21 settembre 2017

@Camilla @Lia @Davide @Monica: Franca vi risponde.

La sanatoria per gli insegnanti, in base alla futura Legge per lo Spettacolo dal vivo, ha suscitato in voi molte perplessità. Franca Ferrari cerca di rispondere ai vari dubbi e commenti.

Comments

  1. Ciao!
    Grazie per tutte le informazioni, preziose.
    Volevo chiederti Franca se si è mai parlato di quei docenti che hanno riconoscimenti e diplomi statali ottenuti in altri stati, come per esempio il diploma di stato francese che io ho conseguito a Parigi. Credo che in Italia ci siano altri casi come il mio: docenti tra i 35 e i 50 con diploma francese, che tu sappia qualcuno ha già esposto il suo caso a Roma?

  2. Camilla says:

    grazie…

  3. @Valentina
    non credo proprio che ci sarà un problema per chi ha un diploma di questo genere, sicuramente verrà equiparato come si è sempre pensato.

  4. lia courrier says:

    Ciao Franca!!! Grazie per le risposte che ci dai con grande puntualità e precisione. L’appuntamento con “casa Ferrari” ormai è il must del momento.
    Sono d’accordo cone te che non ci sono scuole o attestati che possano garantire la qualità di un insegnante, e che la tecnica è solo un punto di partenza. Credo che in Italia l’insegnamento sia diventato da qualche anno a questa parte anche uno dei pochi mezzi con il quale possiamo mantenerci utilizzando le nostre competenze (conquistate col sudore), e quindi ci siamo un pò buttati tutti nella mischia. Anche io ho cominciato proprio perchè avevo difficoltà a trovare lavoro come danzatrice, anche se poi ho scoperto che insegnare mi piaceva da matti e quindi poi mi sono data all’approfondimento per cercare di essere sempre all’altezza delle aspettative dei miei allievi (altro sudore). Ovviamente se ci fosse più lavoro per tutti forse ci si potrebbe approcciare all’insegnamento solo perchè lo si desidera veramente e non perchè altrimenti non si mangia, e non c’è polemica in questo pensiero, ma solo un prendere atto della realtà che mi circonda! Ma come direbbe Lucarelli….questa è un’altra storia.

    Per i licei coreutici: esistono già come licei privati da qualche anno, a Pavia, vicino a dove abito io, c’è il LICOS, che è unliceo coreutico privato, appunto. Fanno lezioni di storia, italiano e matematica, come in tutti i licei, ed in più hanno un pacchetto di lezioni di danza. Di solito sono associati ai licei musicali. A Verona ci sarà dall’anno prossimo, mentre a Mantova esiste da anni, e sicuramente ce ne saranno altri, ma io non li conosco.
    Effettivamente nei licei coreutici statali (come quello di mantova), è già sorto il problema, perchè dall’accademia di Roma escono solo ballerini classici o neoclassici, e quindi le persone che hanno l’abilitazione all’insegnamento nei licei coreutici statali coprirebbero solamente le ore di studio della danza classica, mentre per le altre discipline coreutiche rimane il buco. Probabilmente saranno costretti a fare ai docenti di danza moderna o contemporanea o chissà cos’altro, un contratto da collaboratore esterno, con delle spese maggiori per la scuola, perchè i collaboratori esterni sono pagati di più rispetto ad un insegnante di ruolo, e con rischio precarietà per l’insegnante che così non può avere una cattedra (o qualcosa di simile), ma viene assunto per un anno solamente o per un periodo dell’anno.
    Per questo pensavo che la sanatoria fosse stata pensata soprattutto per questa nuova tipologia di scuola, ma la fascia di età dell’allievo di cui parla il testo che ci hai letto non comprende l’età del liceo, ma anzi la esclude in toto.
    A questo punto mi chiedo come faranno a scegliere i docenti di danza in questi licei di nuova formazione, e sono curiosa di sapere se effettivamente tutti i posti per insegnante di danza classica saranno coperti da persone che si sono diplomate all’Accademia di Roma.

    Comunque hai ragione tu, non facciamoci prendere dal panico, perchè se ho capito bene come funziona l’Italia, quando faranno finalmente questa sanatoria anche io avrò compiuto 50 anni, e per quel momento spero di essere già fuggita sulle spiagge di Creta a lasciarmi trasportare dal vento come Isadora.

    La cosa che mi preme di più adesso è capire la faccenda della legge Regionale per lo spettacolo dal vivo…in che situazione siamo? C’è già una bozza da poter consultare? Si sa quando inizieranno i lavori per la stesura?
    Scusa se ormai ti consideriamo un oracolo, Franca, ma hai tutta l’aria di sapere le cose e di sapere anche come spiegarle, e in questo video ci hai anche rassicurati e tranquillizzati, quindi adesso non ti libererai più di noi!!!!!!!

    Grazie ancora di tutto…abbiamo un sacco di cose da fare.
    Tutti.
    Insieme.
    Un bacio a tutti i connessi!
    L.

  5. Ciao Lia,
    qui sotto trovi il link della legge regionale (lombarda) sullo spettacolo. E’ a questo che ti riferisci?
    http://www.infopoint.it/pdf/2008/02311.pdf
    Spero che il link funzioni.
    La legge è già uscita un anno e mezzo fa, ma è rimasta in parte inapplicata. Credo che la Regione abbia voluto terminare le attività ‘amministrative’ come sono sempre state (danza accorpata con la musica). La prossima amministrazione regionale sarà chiamata a fare i bandi solo per la danza e non più per la danza e la musica insieme come è stato fino ad ora.
    Chi non è lombardo e ha voglia di leggersela, può eventualmente dirci che ne pensa, anche in base alla regolamentazione che vige nella propria regione?

  6. lia courrier says:

    Grazie Giuseppe! Era proprio quello…il link funziona!! Io ricordavo fosse solo una bozza, e invece era proprio la legge fatta e finita. La leggerò molto volentieri, anche se, residente in Lombardia, non posso fare alcun confronto con altre leggi regionali, ma forse altre leggi si possono scaricare sulla pagina di coorpi (Piemonte) o su anticorpi (Emilia Romagna).

    Oggi parlavo con il maestro Venditti della proposta di sanatoria, e lui mi ha detto che più volte in passato è stato in procinto di presentare una proposta di legge, per l’esattezza ci ha provato per cinque legislature, ma poi alla fine ogni volta che erano in procinto di discuterla con chi di dovere alla fine cadeva il governo e bisognava ricominciare tutto daccapo.
    Nel suo progetto rischiedevano di equiparare la scuola di ballo del San Carlo a Napoli e la scuola di ballo del Teatro alla Scala al titolo rilasciato dalla scuola di ballo dell’Accademia di Roma (unico in Italia con valore di corso di laurea). Chiaramente a noi servirebbe ben altro, ma come concetto di base diciamo che è già nella direzione.
    Lui mi ha dato l’indicazione di leggere l’articolo 33della Costituzione Italiana, che vi copio qui sotto:

    Articolo 33
    L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento.
    La Repubblica detta le norme generali sull’istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi.
    Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato.
    La legge, nel fissare i diritti e gli obblighi delle scuole non statali che chiedono la parità, deve assicurare ad esse piena libertà e ai loro alunni un trattamento scolastico equipollente a quello degli alunni di scuole statali.
    E` prescritto un esame di Stato per l’ammissione ai vari ordini e gradi di scuole o per la conclusione di essi e per l’abilitazione all’esercizio professionale.
    Le istituzioni di alta cultura, università ed accademie, hanno il diritto di darsi ordinamenti autonomi nei limiti stabiliti dalle leggi dello Stato.

    Diciamo che nella prima frase secondo lui sta l’inghippo :
    L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento.
    Secondo le loro ricerche per cominciare una sanatoria seria dell’insegnamento bisognerebbe cambiare quella frase nella costituzione.
    In effetti per quanto riguarda la scienza la situazione è ben diversa dalla nostra. Non so dove sia il black out, e scusate se la mia osservazione può risultare puerile, ma visto che viene da una persona che ha molta più esperienza di me, sia in termini di tempo che di anni di lavoro, mi sembrava interessante condividerla con voi.

    Forse Franca, o qualcun altro, si è già scontrata con questa legge e può dirci se effettivamente può essere o no un cardine della discussione.
    Adesso vado a salvarmi la legge regionale per leggermela durante i miei viaggi con trenitalia.

  7. Cara Franca, innanzi tutto un grandissimo grazie per questa benemerita iniziativa del blog/video: un modo semplice, rapido ed efficace di comunicare tra persone che hanno interessi comuni e che difficilmente, però, si possono incontrare. Grazie anche per le precisazioni e le risposte che dai a chi come me aveva commentato. Forse nei commenti veloci su blog si pecca un po’ di approssimazione e se è successo, me ne scuso. Come forse saprai, in questo momento e da tre anni ormai, faccio parte del CNAM, un organismo di cui il ministero si è dotato, in analogia con il CUN per l’università, come tavolo tecnico di consultazione intermedio, diciamo, tra i legislatori e le istituzioni AFAM. Lì, io rappresento la mia scuola, che è l’accademia nazionale d’arte drammatica, presso la quale ho la cattedra di Danza; ma naturalmente lavoro in stretto contatto con chi si occupa dell’accademia di danza ( dove ho studiato in tempi ormai remoti) e dei conservatori, nochè di belle arti e degli ISIA. La riforma del ’99 non ancora andata definitivamente a ordinamento, riguarda tutti. Con questa legge, tali scuole non si occuperanno più della formazione di base ( intendo naturalmente chi già lo faceva, come danza e conservatori) e secondo me, questo sarà un gravissimo problema. Anzi, in effetti lo è già, perchè l’attenzione di tali istituzioni è molto concentrata sul tre + due nella rincorsa ad accreditarsi come Istituti di formazione universitaria. E penso anche che sarà molto difficile che i licei coreutici e musicali possano offrire il monte ore di insegnamento specifico necessario per le materie artistiche, che le nostre scuole offrivano precedentemente, quando erano semplicemente accademie. Presso l’AND, per anni, c’è stato un liceo coreutico sperimentale, che funzionava solo perchè era all’interno dell’accademia stessa e gli allievi non perdevano tempo ad attraversare la città per recarsi a lezione, così l’orario quotidiano di studio della tecnica era rispettato e gli studi teorici più generali anche. In un’Italia che manca di strutture adeguate in partenza, dove nella maggior parte dei Licei non si fa nemmeno ginnastica perchè mancano le palestre o sono inagibili, ben vengano i licei coreutici!!; ma dobbiano costruirli ex novo o adeguare seriamente quelli già esistenti; questo per quello che riguarda la logistica… Infine, sono stra d’accordo con te quando accenni al fatto che per la formazione teatrale nessuno ha pensato nulla! Ma allora, mi dico, non sarebbe meglio partire con una riforma dal basso, dalla scuola primaria, che modifichi proprio l’orientamento pedagogico della scuola italiana, che è ancora quello crociano e gentiliano, dove la formazione artistica non è minimamente presa in considerazione; e inserire l a danza , la musica, il teatro e le arti performative fin dall’infanzia nei programmi curriculari? Questo oltre tutto darebbe lavoro ai tantissimi artisti che hanno le competenze per coniugare creatività e didattica. insomma un modello più anglosassone…
    Noi, invece, siccome mancano i soldi, pretendiamo sempre di fare le riforme a costo zero, così il più delle volte creiamo una confusione che richiede poi anni di duro lavoro per sbrogliarsi.
    Infine, e giuro che mi fermo, per quella ragazza che si è diplomata in Francia: esiste già ora la possibilità di presentare domanda di equipollenza allìaccademia di danza, che poi la gira al ministero,il quale a sua volta la gira al CNAM. Ne abbiamo esaminate parecchie fino ad oggi, ma spesso la difficoltà è puramente burocratica, e sta nell’impossibilità di equiparare percorsi di studio non omologati, attribuendo crediti senza conoscere con chiarezza i piani di studio , il monte ore, le modalità degli esami. Quindi se vuole presentare la domanda ( e io le consiglio senz’altro di tentare) prepari bene l’incartamento, con una documentazione chiara ed esaustiva. Ok, adesso chiudo sul serio! Grazie ancora per la pazienza e scusate tutti la lunghezza, ma quando sono breve son troppo apodittica… perciò 🙂 monica

  8. Ciao Franca!!!
    Mi querida “maestra”, grazie tante per tutto quanto tu fai, ti fa onore sia per la danza, i danzatori e molto di piu, perche la tua azione va aldila della danza, gia che tutto questo e un arrichimento per l’Italia, per la Lombardia, per l’umanita, perche non c’e migliore medicina in momenti buoi, come la danza, tanto che Nietzche diceva “terribile e persi sono i giorni in cui non ho danzato”……
    Tutti i video, gli articoli sono interessanti, utili e mi auguro siano nuovi semi,, nuovi germogli per tempi migliori, sopratutto per la danza contemporanea che non e piu la Cenerentola, ma una extra-comunitaria senza patria e identita…..
    Sono d’accordo con Lia quando dice che le risposte che ci dai sono di grande puntualità e precisione. Come da sempre hai fatto!
    Sono d’accordo anche che non ci sono scuole o attestati che possano garantire la qualità di un insegnante, e che la tecnica è solo un punto di partenza. Ma e importante la metodologia che si aplicca nella pedagogia della danza, perche ho visto tanti corpi e menti distrutte da persone, che anche si avevano un prestigioso attestato, non avevano una metodologia per spiegare e apassionare verso la danza contemporanea, sopra tutto in tempi duri come questi, dove a causa della mancanza di lavoro, ci sono in giro un casino di “insegnati” senza una adecuata preparazione, sopratutto dell corpo umano e per questo non dimentico mai, al tua metodologia, i tuoi disegni grafici, il farci capire come e fatto un musculo, un osso, un legamento, ecc….
    Italia e molto in dietro a nivelo culturale- statale, e da anni che si sa, forse adesso se inizia a muovere qualcosa, ma sono stata sempre della idea che in oggi universita statale, dovrebbe avere una Facolta di Belle Arti, come c’e in Costa Rica, Brasile, Mexico, dove si include una scuola di danza aperta a tutte le discipline (clasico, moderno, ecc) e anche con diverse direzione, coreografia, pedagogia, audiovisuali, ecc……perche la danza e un universo richissimo…….
    Ci sono incredibili ballerini come maestri e coreografi, ognuno con i suoi preggi, ma un grande ballerino, non per forza e un bravo insegnate come vale lo stesso alla inversa, e questo punto ha creato un po di confussione in Italia, creando di consecuenza i suoi danni….Dimostrazione di questo e vedere in molte scuole quanto presentano i maestri, ti dicono dove hanno ballato e non dove hanno insegnato e qualli ballerini hanno formato…..come anche per una persona non essere un grande ballerino, ma forse avere il dono, la passione di sapere insegnare e prepararsi con una seria metodologia….insomma, l’argometo e molto vasto, sono tempi difficili, ma secondo una mia amica giornalista me ha raccontato che in Haiti in mezzo alla disperazione la gente danzava, pregaba, piangeva e danzava!
    E antropologicamente comprobato che un popolo senza danza e un popolo ammalatto, neurotico e con piu malattie mentali….
    Per tutto questo e altro ancora, Grazie Franca Gracias mi maestra…
    Lulu Ortega

  9. davide manico says:

    non volevo in nessun modo essere offensivo nei confronti delle persone di una certa età, per carità!
    mettere in mezzo i saggi delle tribù va benissimo…chiaramante non mi riferivo all’operato indiscutibilmente riconosciuto della signora Ferrari.
    Le Sono grato, signora Ferrari, per l’utilità delle sue consulenze. Ma continuo a sostenere che la maggior parte dei docenti sopra i 50 sono soggetti pericolosi dal punto di vista didattico. e’ un mio pensiero fondato sulla mia esperienza di docente e di allievo! chiudo qui perchè non è questo un luogo di polemica ma di confronto democratico, un dono prezioso di studio 28 che va preservato!
    grazie
    davide

  10. ciao Davide!
    sembra molto interessante l’ esperienza che hai vissuto a livello didattico e ci piacerebbe se riuscissi a condividerla. Sono sicuro che potrebbe interessare tutti: anche Franca troverebbe spunti interessanti…
    Tuttavia quello che dici, mi riallaccia indirettamente a un mio periodo di intensa formazione dove ricordo che serpeggiava come una sorta ‘crisi’ dei maestri. Ovvero ci si lamentava del fatto che non ci sono più i ‘maestri o i ‘grandi maestri”, cioè quelli che storicamente ti ‘segnavano’ nella crescita artistica: chissà perchè, io non lo vivevo come una qualcosa di cui preoccuparsi…d’altro canto è rassicurante includere l’ipotesi che anche i ‘saggi’ delle tribù possano fallire o sbagliare: per carità poi, si spera senza nuocere nessuno! Non è anche questo un segno che i tempi (per fortuna!) cambiano e che bisognerebbe semplicemente accettare senza troppe nostalgie?
    (Sicuramente non c’entra nulla con quello che intendevi dire ma inevitabilmente mi hai riportato a questi pensieri).
    grazie

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