E’ giunto il momento di aprire un altro fronte: la critica. Alessandro Pontremoli ci parla di una critica depressa e che non è più in grado di cogliere le nuove relatà di danza, costretta in un unico frame culturale.
C’è spazio per la danza? Si, ma solo in Piemonte, Lazio e Campania!
Dunque, dove eravamo rimasti? Alessandro Pontremoli ci aveva parlato di alcune caratteristiche che, a suo avviso, sono importanti da tenere in considerazione per un giovane artista della danza contemporanea. Eccoli qua. Inoltre ci riporta il caso del progetto Spazio per la Danza Contemporanea, promosso dall’Eti. Una possibile buona pratica per l’italica danza.
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Giovani danzatori di 50 anni.
Alessandro Pontremoli procede la sua analisi del panorama coreutico italiano, stretto tra una generazione considerata dalla critica ormai al tramonto ma l’unica in grado di rappresentare la danza in Italia e una generazione emergente, agguerrita e con qualcosa da dire, ma priva di memoria storica, snobbata dalla critica e poco sostenuta dai teatri.
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Da dove vieni, danzatore?
Alessandro Pontremoli, docente di Storia della Danza e del Mimo presso il DAMS di Torino, ci aiuta a ricostruire le origini storiche della danza contemporanea in Italia. Da Bella Hutter, fino alla terza generazione di giovani coreografi, passando attraverso una perdita di memoria collettiva, Pontremoli ci guida in questo percorso storico fino ad annunciare alcuni problemi dei danzatori di oggi…
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