<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
		>
<channel>
	<title>Commenti a: Ciessevi: ora non avete più scuse!</title>
	<atom:link href="http://www.studio28.tv/temi/politica/ciessevi-ora-non-avete-piu-scuse/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.studio28.tv/temi/politica/ciessevi-ora-non-avete-piu-scuse/</link>
	<description>User Generated Culture</description>
	<lastBuildDate>Mon, 06 Feb 2012 16:59:03 +0000</lastBuildDate>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator>
	<item>
		<title>Di: Giovanni</title>
		<link>http://www.studio28.tv/temi/politica/ciessevi-ora-non-avete-piu-scuse/comment-page-1/#comment-507</link>
		<dc:creator>Giovanni</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Jul 2010 09:00:16 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.studio28.tv/?p=249#comment-507</guid>
		<description>ah signora mia, come fummo profetici: hai visto che non hanno cancellato nè Cannes nè la Milanesiana? In compenso hanno tagliato gran parte dei fondi dei Festival di danza di questa città... Elefanti contro formicuzze. Propongo di spostare la nostra attenzione da Milanesiana-Cannes-Fondazioni Lirico-sinfoniche a situazioni minori, indifese e che fanno il sottobosco - il presente e il futuro - della cultura.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ah signora mia, come fummo profetici: hai visto che non hanno cancellato nè Cannes nè la Milanesiana? In compenso hanno tagliato gran parte dei fondi dei Festival di danza di questa città&#8230; Elefanti contro formicuzze. Propongo di spostare la nostra attenzione da Milanesiana-Cannes-Fondazioni Lirico-sinfoniche a situazioni minori, indifese e che fanno il sottobosco &#8211; il presente e il futuro &#8211; della cultura.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: lia courrier</title>
		<link>http://www.studio28.tv/temi/politica/ciessevi-ora-non-avete-piu-scuse/comment-page-1/#comment-338</link>
		<dc:creator>lia courrier</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 May 2010 23:28:18 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.studio28.tv/?p=249#comment-338</guid>
		<description>...non farò confusione, sono d&#039;accordo con il concentrare l&#039;attenzione sul caso dell&#039;addetta alla lavanderia, infatti anche su uno dei link che avevo inserito all&#039;interno della sezione &quot;da leggere&quot; c&#039;era un articolo che spiegava proprio la situazione di questa &quot;pioniera del contenzioso&quot;, che ha aperto la strada a molte altre persone che si trovavano nella sua stessa situazione, ma che purtroppo non hanno avuto il suo stesso perfetto tempismo.
Però permettetemi di dire che la mansione della signora non è paragonabile a quella di un professore d&#039;orchestra, che per arrivare a suonare in un&#039;orchestra sinfonica studia per anni e anni in conservatorio. 2000 euro non mi sembra una cifra altissima sinceramente, e alle 28 ore di lavoro effettivo vanno comunque aggiunte tutte le ore di studio che si fanno individualmente al di fuori dell&#039;orario di lavoro. In un paese allo sfascio, come giustamente Giovanni ci ricorda, ahimè, queste persone ci sembrano dei privilegiati, ma di fatto hanno semplicemente quello che gli spetta dopo una vita di studio, come un qualsiasi professionista.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230;non farò confusione, sono d&#8217;accordo con il concentrare l&#8217;attenzione sul caso dell&#8217;addetta alla lavanderia, infatti anche su uno dei link che avevo inserito all&#8217;interno della sezione &#8220;da leggere&#8221; c&#8217;era un articolo che spiegava proprio la situazione di questa &#8220;pioniera del contenzioso&#8221;, che ha aperto la strada a molte altre persone che si trovavano nella sua stessa situazione, ma che purtroppo non hanno avuto il suo stesso perfetto tempismo.<br />
Però permettetemi di dire che la mansione della signora non è paragonabile a quella di un professore d&#8217;orchestra, che per arrivare a suonare in un&#8217;orchestra sinfonica studia per anni e anni in conservatorio. 2000 euro non mi sembra una cifra altissima sinceramente, e alle 28 ore di lavoro effettivo vanno comunque aggiunte tutte le ore di studio che si fanno individualmente al di fuori dell&#8217;orario di lavoro. In un paese allo sfascio, come giustamente Giovanni ci ricorda, ahimè, queste persone ci sembrano dei privilegiati, ma di fatto hanno semplicemente quello che gli spetta dopo una vita di studio, come un qualsiasi professionista.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: giuseppe</title>
		<link>http://www.studio28.tv/temi/politica/ciessevi-ora-non-avete-piu-scuse/comment-page-1/#comment-337</link>
		<dc:creator>giuseppe</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 May 2010 10:35:39 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.studio28.tv/?p=249#comment-337</guid>
		<description>Infatti occupiamoci del caso dei precari a cui non è stata riconosciuta la sentenza!  E non delle &#039;star&#039; che pur guadagnando, si lamentano! Tra l&#039;altro guadagnano con i NOSTRI soldi (qui ritorna il senso della redistribuzione), diversamente dai loro colleghi della Chicago Sinphony (esempio citato dall&#039;orchestrale di cui sopra): e che questa mia arrabbiatura non sia confusa, per favore, con l&#039;odio tout court per le fondazioni lirico sinfoniche, che devono comunque essere riformate per evitare SPRECHI e che non vuol dire annichilirle come immagine.
Nessuno pensa veramente ai lavori, pur dignitosi, ma esercitati da sarti, lavandai, macchinisti, cui questo decreto ha negato il diritto alla giustizia: questa è l&#039;urgenza! Giulio Cavalli sta organizzando una serata di sensibilizzazione: l&#039;ho trovate sul suo facebook o sul suo sito.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Infatti occupiamoci del caso dei precari a cui non è stata riconosciuta la sentenza!  E non delle &#8216;star&#8217; che pur guadagnando, si lamentano! Tra l&#8217;altro guadagnano con i NOSTRI soldi (qui ritorna il senso della redistribuzione), diversamente dai loro colleghi della Chicago Sinphony (esempio citato dall&#8217;orchestrale di cui sopra): e che questa mia arrabbiatura non sia confusa, per favore, con l&#8217;odio tout court per le fondazioni lirico sinfoniche, che devono comunque essere riformate per evitare SPRECHI e che non vuol dire annichilirle come immagine.<br />
Nessuno pensa veramente ai lavori, pur dignitosi, ma esercitati da sarti, lavandai, macchinisti, cui questo decreto ha negato il diritto alla giustizia: questa è l&#8217;urgenza! Giulio Cavalli sta organizzando una serata di sensibilizzazione: l&#8217;ho trovate sul suo facebook o sul suo sito.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Giovanni</title>
		<link>http://www.studio28.tv/temi/politica/ciessevi-ora-non-avete-piu-scuse/comment-page-1/#comment-336</link>
		<dc:creator>Giovanni</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 May 2010 10:01:24 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.studio28.tv/?p=249#comment-336</guid>
		<description>Effetto boomerang: Anna Bandettini su Repubblica di oggi (3-05-10) intervista un orchestrale di media anzianità del Santa Cecilia. L&#039;intento è quello di evidenziare i soprusi cui i poveri orchestrali saranno sottoposti in seguito al decreto Bondi. 2000 € di stipendio x 28 ore di lavoro settimanali, un part-time praticamente. Ma l&#039;orchestrale si lamenta perché è uno stipendio più basso rispetto alla media europea (evidentemente non sa che TUTTI gli stipendi italiani sono più bassi della media UE). Si lamenta pure per il suo condominio che non ne può più di sentirlo suonare il trombone. E si lamenta pure perché il decreto Bondi gli impedirà di lavorare come solista e impedirà all&#039;orchestra di assumere nuovi membri con concorsi internazionali. Insomma, di tutto un po&#039;. E i macchinisti? e tutti gli altri lavoratori precari (suoi colleghi ma non &#039;splendidi&#039; artisti)? Nonostante l&#039;apparenza, questo articolo mi sembra un boomerang che rema contro la causa che vuole difendere. In un&#039;Italia dal miliardo di ore di cassa integrazione e dalla crescita disperata della disoccupazione (soprattutto giovanile), con la Grecia in ginocchio qui vicino a noi (e noi a un passo da lei), a chi possono  veramente interessare i problemi di un artista privilegiato?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Effetto boomerang: Anna Bandettini su Repubblica di oggi (3-05-10) intervista un orchestrale di media anzianità del Santa Cecilia. L&#8217;intento è quello di evidenziare i soprusi cui i poveri orchestrali saranno sottoposti in seguito al decreto Bondi. 2000 € di stipendio x 28 ore di lavoro settimanali, un part-time praticamente. Ma l&#8217;orchestrale si lamenta perché è uno stipendio più basso rispetto alla media europea (evidentemente non sa che TUTTI gli stipendi italiani sono più bassi della media UE). Si lamenta pure per il suo condominio che non ne può più di sentirlo suonare il trombone. E si lamenta pure perché il decreto Bondi gli impedirà di lavorare come solista e impedirà all&#8217;orchestra di assumere nuovi membri con concorsi internazionali. Insomma, di tutto un po&#8217;. E i macchinisti? e tutti gli altri lavoratori precari (suoi colleghi ma non &#8216;splendidi&#8217; artisti)? Nonostante l&#8217;apparenza, questo articolo mi sembra un boomerang che rema contro la causa che vuole difendere. In un&#8217;Italia dal miliardo di ore di cassa integrazione e dalla crescita disperata della disoccupazione (soprattutto giovanile), con la Grecia in ginocchio qui vicino a noi (e noi a un passo da lei), a chi possono  veramente interessare i problemi di un artista privilegiato?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: giuseppe</title>
		<link>http://www.studio28.tv/temi/politica/ciessevi-ora-non-avete-piu-scuse/comment-page-1/#comment-335</link>
		<dc:creator>giuseppe</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 May 2010 21:40:17 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.studio28.tv/?p=249#comment-335</guid>
		<description>Allora vorrei distinguere chiaramente i due aspetti. Se si parla del caso specifico, allora è un conto e concordo sulle ingiustizie avvenute, come la sentenza non rispettata.
In generale non vedo &quot;la piccola grande catastrofe&quot;, nè il &quot;grande passo indietro per il paese&quot; attraverso un decreto orribile di 9 articoli, di cui 2 sono sul cinema! E questo decreto determinerebbe l&#039;annichilimento dell&#039;Opera? 
O addirittura un shock culturale per il paese solo perchè, se pungono i &#039;grandi&#039;, allora chissà per noi &#039;piccini&#039;?  Ci tengo a sottolineare questo perchè prima e dopo di un qualunque decreto o legge, noi si è sempre lavorato con lo stesso impegno, sempre contribuendo ad arricchire culturalmente questo Paese e magari chissà, con la speranza di far passare ai pochi fuori, che l&#039;Italia non è solo Verdi o Puccini o il melodramma.

Io rivendico solo coerenza: se protesta deve essere,  che inglobi tutte le categorie (mai nessuno di quei teatri che spenda una parola sulla nostra condizione!).
In ultimo:  chi è che vedrebbe il teatro dell&#039;Opera come il diavolo? E chi è che dice che l&#039;Opera non è cultura? Non dimentichiamo il filo di tutti i post fatti finora: il problema per me è  la distribuzione dei fondi. In questo senso io ho sempre parlato di riforma.
Caspita! M&#039;è pure venuta voglia di una bella pizza!Slurp!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Allora vorrei distinguere chiaramente i due aspetti. Se si parla del caso specifico, allora è un conto e concordo sulle ingiustizie avvenute, come la sentenza non rispettata.<br />
In generale non vedo &#8220;la piccola grande catastrofe&#8221;, nè il &#8220;grande passo indietro per il paese&#8221; attraverso un decreto orribile di 9 articoli, di cui 2 sono sul cinema! E questo decreto determinerebbe l&#8217;annichilimento dell&#8217;Opera?<br />
O addirittura un shock culturale per il paese solo perchè, se pungono i &#8216;grandi&#8217;, allora chissà per noi &#8216;piccini&#8217;?  Ci tengo a sottolineare questo perchè prima e dopo di un qualunque decreto o legge, noi si è sempre lavorato con lo stesso impegno, sempre contribuendo ad arricchire culturalmente questo Paese e magari chissà, con la speranza di far passare ai pochi fuori, che l&#8217;Italia non è solo Verdi o Puccini o il melodramma.</p>
<p>Io rivendico solo coerenza: se protesta deve essere,  che inglobi tutte le categorie (mai nessuno di quei teatri che spenda una parola sulla nostra condizione!).<br />
In ultimo:  chi è che vedrebbe il teatro dell&#8217;Opera come il diavolo? E chi è che dice che l&#8217;Opera non è cultura? Non dimentichiamo il filo di tutti i post fatti finora: il problema per me è  la distribuzione dei fondi. In questo senso io ho sempre parlato di riforma.<br />
Caspita! M&#8217;è pure venuta voglia di una bella pizza!Slurp!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: lia courrier</title>
		<link>http://www.studio28.tv/temi/politica/ciessevi-ora-non-avete-piu-scuse/comment-page-1/#comment-334</link>
		<dc:creator>lia courrier</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 May 2010 20:01:02 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.studio28.tv/?p=249#comment-334</guid>
		<description>Sono d&#039;accordo con te Giovanni, quando dici che una riforma è necessaria. Infatti sono assolutamente cosciente che in questi teatri giganteschi ci sia una dispersione pazzesca e che ci sia una distribuzione della ricchezza assolutamente folle. Basti pensare ai cachet dei cantanti solisti o dei direttori d&#039;orchestra. Non è un caso che tutti vogliano venire a cantare qui, perchè sanno che gli verrà probabilmente dato quello che chiedono. Occorrerebbe più trasparenza, più ricambio nelle alte sfere, direttori artistici che non hanno come obiettivo principale il profitto, ma lo spessore artistico e il valore delle opere che producono, persone pronte a rischiare pur di portare avanti una ricerca.
Il problema di questo decreto in particolare, però,  non è SOLO una questione di soldi in più o in meno. Questa non è una riforma che modernizza la gestione della lirica, che sarebbe necessaria soprattutto dal passaggio da Enti Lirici a Fondazioni Lirico Sinfoniche. No. Questo è un attacco frontale al diritto di un gruppo di lavoratori che, dopo aver vinto un contenzioso, si aspettavano di vedere rispettata la sentenza accedendo ad un contratto che gli spettava, e invece questo decreto manda alle ortiche tutto.
Assunzioni bloccate per tutti, tranne che per i solisti e i primi ruoli...chiaro il disegno, no?
Non so...secondo me questo esula dal fatto che le fondazioni ricevano più o meno soldi. Mi sembra una cosa grave. Mi sembra una delegittimazione del ruolo  che un lavoratore ha all&#039;interno di un&#039;azienda. Capisco che agli occhi di qualcuno il posto fisso in un teatro non è roba interessante, ma mica tutti abbiamo velleità creative e autoriali, no? Uno avrà pure il diritto di lavorare in un teatro come stabile, se ne ha voglia e  se gli spetta, no? Questo non c&#039;entra nulla con l&#039;entità delle sovvenzioni. Questo c&#039;entra con un governo che vuole affossare la cultura in tutte le sue forme e che considera i lavoratori dello spettacolo come dei parassiti (parole di Brunetta), e sotto questo aspetto io sinceramente mi sento coinvolta.
Togliere i diritti al lavoratore vuol dire togliere la dignità alla categoria.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sono d&#8217;accordo con te Giovanni, quando dici che una riforma è necessaria. Infatti sono assolutamente cosciente che in questi teatri giganteschi ci sia una dispersione pazzesca e che ci sia una distribuzione della ricchezza assolutamente folle. Basti pensare ai cachet dei cantanti solisti o dei direttori d&#8217;orchestra. Non è un caso che tutti vogliano venire a cantare qui, perchè sanno che gli verrà probabilmente dato quello che chiedono. Occorrerebbe più trasparenza, più ricambio nelle alte sfere, direttori artistici che non hanno come obiettivo principale il profitto, ma lo spessore artistico e il valore delle opere che producono, persone pronte a rischiare pur di portare avanti una ricerca.<br />
Il problema di questo decreto in particolare, però,  non è SOLO una questione di soldi in più o in meno. Questa non è una riforma che modernizza la gestione della lirica, che sarebbe necessaria soprattutto dal passaggio da Enti Lirici a Fondazioni Lirico Sinfoniche. No. Questo è un attacco frontale al diritto di un gruppo di lavoratori che, dopo aver vinto un contenzioso, si aspettavano di vedere rispettata la sentenza accedendo ad un contratto che gli spettava, e invece questo decreto manda alle ortiche tutto.<br />
Assunzioni bloccate per tutti, tranne che per i solisti e i primi ruoli&#8230;chiaro il disegno, no?<br />
Non so&#8230;secondo me questo esula dal fatto che le fondazioni ricevano più o meno soldi. Mi sembra una cosa grave. Mi sembra una delegittimazione del ruolo  che un lavoratore ha all&#8217;interno di un&#8217;azienda. Capisco che agli occhi di qualcuno il posto fisso in un teatro non è roba interessante, ma mica tutti abbiamo velleità creative e autoriali, no? Uno avrà pure il diritto di lavorare in un teatro come stabile, se ne ha voglia e  se gli spetta, no? Questo non c&#8217;entra nulla con l&#8217;entità delle sovvenzioni. Questo c&#8217;entra con un governo che vuole affossare la cultura in tutte le sue forme e che considera i lavoratori dello spettacolo come dei parassiti (parole di Brunetta), e sotto questo aspetto io sinceramente mi sento coinvolta.<br />
Togliere i diritti al lavoratore vuol dire togliere la dignità alla categoria.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Giovanni</title>
		<link>http://www.studio28.tv/temi/politica/ciessevi-ora-non-avete-piu-scuse/comment-page-1/#comment-333</link>
		<dc:creator>Giovanni</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 May 2010 18:57:16 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.studio28.tv/?p=249#comment-333</guid>
		<description>A settembre 2009 la protesta del cinema, ora quella delle fondazioni lirico-sinfoniche, tra qualche mese quella del teatro di prosa, poi quella dei musei... Ognuno avrà il suo piccolo contentino, e intanto il settore continuerà a vivere, frammentato, senza indirizzi e senza visioni. 
Pur solidarizzando con gli scaligeri, mi chiedo se non sia effettivamente il caso di riformare questi pachidermici enti e renderli responsabili delle loro scelte.  Qui non stiamo parlando dell&#039;importanza culturale dell&#039;opera, ma della gestione economica fallimentare delle fondazioni lirico-sinfoniche! 
P.S. Le sovvenzioni all&#039;opera in Europa sono maggiori in assoluto, ma minori in percentuale. Ecco alcune coperture pubbliche: Opera di Parigi: 59%, Staatsoper di Berlino: 66%, OPERA DI ROMA: 89%! Tutte le fondazioni tranne la Scala sono alle cozze. Perchè gli enti &quot;viziosi&quot; devono continuare a essere foraggiati a scapito degli enti &quot;virtuosi&quot;? E perchè esportare SOLO l&#039;opera e non &quot;tutto&quot;, come fanno i nostri paesi occidentali di riferimento?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>A settembre 2009 la protesta del cinema, ora quella delle fondazioni lirico-sinfoniche, tra qualche mese quella del teatro di prosa, poi quella dei musei&#8230; Ognuno avrà il suo piccolo contentino, e intanto il settore continuerà a vivere, frammentato, senza indirizzi e senza visioni.<br />
Pur solidarizzando con gli scaligeri, mi chiedo se non sia effettivamente il caso di riformare questi pachidermici enti e renderli responsabili delle loro scelte.  Qui non stiamo parlando dell&#8217;importanza culturale dell&#8217;opera, ma della gestione economica fallimentare delle fondazioni lirico-sinfoniche!<br />
P.S. Le sovvenzioni all&#8217;opera in Europa sono maggiori in assoluto, ma minori in percentuale. Ecco alcune coperture pubbliche: Opera di Parigi: 59%, Staatsoper di Berlino: 66%, OPERA DI ROMA: 89%! Tutte le fondazioni tranne la Scala sono alle cozze. Perchè gli enti &#8220;viziosi&#8221; devono continuare a essere foraggiati a scapito degli enti &#8220;virtuosi&#8221;? E perchè esportare SOLO l&#8217;opera e non &#8220;tutto&#8221;, come fanno i nostri paesi occidentali di riferimento?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: lia courrier</title>
		<link>http://www.studio28.tv/temi/politica/ciessevi-ora-non-avete-piu-scuse/comment-page-1/#comment-332</link>
		<dc:creator>lia courrier</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 May 2010 18:27:35 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.studio28.tv/?p=249#comment-332</guid>
		<description>Credo ci sia un corto circuito, un classico quando ci si scrive davanti ad un monitor. Che la tradizione del melodramma, o &quot;opera lirica&quot; o &quot;pizza&quot; faccia parte del dna di questo paese è una cosa che dobbiamo accettare. Proprio come succede per la moda o per la formula uno e le scarpe. Dall&#039;estero vogliono l&#039;Opera lirica, vogliono Verdi e Puccini, perchè è in questo tipo di spettacolo che riconoscono la storia culturale di un paese. Quindi la creazione contemporanea non dovrebbe andare a sostituirsi alla lirica, ma piuttosto occupare uno spazio vuoto o quasi. Non capisco come l&#039;annichilimento dell&#039; &quot;azienda dell&#039;Opera lirica&quot; possa in qualche modo migliorare la situazione dell&#039;arte contemporanea. Si tratta di una domanda completamente diversa. 
Comunque fino a che si vedrà il teatro d&#039;Opera come se fosse Belzebu&#039; in carne e zolfo  è proprio inutile affrontare una discussione. Però mi sento di ricordare che nel resto d&#039;Europa i teatri lirico-sinfonici ricevono sovvenzioni ben maggiori di quelle date ai nostri teatri, senza che nessuno viva questo come una privazione.
A questo punto inizio a pensare che forse qualcuno crede che l&#039;Opera lirica non sia cultura...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Credo ci sia un corto circuito, un classico quando ci si scrive davanti ad un monitor. Che la tradizione del melodramma, o &#8220;opera lirica&#8221; o &#8220;pizza&#8221; faccia parte del dna di questo paese è una cosa che dobbiamo accettare. Proprio come succede per la moda o per la formula uno e le scarpe. Dall&#8217;estero vogliono l&#8217;Opera lirica, vogliono Verdi e Puccini, perchè è in questo tipo di spettacolo che riconoscono la storia culturale di un paese. Quindi la creazione contemporanea non dovrebbe andare a sostituirsi alla lirica, ma piuttosto occupare uno spazio vuoto o quasi. Non capisco come l&#8217;annichilimento dell&#8217; &#8220;azienda dell&#8217;Opera lirica&#8221; possa in qualche modo migliorare la situazione dell&#8217;arte contemporanea. Si tratta di una domanda completamente diversa.<br />
Comunque fino a che si vedrà il teatro d&#8217;Opera come se fosse Belzebu&#8217; in carne e zolfo  è proprio inutile affrontare una discussione. Però mi sento di ricordare che nel resto d&#8217;Europa i teatri lirico-sinfonici ricevono sovvenzioni ben maggiori di quelle date ai nostri teatri, senza che nessuno viva questo come una privazione.<br />
A questo punto inizio a pensare che forse qualcuno crede che l&#8217;Opera lirica non sia cultura&#8230;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: giuseppe</title>
		<link>http://www.studio28.tv/temi/politica/ciessevi-ora-non-avete-piu-scuse/comment-page-1/#comment-331</link>
		<dc:creator>giuseppe</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 May 2010 17:58:53 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.studio28.tv/?p=249#comment-331</guid>
		<description>Il senso di quanto espresso era riguardo a “se i teatri come il teatro alla Scala non contano più niente, figurarsi quanto possiamo contare noi!” 

Per l’interesse o meno della condizione dei lavoratori, hai già risposto tu oltre che la mia presenza qui. Riguardo allo &#039;sbattersene&#039; allora, forse riguarda di più loro nei nostri confronti, piuttosto che il contrario.

Infine è una questione di prospettive…più ampie. E dunque un desiderio di riuscire ad esportare qualcos’altro che non sia la solita ‘pizza’ o ‘opera’. Con o senza i soldi dello Stato. Un impegno a cui tutti siamo chiamati, come succede nella Ue.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il senso di quanto espresso era riguardo a “se i teatri come il teatro alla Scala non contano più niente, figurarsi quanto possiamo contare noi!” </p>
<p>Per l’interesse o meno della condizione dei lavoratori, hai già risposto tu oltre che la mia presenza qui. Riguardo allo &#8216;sbattersene&#8217; allora, forse riguarda di più loro nei nostri confronti, piuttosto che il contrario.</p>
<p>Infine è una questione di prospettive…più ampie. E dunque un desiderio di riuscire ad esportare qualcos’altro che non sia la solita ‘pizza’ o ‘opera’. Con o senza i soldi dello Stato. Un impegno a cui tutti siamo chiamati, come succede nella Ue.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: lia courrier</title>
		<link>http://www.studio28.tv/temi/politica/ciessevi-ora-non-avete-piu-scuse/comment-page-1/#comment-329</link>
		<dc:creator>lia courrier</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 May 2010 17:09:57 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.studio28.tv/?p=249#comment-329</guid>
		<description>Beh, non ho proprio detto che il nostro lavoro abbia valore grazie alla Scala, ma vabbè... sarei curiosa invece di sapere come potrebbe cominciare una nuova primavera per noi in relazione a questo decreto. Forse crediamo davvero che i soldi tolti alle fondazioni verranno reivestiti per la ricerca? Non scherziamo nemmeno!
Comunque si tratta sempre di lavoratori (ricordo sempre che non sono solo ballerini e cantanti ma soprattutto tecnici, macchnisti, sarti, attrezzisti ecc.) ai quali è stato tolto un diritto che era stato dato loro da un giudice del lavoro. Se vogliamo sbattercene anche di questo e pensare che tutto sommato è meglio così, allora vuol dire che non ce ne frega più niente neanche dei diritti dei lavoratori, ma so che non è così.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Beh, non ho proprio detto che il nostro lavoro abbia valore grazie alla Scala, ma vabbè&#8230; sarei curiosa invece di sapere come potrebbe cominciare una nuova primavera per noi in relazione a questo decreto. Forse crediamo davvero che i soldi tolti alle fondazioni verranno reivestiti per la ricerca? Non scherziamo nemmeno!<br />
Comunque si tratta sempre di lavoratori (ricordo sempre che non sono solo ballerini e cantanti ma soprattutto tecnici, macchnisti, sarti, attrezzisti ecc.) ai quali è stato tolto un diritto che era stato dato loro da un giudice del lavoro. Se vogliamo sbattercene anche di questo e pensare che tutto sommato è meglio così, allora vuol dire che non ce ne frega più niente neanche dei diritti dei lavoratori, ma so che non è così.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
</channel>
</rss>

<!-- Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: http://www.w3-edge.com/wordpress-plugins/

Page Caching using disk: enhanced

Served from: www.studio28.tv @ 2012-02-08 19:34:28 -->
