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Inps

5 Luglio 2020

Scompare l’Enpals, per sempre.

Scompare l’Enpals, inghiottito dal cosiddetto decreto Salva-Italia del 5 Dicembre 2011. L’ente previdenziale per gli artisti dello spettacolo sarà assorbito all’interno dell’INPS. Ha così termine il processo di complessiva riorganizzazione degli enti previdenziali cominciato nel 2007 e si viene a creare un super-INPS che dovrà gestire le posizioni pensionistiche di ulteriori 300.000 lavoratori dello spettacolo e 60.000 pensionati.

Considerando che l’Enpals è uno dei pochi enti previdenziali che ha un attivo considerevole, bisognerà ora capire se verrà creato all’interno dell’INPS un fondo ad hoc per gli artisti dello spettacolo dove confluiranno i nostri contributi, o se invece finirà tutto nel calderone.

Stessa sorte dell’Enpals è toccata all’INPDAP, ente di previdenza dei dipendenti pubblici.

AGGIORNAMENTO del 6/12/11: Ecco il testo del decreto in cui si menziona la soppressione dell’Enpals:
Art.21 Soppressione enti e organismi (fino al comma 9)
1. In considerazione del processo di convergenza ed armonizzazione del sistema pensionistico attraverso l’applicazione del metodo contributivo, nonché al fine di migliorare l’efficienza e l’efficacia dell’azione amministrativa nel settore previdenziale e assistenziale, l’INPDAP e l’ENPALS sono soppressi dalla data di entrata in vigore del presente decreto e le relative funzioni sono attribuite all’ INPS, che succede in tutti i rapporti attivi e passivi degli Enti soppressi.
Per i commi dal 2 all’8 dell’art. 21, clicca qui.

Bye Bye Sussidio!

ATTENZIONE! Insieme al Core di Roma, abbiamo pensato di aprire una raccolta firme, da sottoporre al Parlamento e alle istituzioni competenti. La trovate cliccando qui.

Con la circolare 105 del 5/08/2011 l’Inps dice addio una volta per tutte all’indennità di disoccupazione per gli artisti dello spettacolo, unica categoria a non godere di un beneficio garantito per legge a tutti i lavoratori (tranne a noi). Tutto questo con il beneplacito dell’Enpals e delle “parti sociali”. Ma chi sono queste parti sociali che non hanno tutelato i nostri diritti? E che fine ha fatto la proposta di legge per introdurre ammortizzatori sociali per il comparto spettacolo?

La circolare 105 dell’INPS

L’allegato alla circolare con le categorie escluse dal sussidio di disoccupazione

31/08/2011 – AGGIORNAMENTO: Il progetto di legge ancora in discussione in Parlamento su “Disposizioni per la tutela professionale e previdenziale, nonché interventi di carattere sociale, in favore dei lavoratori dello spettacolo” la trovate a questo link. Sarà bene che lo approvino presto, sennò si rimane senza ammortizzatori (unica categoria in Italia!)

02/09/2011 – AGGIORNAMENTO: Federdanza AGIS, la più grande associazione di categoria in rappresentanza del mondo della danza, prende le distanze dalla circolare INPS e chiede anzi spiegazioni nonchè l’abrogazione del Regio Decreto fascista che genera l’esclusione degli artisti dall’indennità. Leggi qui il comunicato.

17/09/2011 – AGGIORNAMENTO: Il sindacato SAI (Sindacato Attori Italiani) risponde al nostro video e alla petizione, e spiega come sono andate le cose, ma purtroppo non capisce il nostro intento meramente “informativo”. Core e Studio28 TV accolgono la loro spiegazione e rispondono nel merito delle critiche mosse loro di voler “fuorviare” i lavoratori e “dividere la base”. Leggetelo qui (insieme al comunicato del Sindacato).

13/02/2011 – AGGIORNAMENTO: la circolare INPS 22 del 13/02/2012, modifica l’elenco delle categorie escluse dall’indennità di disoccupazione. Tra i “nuovi” aventi diritto all’indennità compaiono: assistenti e aiuti coro nonché i suggeritori del coro (cod. 014); assistenti alla regia (cod. 042); consulenti assistenti musicali (cod. 085); assistenti coreografi (091); generici, figuranti e comparse. Questo in base al principio che tali figure non necessitano di particolare preparazione professionale, artistica o culturale (e quindi hanno diritto all’indennità). Inoltre tutti i ricorsi presentati dalle suddette categorie verranno ripresi in esame.

In pensione a 45 anni.

Uno degli aspetti meno discussi del decreto Bondi sulle Fondazioni Lirico-sinfoniche è l’abbassamento del limite per il raggiungimento dell’età pensionabile dei danzatori. Una norma che riguarda tutti, non solo gli impiegati degli enti lirici.

Risorse on-line:

Il decreto 64 del 30 aprile 2010

Inps o Enpals? ENPALS!

Chiariamoci su alcuni aspetti basilari: se lavori hai diritto ai contributi. E’ tuo diritto ed è preciso dovere del datore di lavoro pagarteli (in caso tu fossi una partita Iva, sarà TUO preciso dovere pagarti i contributi, in quanto sarai il tuo datore di lavoro). Un dovere sancito dalla legge. Se fin qui ti torna, allora entriamo nel merito: Inps o Enpals? A quanto pare, a prescindere dal tipo di contratto, se lavori nel comparto dello spettacolo, qualsiasi sia la tua mansione, la scelta ricadrà sempre sull’Enpals. Con buona pace dei datori di lavoro che dovranno pagare più contributi. Secondo aspetto: Inps e Enpals sono comunque cumulabili. Quando saremo vecchietti e andremo in pensione, potremo cioè versare da Inps a Enpals tutto ciò che abbiamo pagato, in modo da avere una pensione unica. Correggeteci se sbagliamo.

Risorse on line:

Nuovi minimali contributivi

Convenzione Inps/Enpals

Sanzioni per evasori contributivi

Modello di contratto co.co.pro (fonte, Ministero del Lavoro – con anche indicato a pag. 3 l’obbligatorietà del versamento Enpals in caso di lavoratori dello spettacolo, OBBLIGATORIAMENTE iscritti all’Enpals)