23 agosto 2017

A 232 enti è preso un infarto

Come è ormai noto, nella politica nostrana è tutto un tira e molla. La manovra à la grecque, tutta lacrime e sangue, del ministro Tremonti, prevedeva tagli ai finanziamenti di ben 232 istituzioni, fondazioni, organizzazioni culturali, piccole e grosse, bene e male amministrate, non importava, bastava che facessero cultura e allora ‘zac’, un bel taglio in arrivo. Questo taglio alla fine è stato stralciato dalla manovra, ma saranno ancora vivi dopo il coccolone i presidenti degli enti in questione?

Rimane comunque in sospeso l’abolizione dell’ETI, l’Ente Teatrale Italiano, che dopo 30 anni di onorata (?) carriera potrebbe dissolversi all’interno del Ministero dei Beni Culturali.

Il testo della manovra.

Comments

  1. Oggi leggo che Bondi consulterà parlamentari e uomini di cultura per selezionare 20 enti che verranno salvaguardati dai tagli. Clientelismo fatti capanna!

  2. http://bandettini.blogautore.repubblica.it/2010/06/04/cutaia-salviamo-leti-per-salvare-tutto-il-teatro/
    in questo articolo di Anna Bandettini c’è un’intervista al direttore Ninni Cutaia per l’eliminazione dell’ETi, Ente Teatrale Italiano. Tra le altre cose ad un certo punto dichiara una cosa che mi ha lasciato letteralmente basita. Cioè ha dichiarato che nel 2009 l’Eti non aveva preso soldi dal FUS, ma li aveva ricevuti, per il valore di 12 milioni di Euro, dal Lotto e da Arcus, e che solo nel 2010 sono rientrati nel FUS, ma con 11 milioni.
    Cifre a parte, a me è venuto in mente quello che c’era scritto sulla bozza di legge Carlucci-De Biasi, e cioè che il FUS doveva essere integrato con nuovi fondi provenienti proprio dal Lotto e da Arcus, che nel 2009 hanno sovvenzionato le attività dell’ETI.
    Ma allora ci stanno proprio prendendo in giro con questo gioco delle tre carte, nel quale ovviamente non si vince mai. L’eliminazione dell’Eti era forse qualcosa di premeditato, per provare a finanziare questa legge dando l’impressione che ci venisse concesso qualcosa? Chi lo sa.
    Fatto sta che, come molti di noi avevano immaginato, la legge non è finanziabile, i tagli sono arrivati e per di più sono state attaccate delle importanti realtà, senza nessun accenno ad una ridistribuzione.
    Occorre agire.

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