17 dicembre 2017

Commissioni spettacolo: per un nuovo conflitto di interessi

Mimma Gallina affronta in questo video due temi scottanti:

1. Federalismo all’italiana o decentralizzazione alla francese?

2. Se Veltroni aveva risolto formalmente il conflitto di interessi delle commissioni valutative dello spettacolo, una legge ha poi permesso di nuovo che ci valuta, può essere un nostro collega.

Comments

  1. Mi piace tutto quello che dice, lo dice con coraggio , chiarezza e parole semplici. Ma certo sentirselo dire e quindi confermare, non rende allegri e ottimisti! che fatica… monica

  2. Un grazie a Mimma Gallina per le sue pertinentissime osservazioni.
    Come ho già scritto anche per l’altro post sono d’accordo su tutto, e mi sembra che l’analisi fatta da Mimma gallina sia realistica e razionale, e l’importanza di avere dei membri di commissione al di fuori da interessi personali sia una questione chiave.
    Ho sempre avuto grandi perplessità sulla composizione delle commissioni, anche perchè sapevo già delle modalità con le quali queste persone lavorano.
    I miei dubbi su questa legge, che sono tanti, spesso sono stati presi per lamentazioni gratuite, ma io non riesco a salutare questa legge -se mai diverrà operativa- come qualcosa di positivo, nè tantomeno come il cambiamento tanto atteso e anelato. Ci sono troppi punti nebulosi e poco chiari, e alcuni argomenti chiave affrontati con troppa superficialità (le commissioni ne sono un esempio).
    Rimane il fatto che tutta questa attenzione nei confronti dello spettacolo dal vivo è comunque positiva (proprio ieri su Repubblica c’erano almeno tre pagine sul nuovo decreto per le fondazioni lirico-sinfoniche, che non riguarda solo la pensione anticipata per i tersicorei), e forse l’unica cosa da fare davvero sarebbe proprio di approfittare di questa esposizione per far sentire anche le nostre voci.

  3. Anch’io son d’accordo con mimma su tutto, anche quando si augura che questa legge esca, nonostante le sue mancanze e debolezze.
    Quello che possiamo fare qua su studio28.tv e’ informarci e informare. Purtroppo non siamo un sindacato ne’ un movimento politico (e intervenire sui nostri ottusi parlamentari e’ pressoche’ impossibile). Ma, come hanno detto ieri al gore e saviano: il primo passo per sconfiggere le mafie, e’ raccontare la verita’. Mutatis mutandis, credo che raccontare e dare voce a chi ne sa piu’ di noi, cercando di andare direttamente alla fonte, sia un modo per unirci nella conoscenza del mondo in cui viviamo, e che troppe volte ci viene, colpevolmente, tenuto nascosto. Sapere e’ potere.

  4. Difficile essere ‘pienamente’ d’accordo con Mimma Gallina (anche se la tentazione e’ forte). Io non ho letto tutte le leggi come ha fatto lei: solo dopo allora potrei condividere a pieno tutto quello che pensa. M’ispira come persona nonostante le sue opinioni siano molto ispirate a una certa corrente politica. E allora non posso non considerare l’importanza di ricordare la trasversalita’ politica di questa nuova legge e l’importanza di mantenere ANCORA un’apertura mentale a piu’ tipi di analisi.

  5. @giovanni,
    sono d’accordo con quello che dici, è evidente che non siamo ancora un gruppo forte e riconosciuto, nè tantomeno un sindacato (nonostante la demonizzazione diffusa io penso che comunque sarebbe utile averne uno per la nostra categoria).
    Unirci nella conoscenza credo sia una mossa saggia e consapevole, ed è quello che cerchiamo di fare già. E’ chiaro che non possiamo aprire, almeno per il momento, un canale diretto di dialogo con la politica, ma attraverso la discussione che è già in atto possiamo trovare degli interlocutori nei quali crediamo e dei quali condividiamo le idee, che potrebbero diventare in qualche modo dei portavoce.
    Tra le persone che avete intervistato in questi mesi su studio28.tv , secondo me, ce ne sono già almeno un paio!
    Accolgo e faccio mia la citazione di Gore e Saviano.

  6. Condivido sul sindacato. Forse dovremmo cercarne uno e andarci a parlare. Può essere che aprano un ufficio in nostra rappresentanza… O comunque si può provare.
    Condivido anche sull’importanza di trovare interlocutori, e che forse possiamo cominciare da alcune delle persone intervistate. Stiamo cominciando a tessere una rete di conoscenza. Non lasciamola cadere nel nulla e rimaniamo fiduciosi nelle nostre possibilità.

  7. lella renzi says:

    Mi trovo d’accordo con Giuseppe. La nostra categoria è facilmente influenzabile da chi sa usare una comunicazione forte, anche se la sig.ra Gallina riesce anche a viecola contenuti apprezzabili. Ma anch’io come Giuseppe, e come la sig.ra Gallinna proferisce tra l’altro, desidero ricondurre l’attenzione sul fatto che più parti politiche hanno collaborato alla stesura della nuova legge e questo dovrà pur contare qualcosa! E poi, correggetemi se sbaglio, ma sempre la sig.ra Gallina si esprime favorevole all’uscita della legge, pertanto io mi auspico che venga approvata. Attenzione ai sindacati, guardiamo avanti piuttosto! Se bisogna essere di sinistra, bisogna ristrutturarsi e riformulare le azioni con soluzioni meno nostalgiche.

  8. Cara Lella, non bisogna essere di sinistra, e i sindacati ci sono anche nella destra. Un sindacato semplicemente è segno di strutturazione e di tutela del lavoratore. Non siamo lavoratori noi?

  9. lella renzi says:

    D’accordissimo sul fatto di essere lavoratori: non sarei qui a discorrere con voi! Allora iniziamo a farci pagare ad esempio, prima ancora di pensare ai sindacati. Ci sono molti della nostra categoria che oggi lavorano ancora senza retribuzione: atteggiamento che nuoce noi tutti! Se non si scalfisce questa forma mentis, difficile pensare a strutturarci ed è anche per questo che auspico l’uscita di questa legge: sentirsi regolamentati, aiuta a sentirci tutelati e protendere a migliorarci.
    Certamente anche grazie a questo videoblog, riusciremo a diffondere maggiore consapevolezza (oltre che a migliorare la mia capacità di sintesi, considerando che tutti i miei amici mi accusano di essere verbosa:)) Buona giornata a tutti!

  10. Indubbiamente di lavoro ce n’è. Il web è senz’altro un ottimo strumento, dunque il nostro inizio è buono! Raymond sostiene «given enough eyeballs, all bugs are shallow», ovvero con abbastanza occhi, gli errori sono facili da trovare. Noi ce la metteremo tutta!
    Civati – già postato qui – nel suo blog dice di “fare in modo che qualcuno «rivendichi» e «educhi il legislatore». Campagne, raccolta di fondi e di persone e think tank mirati: in una parola, networking: chi lo fa meglio, vince. Non sarà una soluzione, ma aiuta.” E Vendola parla di “invasione di campo”, proprio nell’ottica di invadere gli spazi della politica italiana. Non so perchè, ma insieme sento che qualcosa stiamo costruendo anche in vista di quella consapevolezza di cui tu parli, Lella.

  11. Io penso che la situazione sia talmente estrema, per quello che riguarda i diritti del lavoratore dello spettacolo dal vivo, che non possiamo permetterci di agire solo su un fronte.
    Sono d’accordo con Lella quando parla di lavorare gratis, anche secondo me è un atteggiamento che nel corso del tempo ha minato proprio la coscienza di categoria, e ha permesso lo sfasciamento di un mercato del lavoro che già si trovava in una situazione non proprio buona.
    Però cambiare questa “forma mentis” non è facile, perchè vuol dire cambiare un modo di pensare molto diffuso, vuol dire cambiare le persone, cioè cambiare ciò su cui non si ha controllo. E poi ci sono anche tanti altri aspetti sui quali si può cominciare a lavorare da oggi stesso muovendosi su più fronti. Il sindacato è uno strumento importante anche per questo. Uno dei tanti che possiamo utilizzare. Sono consapevole che il ruolo dei sindacati ultimamente non sia stato proprio un esempio, ma ho testimonianze dirette di come invece in altri casi sia un vero e proprio sostegno. Il SAI, sindacato italiano attori, è riuscito a condurre delle battaglie su istanze importanti, e sono riusciti a farsi ascoltare proprio perchè sindacato.
    Mi spiace molto quando sento questa sfiducia nei confronti dei sindacati, perchè sono stati degli organi importanti nella storia dei lavoratori di questo paese, e se scegliessimo le persone giuste per rappresentarci, potrebbe continuare ad essere una presenza significativa anche per noi.

  12. non so se riusciremo mai ad avere un sindacato se prima non capiremo (TUTTI, o quasi) l’importanza del non lavorare aggratis… e se non ci rifiuteremo (TUTTI, o quasi), di farlo! Facciamo massa critica!

  13. Cominciamo già alla prossima Giornata mondiale della danza, occasione per la quale il Comune di Milano richiede sempre l’intervento degli operatori culturali a titolo gratuito. E che non mi si venga a dire che un gettone di presenza di 70 euro rappresenti una paga.
    …non capisco quel “o quasi” cosa vuol dire però…
    🙂

  14. al volo, rispetto a Saviano, Grégoire Leménager scrive sul Nouvel Obs che il governo italiano avrebbe bloccato Saviano, a partecipare a un evento pubblico a Parigi. E fa credere che questa incredibile decisione sia stata una sorta di censura preventiva.
    http://bibliobs.nouvelobs.com/20100427/19199/saviano-bloque-en-italie-par-le-gouvernement-berlusconien
    E dopo un po’ è arrivata una smentita da Saviano, riportata anche dal Nouvel Obs che sembra dominato dall’aspettativa di qualcosa di grave nell’aria democratica italiana.

  15. “E che non mi si venga a dire che un gettone di presenza di 70 euro rappresenti una paga”, bè, 70 euro infatti è un gettone di presenza, non una paga.:))

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