15 dicembre 2017

Campi di Produzione – Kinkaleri

Intervista a Kinkaleri da parte di Luna Paese.

Kinkaleri nasce nel 1995 come raggruppamento di formati e mezzi in bilico nel tentativo. I sei componenti si incontrano, unendo le loro esperienze e studi precedenti maturati in vari campi, con l’intenzione di realizzare dei progetti specifici, sollecitando quindi la volontà di operare intorno a delle idee concrete e curando sempre tutti gli aspetti necessari alle creazioni della propria attività: progettazione, ideazione, drammaturgia, distribuzione, gestione. I lavori di Kinkaleri hanno ricevuto ospitalità in numerose programmazioni ibride di genere, trovando un importante riconoscimento sulla scena della ricerca italiana e soprattutto estera.
La struttura assolutamente originale, sia dal punto di vista organizzativo che per la particolare produzione artistica, fornisce le coordinate essenziali alla volontà di lavoro che la spinge: mettere in tensione il rapporto rappresentativo tra l’oggetto e l’ambito a cui si riferisce (o dovrebbe riferirsi). Tutte le produzioni hanno pertanto sempre avuto quella trasversalità di segni che in ambito contemporaneo stanno progressivamente mettendo in crisi la fruizione della rappresentazione: un linguaggio che impasta le lingue e le rende straniere a se stesse per poi ridefinirsi in altro luogo. La ricerca è sempre stata quindi indirizzata verso una qualità del fare che privilegia l’innovazione, l’interazione tra linguaggi originali attraverso la sperimentazione di diverse modalità di esposizione.
Per questa sua natura, l’andamento produttivo di Kinkaleri da sempre ha trovato un proprio sviluppo attraverso itinerari diversificati – spettacoli, performance, installazioni, produzioni video, sonorizzazioni, allestimenti, pubblicazioni – con ospitalità in musei d’arte contemporanea, teatri, festival, rassegne di danza e di teatro, rassegne e concorsi video, installazioni sonore, discoteche, produzioni televisive.

Il gruppo è attualmente formato da: Matteo Bambi, Massimo Conti, Marco Mazzoni, Gina Monaco.

Kinkaleri 1 from Campi di produzione on Vimeo.

Gestures of a candidacy – Prima puntata

E’ di questa settimana la notizia che Ravenna è nella short list delle città candidate a Capitale Europea della Cultura 2019, insieme a Cagliari, Lecce, Matera, Perugia e Siena.

Paola Ponti, coreografa e faentina doc, ha realizzato un reportage sulla candidatura di Ravenna. Questa è la prima puntata. Enjoy!

DICTAT: il teatro come strumento di dialogo interculturale

“Solo il teatro poteva mettere insieme queste quattro teste”, così Flavio Cortellazzi, regista del Teatro Magro, è intervenuto durante la conferenza internazionale intitolata Il teatro come strumento di dialogo interculturale. La conferenza si è svolta a Mantova il 10 settembre 2013, presso il Palazzo di San Sebastiano, e ha anticipato la prima dello spettacolo intitolato DICTAT, realizzato su un’idea del Teatro Magro di Mantova sviluppata con i partner europei Agifodent di Granada (Spagna), Fundatia Parada  di Bucarest (Romania) e MCK di Belchatow (Polonia).

Il teatro come strumento di dialogo interculturale – Mantova, 10 settembre 2013

@S28media è stato incaricato da Teatro Magro di alimentare il livetweet della conferenza internazionale (#DICTAT) e di realizzare un video che ne cogliesse i punti salienti. Quella che segue è una selezione di cinque tweet che offrono suggestioni e approfondimenti sui temi trattati dai relatori della conferenza, oltre a quanto raccontato nel video. [Read more…]

Barokthegreat

Barokthegreat è una formazione che opera nel vasto bacino della performing art. Fondata nel 2008 dalla musicista Leila Gharib e dalla danzatrice-coreografa Sonia Brunelli, si muove ponendo un particolare accento verso la radice mentale del movimento, la fisicità e funzione rituale della musica e l’architettura dello spazio come dispositivo abitativo. Realizzano le seguenti produzioni: The Origin (2008), Barok (2009), Wrestling – intuizioni sul mondo in attesa che diventino una costruzione compiuta (2010), Russian Mountains (2011), Fidippide (2011), Indigenous – dramma sonoro (2012), L’attacco del clone (2013). Dal 2012 Barokthegreat propone un programma sperimentale a durata annuale per danzatori e performer nella città di Verona, dove il gruppo attualmente vive e lavora. Con il progetto editoriale Indigenous, Barokthegreat inaugura la produzione di piccoli formati su carta che, con la serie di stickers, contribuiscono a definire l’immaginario del gruppo attraverso la collaborazione con artisti, designer e scrittori.