23 giugno 2017

DICTAT: il teatro come strumento di dialogo interculturale

“Solo il teatro poteva mettere insieme queste quattro teste”, così Flavio Cortellazzi, regista del Teatro Magro, è intervenuto durante la conferenza internazionale intitolata Il teatro come strumento di dialogo interculturale. La conferenza si è svolta a Mantova il 10 settembre 2013, presso il Palazzo di San Sebastiano, e ha anticipato la prima dello spettacolo intitolato DICTAT, realizzato su un’idea del Teatro Magro di Mantova sviluppata con i partner europei Agifodent di Granada (Spagna), Fundatia Parada  di Bucarest (Romania) e MCK di Belchatow (Polonia).

Il teatro come strumento di dialogo interculturale – Mantova, 10 settembre 2013

@S28media è stato incaricato da Teatro Magro di alimentare il livetweet della conferenza internazionale (#DICTAT) e di realizzare un video che ne cogliesse i punti salienti. Quella che segue è una selezione di cinque tweet che offrono suggestioni e approfondimenti sui temi trattati dai relatori della conferenza, oltre a quanto raccontato nel video.

Quattro teste, quattro Storie e quattro culture

 Dictat si è basato su un lavoro di 18 mesi, coordinato dal Teatro Magro di Mantova e dal regista Flavio Cortellazzi. Il progetto, finanziato dal Programma Cultura2007-2013 dell’Unione Europea, era finalizzato alla produzione di uno spettacolo teatrale sul tema delle dittature in Europa attraverso una rete transnazionale di enti. Attraverso settimane residenziali in ciascuno dei paesi i quattro registi e gli otto attori hanno elaborato uno spettacolo sul tema, usando le loro quattro lingue e scegliendo di non usare l’inglese. Durante la conferenza del 10 settembre è emersa più volte la fatica del dialogo: per esempio si è arrivati a decidere che alcune scene non siano presenti in tutti i paesi, per sensibilità diverse rispetto alla cultura locale o al rapporto con il pubblico. Ma, come ha ricordato Flavio Cortellazzi, è questo il teatro, il qui e l’ora.

Attori europei: diritti diversi, stesso mestiere

Nel suo intervento Michele Losi, membro dell’advisory board della rete internazionale per le performing arts IETM, ha ricordato quali sono le forti differenze salariali degli artisti in Europa. Losi ha sottolineato la necessità – per un dialogo interculturale nel teatro e con il teatro – di riflettere su questi aspetti pratici e trovare soluzioni organizzative. La conferenza internazionale di Mantova è stata l’occasione per Losi per annunciare che la conferenza annuale IETM del 2015 (che quest’anno si svolge ad Atene) verrà organizzata a Bergamo, per far sì che sia parte di Expo2015. “Speriamo che i performing artists italiani e gli operatori colgano l’importanza di queste occasioni di connessione e incontro” ha detto Losi in un’intervista a margine del suo intervento.

La progettazione europea

L’intervento di Andrea Pignatti, project manager della società di consulenze per la progettazione europea InEuropa srl ha raccontato come è stato pensato e strutturato il progetto DICTAT per farlo arrivare ad ottenere il finanziamento europeo. Pignatti ci ha tenuto a ribadire come non siano tanto importanti l’autorevolezza dell’ente proponente o la qualità della scrittura del progetto, ma la solidità dell’idea. Allo stesso bando di DICTAT parteciparono 350 progetti, di cui una cinquantina italiani. Tra gli italiani solo 12 hanno ottenuto il finanziamento. A conclusione del suo intervento il project manager ha sottolineato come il nuovo programma cultura CreativeEurope abbia fuso il vecchio bando “media” e quello “cultura” (ne avevamo parlato anche noi su S28Mag) e ha affermato che gli operatori culturali e gli artisti interessati a partecipare devono iniziare a tenere gli occhi aperti. Se vi state domandando come fare, ecco un suggerimento: Cultural Contact Point Italy 

Il dialogo è anche frutto di scontro

L’intervento di Mimma Gallina, docente teatrale della Scuola Paolo Grassi di Milano, per aprire la conferenza ha lanciato riflessioni e provocazioni a partire dal controverso concetto di scontro di civiltà elaborato negli anni ’90 da Samuel P. Huntington, in un mondo uscito dalle contrapposizioni della guerra fredda. Mimma Gallina ha ricordato come il teatro e la cultura in genere abbiano avuto storicamente un ruolo “diplomatico”, ha invitato a continuare a ragionare sulle identità diverse e a usare i termini pensando al loro significato nel tempo:  “si rischia di fare un po’ di retorica sul termine dialogo interculturale, si rischia di usare parole che stanno perdendo e cambiando significati o che hanno significati ambigui. Una volta aveva un significato positivo che poi è diventato ambiguo il termine tolleranza, ora io considero ambiguo il termine integrazione“.

E ora qualcosa di completamente diverso

 


Dopo la conclusione della conferenza internazionale i partecipanti hanno avuto la possibilità di assistere a una prova aperta dello spettacolo. I quattro registi durante tutta la giornata sono stati molto riservati rispetto ai dettagli dello spettacolo, invitando tutti a vedere il qui e ora per farsi un’idea.

I posti per la prima del 13 settembre sono andati esauriti. Lo spettacolo verrà replicato a Mantova anche il 14 e il 15 settembre e poi inizierà la sua tournèe internazionale, nelle città dei quattro partner coinvolti nel progetto. Dictat andrà in scena:

  • dal 4 al 7 ottobre a Granada, in Spagna
  • dal 3 al 7 dicembre a Bucarest, in Romania
  • dal 19 al 21 dicembre a Belchatow, in Polonia

I dettagli logistici verranno progressivamente pubblicati sul sito del progetto, sulla pagina facebook DICTAT e attraverso l’account twitter @Dictatproject.

Dictatlo spot proiettato nei cinema di Mantova

Questi sono solo cinque angoli di lettura dell’evento. Se hai partecipato o hai seguito il livetweet lo spazio dei commenti è a tua disposizione per integrare il racconto con link, approfondimenti e ulteriori osservazioni.

Questo reportage crossmediale è stato realizzato da Virginia Fiume per il servizio di mediapartnership e service di Studio28 Tv.

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