12 Dicembre 2019

Michele Di Stefano

Luna Paese intervista il coreografo Michele Di Stefano

MK è una formazione indipendente che si occupa di performance, coreografia e ricerca sonora. Il progetto del gruppo si è sviluppato a partire dal 1999 attraversando i più importanti festival della nuova scena con un lavoro di indagine corporea autodidatta, proiettato in ambito internazionale. 
Tra le produzioni più recenti: Tourism commissionato da La Biennale di Venezia, Wasted per F.I.S.Co. 08 (poi Happened), Comfort, ospitato dall’Indonesian Dance Festival e dallo Sparks Festival di Minneapolis e speak spanish in tour nel 2010-11.
Nel 2010 il gruppo è impegnato con due produzioni (Kamikaze e Giuda) nella stagione sui Fondamentalismi voluta da Antonio Latella al NuovoTeatro Nuovo di Napoli. Nello stesso anno Michele Di Stefano ha partecipato come coreografo al progetto Dance n.3 di Cristina Rizzo, con Eszter Salomon e Matteo Levaggi. 
In novembre cominciano le Instruction series, coreografie e ambienti performativi creati a distanza via mail, in coproduzione con Xing/Raum.
Nel 2011 debuttano i progetti: Il giro del mondo in 80 giorni (prod. ZTLpro e Torinodanza), Reform Club con gli Allievi della Scuola Paolo Grassi Milano ( BiennaleDanza Venezia) e la serie Grand Tour.
MK è una delle cinque formazioni alle quali è dedicato il libro Corpo sottile. Uno sguardo sulla nuova coreografia europea (UbuLibri, Milano 03).
Dal 2010 il gruppo riceve il contributo del MiBAC.

Liberi di creare

Con Walter Dundervill, Artist in Residence del Movement Research, parliamo di questo programma che per due anni permette a un artista di essere seguito e sostenuto da un’equipe di professionisti, lasciando al contempo grande libertà creativa all’artista.

Leggi la trascrizione e traduzione dell’intervista, cliccando qui.

Il sito del programma AIR del Movement Research, cliccando qui.

Milano nella RETE

Daniela Benelli, coordinatrice delle Officine Culture e Creatività a sostegno della campagna di Giuliano Pisapia, ci parla del ruolo della cultura per la coesione sociale e del rilancio dei quartieri periferici. Daniela anticipa anche i contenuti dell’incontro del 18 aprile a Milano, “Sity, la Milano che dice SI alla cultura”, incontro che vuole delineare un panorama di Buone Pratiche che ci piacerebbe avviare anche a Milano.

Questo il sito dell’evento: milanoculture.pisapiaxmilano.com

Da Arcus alle residenze

Partendo da qualche riflessione su Arcus, la nostra attenzione si sposta sul tema delle infrastrutture per il teatro: in Italia ci sono troppi spazi teatrali che non stanno funzionando, disabitati. Alcune regioni, tra cui Toscana e Puglia, hanno avviato progetti sulle residenze, facilitando l’accesso alle giovani compagnie.