Durante il convegno del 14-15 Ottobre 2011 sulla proposta di creare una nuova piattaforma per la danza italiana, le compagnie di danza, rappresentate da Aidap – Federdanza, dicono la loro: l’importanza di avere criteri di oggettività nella selezione e nell’accesso per le compagnie, una sostenibilità futura della piattaforma, agevolazioni per le tournée estere e l’abbattimento delle barriere di genere, sono gli aspetti chiave che la presidente Salvatori e le vice-presidenti Marini e Blasi sottolineano nei loro interventi.
Il punto di vista delle compagnie
Francesca Bernabini: per una piattaforma della danza italiana
Con Francesca Bernabini, presidente di Federdanza Agis, parliamo della proposta avanzata da Agis di creare una piattaforma nazionale per la danza italiana. Tale proposta è stata discussa apertamente anche con il Ministero dei Beni Culturali nelle due Giornate Professionali della Danza, svoltesi a Torino il 14 e 15 Ottobre 2011.
Cos’è una piattaforma, quali miglioramenti porterà al mondo della danza, e quali garanzie sono necessarie affinchè non sia un esperimento isolato ma si colleghi al “sistema danza” in maniera virtuosa? Quali novità sono in cantiere per il rinnovo dei decreti ministeriali?
Questo e altro nell’intervista!
..e dopo le Buone Pratiche?
Incontriamo Mimma Gallina e Oliviero Ponte di Pino un paio di giorni dopo le Buone Pratiche del Teatro, che si sono svolte a Torino il 26 febbraio 2011. Tra un frizzo e un lazzo ci raccontano come è andata.
Nei prossimi giorni pubblicheremo interviste esclusive a:
Alessandro Riceci (ZeroPuntoTre)
Silvia Bottiroli (Festival di Santarcangelo)
Sergio Ariotti (Festival delle Colline Torinesi)
Natalia Casorati (Interplay)
Matteo Pessione (Fondazione CRT)
Stay tuned!
kinestetizziamoci!
E mentre il dibattito delle commissioni e delle personalità danzerecce italiane ruota ancora attorno al concetto di “qualità”, all’estero, nel nostro caso a Berlino, si è abbandonata la Qualität per andare in cerca di nuovi strumenti concettuali, come quello di “coscienza cinestesica”. Qual è la differenza? Qualità implica un giudizio di valore, questo è “qualità”, questo non è “qualità”. Ma dove la danza è ricca questi giudizi non vanno certamente più bene. Questo è bello… per chi? Chi è colui che si erge a giudicare la qualità di un lavoro di danza? Qual è il suo background critico? Concettuale? Espressionista? Astrattista-formalista? “Saranno famosi”?
Da Lara, un bel po’ di spunti per riflettere su come approcciarci a concetti pericolosi (e pericolanti), e l’indicazione di un sentiero utile per abbandonarli e approdare a nuovi metri di giudizio critico.







