17 dicembre 2017

Accademie nell’occhio del ciclone

Come l’anno scorso successe per l’Accademia di Brera, questa volta è l’Accademia Nazionale di danza ad essere travolta dagli scandali. Franca ci racconta tutto e sotto potete trovare i link a cui si riferisce.
http://www.balletto.net/giornale.php?sezione=news&articolo=2618
http://iltempo.ilsole24ore.com/spettacoli/2010/06/01/1165162-balletto_deficit.shtml

I compensi di cui si parla sono pubblicati sul sito: http://www.accademianazionaledanza.com/ e guardare sotto Contratti di Collaborazione

LICEI COREUTICI: http://www.accademianazionaledanza.com/ e guardare sotto Licei coreutici convenzionati

Comments

  1. Beh, se la mettiamo sugli stipendi, allora Ninni Cutaia, che dirige il futuro non più esistente ETI, prendeva nel 2008 185 mila euro all’anno, cioè circa 15 mila euro al mese. Ma non è da solo, ci sono altre due dirigenti all’ETI, Giuseppina Filippi Coccetta (81 mila euro e rotti all’anno: solo 6700 euro al mese) e Donatella Ferrante, che piglia quanto Giuseppina. In tutto questo l’Eti, che è stato abolito per decreto come ente inutile per essere riassorbito nel Mibac, mette sul suo sito una petizione da firmare, senza indicare i motivi per cui firmare (ad esempio un elenco di progetti a cui dovremo rinunciare), ma solo i grandi nomi che già hanno firmato. Perchè in Italia il principio dell’autorità continua a regnare sovrano anche tra gli addetti alla cultura?

  2. Mamma santissima, Franca!!! devo dire che i tuoi post sono sempre…come dire…ad effetto!!! Non sapevo niente di questo scempio, ma per fortuna adesso con questo sito diventa più facile far girare le notizie.
    Che roba, ragazzi….e questi dovrebbero essere i nostri referenti in caso di sanatoria per gli insegnanti di danza? Ma per carità!
    Insomma, questa signora Ruskaja aveva lasciato quell’immobile per gli artisti di riconosciuta fama che versano in uno stato di indigenza, un pò come fece Verdi qui a Milano, e questa “signora” Parrilla si considera una indigente con uno stipendio di 1.800 euro? Ma mi faccia il piacere!!!
    Anche se il buco non ci fosse le retribuzioni dei signori collaboratori non sono da scuola Statale, ma da azienda privata.
    Nessuna legge in Italia potrà mai funzionare se non ci sono i dirigenti onesti che sappiano utilizzare le risorse in maniera equa e sostenibile, e che non facciano solo i propri interessi per guadagnare privilegi e nuovo potere…

  3. Uak! Abbiamo calcolato la media dell’assenteismo dei 27 dipendenti ETI:
    Dirigenti – 9 persone: media assenze del 20% (1 giorno su 5 non vengono)
    Amministrativi – 13 persone: media assenze del 21% (idem come sopra)
    Settore estero – 5 persone: media assenze del 26% (1 giorno su 4 non vengono: i progetti all’estero non erano il fiore all’occhiello dell’Eti?).
    Ovviamente le assenze dei collaboratori non sono indicate, poichè collaboratori e non tenuti alla firma (ma scommetto che tutti avevano il loro bravo foglio firme, assolutamente illegittimo).
    Personalmente mi servono i numeri dei risultati positivi dell’ETI per convincermi che non vada soppresso.

  4. Perchè lasciare sola l’Accademia di Danza? Anche le Belle Arti non scherzano, e proprio a Milano, leggete qua:
    http://rassegnastampa.unipi.it/rassegna/archivio/2009/02/20SI15013.PDF

  5. Grazie Gio e Gius, puntuali come sempre. Devo dire che sull’ETI sto aprendo gli occhi, leggendo qua e là. Però continuo a pensare che in un Paese dalla sana democrazia un ente così andrebbe riformato, mettendo nuove e fidate persone a risanare e riorganizzare. Un ente del genere credo sia utile e prezioso per tutti noi, se funzionasse davvero. In Italia invece si elimina senza troppi complimenti. Su questo continuo a non essere d’accordo. Certo è che in Italia non è possibile essere sicuri di avere ai vertici di questo ente persone fidate, perchè ogni volta che qualcuno viene messo in quella posizione la prima cosa che fa è fare i propri interessi, quindi…è un serpente che si morde la coda.
    Spero solo che il fatto che queste storie vengano a galla possa servire a qualcosa.

  6. L’Accademia di Brera… Da molti anni verte in questa scandalosa situazione, ricordo che già negli anni tra il ’97 e il 2001 le cose non erano differenti…
    Al tempo però c’era un’atmosfera diversa, non esisteva altro a Milano dove poter coltivare l’Arte, I giovani si riversavano qui come un àncora di salvezza e c’era sempre aria di rivoluzione, di ribellione, perchè a nessuno piaceva come venivano gestite le cose ne tanto mento quello che si sentiva aleggiare nei corridoi riguardo l’amministrazione, ma c’era fermento comunque e la voglia ancora di fare qualcosa.

    “Quante ne hanno sentite e viste quelle statue mute ormai abbandonate!” si diceva.

    Eppure Brera era un luogo in cui incontrare grandi “Maestri”, personaggi che nonostante tutto riuscivano a trasmetterti ancora qualcosa e far gremire le aule di studenti pronti ad arrivare anche da altre facoltà.
    Intorno al 1999 hanno iniziato a dislocare molti corsi all’istituto Zappa vicino a viale Zara, pensando…

  7. pensando di creare l’illusione che si potesse avere una struttura in grado di funzionare ma anche qui sono state date ben poche risorse.
    Brera e’ l’Accademia storica, qui in un aula o in un’altra hanno frequentato e insegnato artisti che hanno fatto la storia della cultura della nostra città: Wildt, Lucio Fontana, Cascella, Melotti e molti altri..
    Ancora qualche giorno fa mi è capitato di passare tra le aule e i corridoi bui e oltre ad essere invasa dai ricordi di studentessa, è salita l’amarezza e il dispiacere pensando che un giorno questo luogo possa essere abbandonato davvero, questa volta da studenti e insegnanti volti verso istituti con più risorse e gestioni migliori (ma anche accessibili a meno persone perché più costosi) che potrebbero prenderne definitivamente il posto. Negli ultimi anni, da Brera sono usciti giovani artisti riconosciuti nelle più prestigiose gallerie italiane ed internazionali e questo per merito di pochi che all’interno riescono comunque a…

  8. fare un buon lavoro nonostante i pochi mezzi concessi e merito anche di studenti a volte autodidatti e di passione che nonostante il clima depressivo trovano la spinta di “fare”.
    Scardinare i sistemi “magna magna” tipici del nostro paese è impresa ardua ma è importante che se ne parli almeno, che vengano fuori tutte le situazioni non chiare, precarie, fragili, ingiuste come anche nel mondo della danza e dello spettacolo e della cultura in generale.
    Apriamo gli occhi e le orecchie! E soprattutto diamo “voce” alla storia e a chi fa dell’Arte la propria vita.

  9. Fabiana says:

    Ci sono anche altri scandali all’accademia che riguardano l’accesso.Ma è possibile che il ministro Gelmini non è in grado di ipotizzare nuove modalità di accesso universitario che permettono agli allievi di poter avere un percorso trasparente per insegnare danza?

  10. Fabiana says:

    Ma non c’è un’altra possibilità per disegnare un percorso universitario per la danza oltre a quello decisamente oscuro dell’Accademia dei soliti noti.Ministro Gelmini verifichi quello che sta succedendo

  11. Oggi apprendo che continua la scandalosa gestione dell’accademia di danza e dei soliti noti vicini alla zarina Parrilla .Ma è possibile che tanti giovani talenti non possono far diventare realtà il loro sogno per colpa di chi ha fatto di una istituzione una proprietà privata. Chiedete a chi con coraggio lo ha denunciato. Parlate con Joseph Fontano e con altri grandi insegnanti

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