30 settembre 2014

Cultura come Bene Comune

Alla vigilia del convegno internazionale “Culture a Sistema“, organizzato dal comitato Cultura Bene Comune di Roma, Alessandro Hinna, docente dell’Università di Roma Tor Vergata, ci parla proprio della cultura intesa come bene comune, un tema molto presente nel dibattito odierno sulle politiche culturali. Per Hinna è importante che la cultura, proprio perchè bene comune, sia gestita attraverso partenariati di nuova generazione formati dal settore pubblico e dal privato. Il primo garantirebbe quell’interesse “pubblico” necessario per rendere la cultura un bene realmente fruibile dai cittadini, il secondo, invece, dovrebbe garantire una gestione secondo criteri di efficacia e di efficienza, ormai diventati imprescindibili anche nel settore culturale. Questo e molto altro nell’intervista!

Sergio Escobar: per un nuovo patto tra il pubblico e i teatri

 

Giornate Professionali della Danza.
Il direttore di Platea e del Piccolo Teatro propone di creare un nuovo patto tra pubblico, teatri e ministero, in cui il pubblico sia al centro e non ci sia più il sistema delle “quote”, e le decisioni siano prese all’insegna dell’interdisciplinarietà.

Wam! Compagnie si uniscono.

Con Paola Ponti, della Compagnia Iris di Faenza, parliamo del loro progetto di Festival WAM, che ha coinvolto come organizzatori tre compagnie faentine (Iris, InOcula e Menoventi) e ha intessuto relazioni con molte altre realtà culturali della città, nell’ottica della sostenibilità e dell’unione. Un esempio virtuoso di rete, e una testimonianza dell’utilità che, per una compagnia di produzione, può avere vestire i panni di organizzatore.

Pagina FB di Wam

Sito di Iris

No al lavoro in nero nei progetti sovvenzionati!

Silvano Conti, responsabile cultura della CGIL, parla dello sciopero, il primo grande sciopero unitario di tutto il comparto cultura (22 novembre 2010). Parla della politica del governo di tagli alla cultura, dell’importanza della creatività e della cultura per lo sviluppo del nostro paese e per lo sviluppo dell’economia. In ultimo, parla dell’utilizzo di fondi pubblici per finanziare progetti culturali dove non sono garantiti i diritti dei lavoratori che, anzi, spesso lavorano in nero. Studio28.tv è particolarmente sensibile a quest’ultimo argomento: a proposito, hai compilato il sondaggio sul lavoro? Lo trovi in alto a destra!

Silvano Conti, in charge of CGIL culture, relates about the strike, the first big strike made by the entire culture sector (2010-Nov 22nd). He speaks about the cuts made by the government, about the importance of the creativity and the culture for both the development of Italy and the Italian economy. In the end, he talks about the handle of cultural funds to finance projects in which  artists’ s rights are not respected or artists work without any kind of contract. Studio28tv is particularly sensitive about this issue.

Silvano Conti, le responsable cultural du CGIL, parle de la grève italienne du 22 novembre qui a été la première grève dont tout le secteur culturel a participé. Conti souligne les réductions par le gouvernement italien, au même temps affirme l’importance de la culture pour l’Italie et pour le development de l’economie italienne.
Enfin, il souligne la question des fonds pour les projects qui ne respectent pas les droits des artistes ou qui mettent les artistes dans la condition de travailler sans contract.
Studio28 TV est vraiment sensible sur cette question.

Silvano Conti, el rapresentante de CIGL cultura, cuenta sobre la huelga, la primera significativa  huelga de todo el departamento cultura (22 de Noviembre 2010). Conti se enfoca sobre los cortes por parte del gobierno italiano, hace hincapie’ sobre la importancia de la cultura para el desarrollo de Italia y para el desarrollo economico italiano. En ultimo, pone en cuestion los fondos dirigidos a proyectos que no respectan los derechos de los artistas o que no preveen ningun contracto laboral. Studio28tv es particularmente sensible sobre este asunto.

Silvana Conti, verantwortlich für italienischen wichtigsten Kultur Gewerkschaft, spricht über den allgemeinen Streik des KulturBereichs (am 22 November 2010). Er spricht über die Kulturpolitik der Regierung, über die Bedeutung von Kreativität und Kultur für die Entwicklung unserer Gesellschaft und Wirtschaft. Am Ende spricht er über die Anwendung von öffentlichen Finanzierungen: in vielen Fällen benutzt man tatsächlich öffentliches Geld, um Projekte zu unterstützen, wo man Leute ohne Vertrag angestellt sind.