23 giugno 2017

Campi di Produzione – Kinkaleri

Intervista a Kinkaleri da parte di Luna Paese.

Kinkaleri nasce nel 1995 come raggruppamento di formati e mezzi in bilico nel tentativo. I sei componenti si incontrano, unendo le loro esperienze e studi precedenti maturati in vari campi, con l’intenzione di realizzare dei progetti specifici, sollecitando quindi la volontà di operare intorno a delle idee concrete e curando sempre tutti gli aspetti necessari alle creazioni della propria attività: progettazione, ideazione, drammaturgia, distribuzione, gestione. I lavori di Kinkaleri hanno ricevuto ospitalità in numerose programmazioni ibride di genere, trovando un importante riconoscimento sulla scena della ricerca italiana e soprattutto estera.
La struttura assolutamente originale, sia dal punto di vista organizzativo che per la particolare produzione artistica, fornisce le coordinate essenziali alla volontà di lavoro che la spinge: mettere in tensione il rapporto rappresentativo tra l’oggetto e l’ambito a cui si riferisce (o dovrebbe riferirsi). Tutte le produzioni hanno pertanto sempre avuto quella trasversalità di segni che in ambito contemporaneo stanno progressivamente mettendo in crisi la fruizione della rappresentazione: un linguaggio che impasta le lingue e le rende straniere a se stesse per poi ridefinirsi in altro luogo. La ricerca è sempre stata quindi indirizzata verso una qualità del fare che privilegia l’innovazione, l’interazione tra linguaggi originali attraverso la sperimentazione di diverse modalità di esposizione.
Per questa sua natura, l’andamento produttivo di Kinkaleri da sempre ha trovato un proprio sviluppo attraverso itinerari diversificati – spettacoli, performance, installazioni, produzioni video, sonorizzazioni, allestimenti, pubblicazioni – con ospitalità in musei d’arte contemporanea, teatri, festival, rassegne di danza e di teatro, rassegne e concorsi video, installazioni sonore, discoteche, produzioni televisive.

Il gruppo è attualmente formato da: Matteo Bambi, Massimo Conti, Marco Mazzoni, Gina Monaco.

Kinkaleri 1 from Campi di produzione on Vimeo.

Critica in MOVimento 2013 – il vincitore

 

Il vincitore di Critica in MOVimento 2013 è Gianluca Gori, che ha recensito il film “La Grande Bellezza”. Di seguito alcuni giudizi critici sul video:

– Incipit troppo lungo (2 minuti e mezzo senza parlato sono un po’ troppi), però l’idea dell’incontro di pugilato e l’uso di due voci che si alternano-combattono è originale. Lo spettatore può valutare in maniera divertente i pro e i contro. Il boxeur-femmina sembra più convincente e sciolto del boxeur-maschio.  Creativa. Videorecensione riuscita. Luigi Mascheroni

– Pro e contro il film di sorrentino, incontro di boxe; abbastanza informativo; ben confezionato, anche se prima di entrare nel vivo c’è un lunghissimo antefatto e un minuto di titoli di coda; potrebbe essere un’idea possibile di format (non originalissima: vedi “Pugilato letterario” o la rubrica di Porro). E non si può usare sempre la boxe, bisogna cambiare sport! Oliviero Ponte di Pino

– Un video-box che usa la boxe come metafora della critica. Possibile idea da sviluppare in futuro. Un format adeguato al linguaggio del video, un uomo e una donna quasi-litigano per difendere la loro opinione sul film visto (succede spesso usciti dal cinema e da teatro, no?). La recensione unisce a un’approfondita motivazione critica scelte estetiche innovative, creando l’effetto di una performance in video. Forte. Perypezye Urbane

 

 

Menzioni speciali della giuria a:

Questione di Tempo – di Alessio Tommasoli. “Lui e lei che discutono, lui che deve scrivere la recensione, lei che se ne va, eccetera; sì, anche se lei è pretenziosa e generica (e recita un po’ troppo), e quel che dice potrebbe valere su qualunque opera (e poi bisogna vedere come se la cava al quarto o quinto film il suo personaggio); una discussione tra cinéphiles dilettanti ben confezionata; l’unico (forse) format che mi abbia incuriosito. Si parte dalla quotidianità, con lui e lei che se la menano, lui che vuol fare il critico (con qualche annotazione metacritica), lei petulate e lui diligente… Se avessero un pizzico in più di (auto)ironia…” – Oliviero Ponte di Pino

Trasparenze, festival e residenze teatrali – di Davide Resio. “Attraverso le interviste agli spettatori di diverse età, le parole dei registi e degli attori, la video-recensione riesce a restituire la vivacità del teatro di strada e l’eterogeneità del suo pubblico. Gli spezzoni tratti dai due spettacoli si integrano perfettamente con il resto del video senza essere didascalici” – Massimiliano Coviello

La voce graffiante del mare – di Sara Bonci. “Un approccio originale e personale, un interessante formato video, un buon testo che far venir voglia di vedere lo spettacolo. Ottima la scelta del soggetto, l’inserimento delle musiche e dell’estratto dello spettacolo”. – Simone Pacini

La grande bellezza – di Tommaso Tronconi. “Diretta e semplice nel contenuto, questa recensione riesce, a differenza delle altre, a tenere saldamente al centro del discorso l’oggetto analizzato, riuscendo a “bloccare” sullo sfondo le velleità autoriali del recensore. Gli strumenti audiovisivi coadiuvano brillantemente il testo nel tentativo – riuscito – di far respirare al destinatario una parte delle suggestive atmosfere del film di Paolo Sorrentino.” – Simone Spoladori

 

 

Gestures of a candidacy – Prima puntata

E’ di questa settimana la notizia che Ravenna è nella short list delle città candidate a Capitale Europea della Cultura 2019, insieme a Cagliari, Lecce, Matera, Perugia e Siena.

Paola Ponti, coreografa e faentina doc, ha realizzato un reportage sulla candidatura di Ravenna. Questa è la prima puntata. Enjoy!

Next Generation: Danio Manfredini

Maruska Ronchi, per Next Generation, intervista Danio Manfredini, recentemente nominato Direttore dell’Accademia D’Arte Drammatica Del Teatro Bellini di Napoli per il Triennio 2013-2016.

Qual è il suo approccio alla formazione teatrale? Come lavora Danio Manfredini con i suoi allievi? Cos’è la memoria emotiva e come lavora sul corpo? A queste e tante altre domande potrete trovare la sua risposta in questa bellissima intervista realizzata durante la Summer School della Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi.