in quanto capitale, accentri più compagnie istituzionali, la distribuzione dei fondi sembra molto sproporzionata. Suono un po’ leghista, lo so, ma nel momento in cui abbiamo fatto domanda di fondi come compagnia, non li abbiamo ottenuti e al telefono mi hanno detto: “è perchè i commissari non vi conoscono”, insomma, son partite le riflessioni in questa direzione. Altre persone mi hanno detto che dalle altre città non arrivano domande o arrivano domande scritte male… Ma come si fa a scrivere male quella domanda di finanziamento? Anche un bambino ce la farebbe! Se poi passi in rassegna le compagnie di Roma che vengono finanziate, guardi i loro siti e i loro cv e vedi la rassegna stampa che pubblicano (fai un po’ di quello che si dice sano “benchmarking”), ti chiedi veramente perchè alcune di loro vengono finanziate e tu no… Forse davvero dovrebbe essere come in Francia, con sezioni ministeriali sparse in ogni regione.
    2. I giovani. Sul GDA anch’io ho sentito quei rumors. Non so come funziona questo bando nelle altre regioni. Sarebbe bello che i diretti interessati dicessero la loro, in modo che anche gli organizzatori avessero la possibilità di spiegarsi.
    3. Non ho capito l’ultimo pezzo. Ho visto il link dell’audizione. A me non sembra male offrire un laboratorio gratuitamente… Di solito questi laboratori, anche ai fini di una selezione o di una performance, sono a pagamento.
    Grazie per le tue riflessioni!

  3. In risposta al titolo del post qui sopra:si ho rifiutato,anche se ho bisogno di lavorare,ma mi sono rotta di accettare sempre tutto,altrimenti questa prassi di lavorare a gratis continua…
    Concordo appieno con al mitica Elisa,su tutte le sue perplessità e anche sul fatto di basta con sti workshop con performance finale…lo considero un malcostume dei coreografi.Se performo per te mi devi pagare,punto.Basta col seminario gratutito e/o a pagamento da parte di chi partecipa e performa:cioè devo pagare per lavorare o lavorare gratis(che poi gratis non è mai,) perchè le spese di viaggio,alloggio e un pasto almeno al giorno sono sempre a spese di chi è esecutore della performance.Allora non è lavoro è solo hobby,e demoralizzante.
    Per quanto riguarda il GDA qui in veneto esiste da più tempo,la situazione da rumors interni sembra un pò migliore,anche se ci sono sempre rumors di malcoltento,ma almeno un minimo le date organizzzate sono pagate.Credo che però questa situazione migliore sia dovuto all’impegno du un solo individuo all’interno dell’organizzazione,che da ex danzatore-coreografo,quindi avendo vissuto sulla sua pelle i tanti disagi,si preoccupa e batte per ottenere condizioni migliori.Il problema è che se mai lascerà ,saremo di nuovo tutti in balia di un sistema allucinante senza più nessuno che pensi seriamente alla categoria. Non è un santo,,tanti rumors negativi lo coinvolgono, perchè è umano(non divino)quindi sbaglia o ne appofitta pure ognitanto,, ,ma almeno,personalmente gli farei un monumento perchè ha fatto cose e sopratutto ha fatto sentire la sua voce più autorevole (nel senso di peso) di quelle dei singoli interpreti per problematiche che ci stanno a cuore ( a tutta la categoria).

  4. La distribuzione romanocentrica delle risorse è un problema che si è riscontrato già da molti anni….è dai tempi del coordinamento “in embrione” che ogni anno cerco di pubblicare e fare girare le tabelle della distribuzione del FUS in modo da far girare il più possibile la notizia….sempre la stessa storia. In più se confrontate la tabella di qualche anno fa a quella dell’anno scorso non è che ci siano molte novità!!! Questo apre anche altri problemi. Come più volte detto non è che basta erogare le sovvenzioni per lavarsi la coscienza, bisognerebbe anche monitorare il lavoro,, controllare in che modo queste risorse vengono spese ecc. ecc.
    So da fonti certe che i commissari che decidono la distribuzione delle risorse hanno due giorni di retribuzione per lavorare a questa selezione, con una montagna di dossier da leggere di persone che richiedono di accedere a questi fondi….il risultato è che diventa molto più facile riconfermare chi le ha avute l’anno precedente piuttosto che individuare nuove realtà emergenti…a meno che non si abbia la classica “spintarella”, e allora….
    Riguardo al link dell’audizione che ha copiato Elisa, e che a me è addirittura arrivata sulla mia mail personale, ho letto meglio, e c’è addirittura scritto che non è richiesta alcuna competenza tecnica….quindi in teoria non è neanche un’audizione per danzatori!!!!
    Io sono d’accordo con Cristine, cioè…se voglio studiare con qualcuno vado a studiare, a fare lezione, ma lavorare alla costruzione di una performance è un’altra cosa: per fare quello voglio essere pagata…..una settimana di seminario gratuito posso anche farla se è specificato che i selezionati poi avranno un contratto di lavoro, ma se la prospettiva è pagarmi vitto/alloggio/viaggio per andare a Roma, senza la prospettiva poi di un effettivo lavoro retrubuito, e per di più senza che venga neanche richiesta una preparazione tecnica…vabbè…
    Siamo sempre alle solite: in questi bandi di audizioni vengono specificate un sacco di cose: il lavoro della compagnia, le caratteristiche richieste, foto, video tricche e ballacche, e mai che venga specificato il trattamento economico. Si rimane sempre sul vago, cioè nessuno scrive: il lavoro non prevede alcun compenso nè ora nè mai….semplicemente si glissa elegantemente, come se fosse una questione secondaria.
    Per il GDA è da un pò che sento frasi smozzicate e piccoli sfoghi criptici qua e là….a questo punto sarei curiosa anche io di sapere cosa è successo…magari qualcuno che ha partecipato alle selezioni puà raccontarcelo!!!

  5. Elisa Ferrari says:

    Però vedo che quelli che stanno qui a contarsela son sempre i soliti quattro str…
    Cioè, come potremmo procedere non dico per risolvere (utopia), quantomeno a sensibilizzare un po’ di più la gente dell’ambito riguardo al problema?
    Io propongo un incontro dei danzatori di Milano per parlare della situazione. Forse inutile?
    Potremmo parlare di:
    -lavoro non retribuito (esperienze, ecc.)
    -opportunità per giovani coreografi e danzatori
    Scusate, magari l’avete già fatto in passato, ma io sono stata fuori praticamente due anni, quindi non ne sono al corrente.
    Che ne pensate?

  6. Ciao Elisa,
    volevo darti un po’ di numeri, non per semplice show-off, ma perchè capisco la tua/vostra sensazione di frustrazione.
    Studio28TV ha circa 7000 accessi unici mensili, in costante e inesorabile aumento. Per una web tv ‘di comunità’ non sono pochi. Tantissime sono le persone che guardano e non commentano, e questo è un fenomeno comune su internet: sono i cosiddetti ‘lurker’, che partecipano nel silenzio.
    I commentatori registrati al momento sono 40, considerando il fatto che uno può anche commentare senza registrarsi. Quindi i commentatori sono molti più di 40.

    Opinioni personali invece sulla tua proposta: intanto questa stessa esperienza è già un’operazione di sensibilizzazione, che per il suo presidio della rete si rivolge a tutti, a prescindere dal luogo di residenza. Incontri dal vivo sono magari più “caldi” ma hanno il limite di rivolgersi a una comunità territoriale ben delineata. Ad ogni modo ne abbiamo fatti, al Bar Jamaica di Milano. Sono andati bene. Uno è stato proprio sulla situazione della danza in Lombardia, a Luglio; uno invece sulla formazione, condotto da Franca Ferrari, a Settembre. Se vuoi proporre un Ordine del Giorno preciso possiamo provare a organizzare un altro incontro, ovviamente col tuo ausilio e la tua partecipazione diretta. Sul Forum puoi seguire i report e le discussioni che ne sono scaturite, nella sezione “Comunità”. Lì puoi anche postare il tuo Odg e vedere cosa ne nasce.
    Del tutto come opinione personale, non ho molto interesse a parlare di politiche culturali con persone che la pensano come me. Mi piacerebbe più incontrare persone o istituzioni che non la pensano come me o che non pensano niente di questi argomenti, magari per ignoranza personale o sistemica. Ci vediamo in 10, magari 20, la pensiamo tutti allo stesso modo (che la danza debba essere retribuita, bla bla bla), e quindi? Preferirei orientare azioni di sensibilizzazione. Anche per questo stiamo svolgendo questo sondaggio che puoi fare anche tu, cliccando in alto a destra. E ti prego anche di invitare i tuoi colleghi italiani (anche residenti all’estero) a fare. E’ molto importante. Abbiamo superato le 100 risposte. Se riusciamo in un paio di mesi ad arrivare almeno a 800-1000 abbiamo un sondaggio statisticamente valido. E uno strumento per creare veramente delle azioni in tutto il territorio con alla base dei dati, non solo dei sentimenti o delle opinioni.

  7. Elisa Ferrari says:

    Caro Giovanni,
    non volevo assolutamente fare una critica al vostro lavoro, che a mio avviso è davvero ben fatto ed importante. Volevo semplicemente vedere di poter concretizzare un po’ di più, magari guardando le persone negli occhi, perché come ti ho detto non ne ho avuto l’occasione in precedenza.
    Hai perfettamente ragione, e sono d’accordo con te, quando dici che fare riunioni con persone che la pensano come te non ha molto senso e non porta a nulla. Io qualche persona che la pensa diversamente da me e che fa un po’ il buono e il cattivo tempo della danza milanese ce l’avrei da invitare..Vedrò di fare un ordine del giorno, per il momento ti ringrazio per questi spazi di riflessione.

  8. Ah ma non l’avevo intesa come una critica! 😉 Ogni tanto vi informiamo sull’andamento delle cose… Ho solo colto la palla al balzo.

  9. Sono d’accordo con Giovanni, come (QUASI) sempre 🙂
    L’incontro al bar Jamaica è stato molto bello, perchè stare insieme e condividere delle idee è una bella esperienza di cooperazione, affatto scontata, dato che tutti noi conosciamo l’ambiente della danza e sappiamo quanto è raro vedersi per parlare, parlare per costruire qualcosa. Però è anche vero che rimane un pò un’esperienza limitata ai presenti, e anche leggere il report più dettagliato non è la stessa cosa che essere presenti all’incontro. Sarebbe una pratica che andrebbe in controtendenza con lo scopo della webtv.
    La discussione slegata dalla territorialità è una sfida interessante e ambiziosa, ed è già cominciata!!! Il fatto che siamo i soliti quattro str… secondo me è temporaneo, nel senso che se non molliamo il colpo e continuiamo a confrontarci così come abbiamo fatto finora, secondo me il bacino degli utenti “attivi” prima o poi aumenterà.
    Lo strumento del videopost secondo me è il migliore, perchè permette di ascoltare le persone che lanciano gli argomenti dalla loro viva voce, quindi molto meglio della parola scritta, e poi da lì la discussione può iniziare, come è successo tante volte. Quindi, se Elisa volesse potrebbe fare un videopost lanciando un argomento, in modo da buttare ancora un pò di carne al fuoco…diffondere un videopost , inoltre, è veloce e facile su tutti i social network.
    Ciò non toglie che un incontro al bar jamaica sarebbe bellissimo, ma forse possiamo farlo più per questioni che riguardano strettamente il territorio lombardo.

  10. Ottima proposta Lia! Elisa ci stai?

  11. Elisa Ferrari says:

    Ci sto! Già volevo farlo per il mio blog, ma lo faccio molto più volentieri per qua, data la specificità dell’audience 😉
    Accetto consigli!

  12. ciao Elisa! perchè non rendi il tuo nome cliccabile direttamente al tuo blog? grazie per esserci!!

  13. Elisa Ferrari says:

    come? come?

  14. Esattamente dove scrivi i tuoi commenti, nel terzo spazio in basso, appena prima della finstra grande, quello dove c’è scritto Website puoi mettere l’URL del tuo blog così quando il tuo commento viene pubblicato il tuo nome diventa un link attivo che rimanda direttamente al tuo blog!!!

  15. Ciao lia, ciao giovanni, evviva, ho di nuovo la connessione!! basta con le pennette pigre!
    Vedo che mi sono persa parecchio, ma non importa, ora mi aggiorno. Quanto al bar Jamaica: wow! noi a Roma non ce l’abbiamo mica, come facciamo? scherzo, eh… ma la questione delle sovvenzioni è cruciale. Se può consolare qualcuno, è sempre stato così, mi pare; ed è tale e quale per la prosa e il teatro di ricerca. Fonti sicure confermano che i lavori vengano fatti in fretta, i dossier siano moltissimi e le spintarellle pure. Sarebbe un settore da ridisegnare con commissioni decentrate. Dominique Dupuy mi raccontava che quando lavorarava per il ministero, andava in giro per la francia durante l’anno a vedere DAL VIVO i lavori delle compagnie da sovvenzionare. Capito la differenza? io ormai sono abbastanza avanti con gli anni da temere di non riuscire proprio più a vedere un cambiamento! (be’, non sono ancora Matusalemme, però) ma mi piacerebbe comunque un dibattito a livello nazionale. SERIO! A Giovanni e a tutto studio28.tv complimenti per i numeri! grandi ragazzi e avanti tutta, monica

  16. Hai ragione Monica. Tra l’altro mi sovviene proprio ora che in Italia c’è già una sorta di proto-decentralizzazione del Ministero dei Beni Culturali: noi ad esempio partecipiamo ogni anno alla Settimana della Cultura e ai Giorni Europei del Patrimonio, organizzati dal Ministero. Beh, i nostri referenti sono il Ministero della Cultura nel suo distaccamento lombardo (per chi conosce Milano è nel palazzo del Teatro Litta). Andrebbe studiata bene la situazione e magari organizzare una proposta. Magari passando anche attraverso AGIS per rinforzarla.

  17. @giovanni, se organizzate qualcosa e riusciamo a tenerci informati per tempo, è la volta che vengo a Milano! baci, monica

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