23 agosto 2017

Dog eat dog

Milka da New York ci parla del fund raising matto e disperatissimo che le compagnie americane devono mettere in pratica, dal momento che difficilmente lo Stato o le amministrazioni pubbliche sostengono l’arte e la cultura. Come si può mandare avanti la propria attività senza sussidi pubblici? Innanzitutto nei pragmatici Stati Uniti non è affatto strano, e non è avvertito come sminuente, il fatto che un artista pratichi altri mestieri per vivere. E’, semplicemente, una necessità. Allo stesso tempo, le politiche fiscali americane rendono la donazione fiscalmente detraibile per intero (pensate, anche un biglietto di teatro può essere dedotto dal reddito!), mentre in Italia solo per il 19%. E così ci si ritrova, come Milka, ad avere una sezione sul proprio sito dedicata proprio alle donazioni. E, come Milka, una coreografa indipendente, ad appoggiarsi a un teatro, nel suo caso il Dance Theater Workshop di New York, che incassa per lei la donazione e sbriga per conto suo le pratiche amministrativo-fiscali. Due modelli, quello europeo e quello americano, del tutto diversi tra loro. Ma la fioritura incredibile delle arti negli Stati Uniti (già nel ’79 Bruce Nauman – Leone d’Oro a Venezia nel 2009 – fu portato a dire: “In Europa non ho visto arte che mi interessa”) è segno che il Settore Pubblico non è elemento imprescindibile per dare vita a uno dei sistemi che, nel loro insieme, sono una delle fucine della contemporaneità.

Risorse on line:

Gruppo Facebook “Detrarre dai redditi i biglietti teatrali”

La pagina “Support” del sito di Milka

Il lunghissimo elenco di artisti che possono ricevere donazioni tramite il DTW

Comments

  1. Lella says:

    Per Lia, visto che chiedevi dei privati ti rispondo da qui che è un post che parla proprio di questa tematica. io credo che per privati si intenda ciò che non è un’amministrazione pubblica: dal tuo vicino di casa, all’azienda sinanco alla fondazione. le sponsorizzazioni, le libere donazioni, i bandi delle fondazioni (noi qui da noi in Toscana abbiamo qualche fondazione bancaria ad esempio). Sto notando con stupore e malessere ciò che succede attorno a noi in questi giorni e temo che privare gli enti pubblici di qualsiasi potere sia l’unica strada percorribile oggi in questo incredibile paese. Cambiano le regole continuamente! Cosa se ne faranno di tutti i soldi che hanno nelle casse? Come ci si può fidare ancora dei politici?

  2. Grazie Lella (e grazie anche Cristine) mi hai dato conferma di quello che immaginavo già. Condivido quello che dici riguardo alla politica. in effetti mi ha sorpreso tutta questa volontà di racimolare fondi da tutte le parti (gioco del lotto, denaro sequestrato alla mala, arcus) per impinguare le casse del Fus, da parte dello stesso governo che ha apportato i tagli del 40% l’anno scorso, nonostante tutte le manifestazioni fatte.
    Io sono d’accordo riguardo alla detassazione per i privati che vogliono sostenere l’arte (tutta l’arte ovviamente). Questo, però, deve avvenire insieme ad una ferma presa di posizione da parte nostra, di chiedere comunque maggiori risorse e una migliore, trasparente e sostenibile ridistribuzione delle stesse.
    Prima di tutto perchè la detassazione ai privati chiede un radicale cambiamento nel costume e nelle modalità d’investimento da parte dei privati, e questo richiederà comunque del tempo -forse anche degli anni – per attuare questo cambiamento , tempo nel quale comunque noi avremo bisogno del sostegno dello Stato (= Stato, Regioni e Comuni), e poi perchè continuo a pensare che le strade percorribili debbano essere molteplici, e non dobbiamo chiuderci nessuna porta alle spalle.
    Quindi io dico, come ho già detto in altri commenti: SI alla detassazione ai privati che sostengono l’arte, ma SI anche a delle regole giuste e condivise e ad una legge regionale che possa darci gli strumenti giusti per usufruire ANCHE del sostegno dallo Stato.

    Se si potese aggiungere al sondaggio (ma so che non si puà ormai) promosso dal sito la voce: prevalentemente dallo Stato e con il sostegno dei privati, attraverso una incentivi fiscali … beh, io voterei per quello.

    Continuo a pensare che dovremmo darci da fare per trovare delle proposte da proporre a chi si occuperà della stesura della legge Regionale. Questa legge potrà prevedere sia le modalità di incentivo fiscale per chi investe in cultura, e sia -per esempio- dei bandi Regionali di sostegno a progetto per le compagnie emergenti. Basta solo decidere insieme e portare avanti una campagna ferma e insistente … o no?

  3. Non si può modificare il sondaggio, vogliamo che ti sbilanci 😉
    D’accordo con te, ma anche spaventato e preoccupato come Lella da ciò che ci succede intorno.
    Per lavorare sulla proposta di legge, ben venga! Occorrerebbe anche accreditarsi in regione come interlocutori validi. Le interviste che stiamo facendo stanno servendo anche un po’ per farci conoscere e far vedere che esistono persone che entrano nel merito delle cose e non si limitano a subire.
    Forse potremmo fare una versione wiki (a modifica collettiva) della attuale legge regionale del 2008 e provare a cominciare con alcune integrazioni.

  4. il problema è anche che la legge regionale deve armonizzarsi con quella nazionale, per cui se non approvano quella nazionale non sapremo mai che indirizzo dare.

  5. Infatti, questo è chiaro, ma aver studiato la bozza ci dà un vantaggio comunque. Non credo che cambierà comunque in modo sostanziale. Più persone ci hanno confermato, dalle vostre interviste, che quella bozzaè il risultato di mesi e mesi di lavoro, e quindi tutto mi fa pensare che rimarrà sostanzialmente questa.
    Possiamo cominciare a focalizzare l’attenzione su alcuni punti, in modo da non farci trovare impreparati quando (se) questa legge uscirà.
    A quel punto sono sicura che, grazie al lavoro che state facendo, si potrà aprire un canale per dire la nostra. Sarebbe davvero bello finalmente presentarsi come un gruppo di persone che condivide idee e proposte e non come dei semplici, impotenti cittadini singoli.
    Anche perchè la discussione è già in atto, e quindi a questo punto è importante andare fino in fondo e vedere quello che riusciamo a fare. Insieme.

  6. d’accordo con tutti sul mettersi a lavoro: lo stiamo facendo. Convogliamo un’operatività lucida sugli assi pubblico e privato ma con più tenacia e fiducia nel privato sinceramente: il cambiamento nel costume e nelle modalità d’investimento da parte dei privati, secondo me impiegherà meno tempo di quel che si crede. Il privato è più celere nei processi di cambiamento. Il pubblico, quello sì che è una matassa complicatissima (nel cercare il marcio) e lentissima (nel cambiamento: i fatti di quest’ultimi tempi ci parlano!).
    E attiviamo un cambiamento nelle menti anche nel nostro entourage, convincendoli che attribuirsi un valore commerciale non è deplorevole o poco artistico. Impariamo dall’arte: fiere, aste..i visual artists non temono di attribuire valori commerciali alle opere, anzi!
    ottimo lo stile ‘short’ di quest’ultimi comments: i commenti brevi vengono letti più facilmente di quelli lunghi, in particolare se esprimono in modo compatto e senza divagazioni quello che l’utente vuole dire: continuiamo così!

  7. cristine says:

    Cara Lia una correzione…
    hanno manifestato in tanti per iltaglio del fus del 40%….
    peccato che invece,da fonte attentibilissima, so che i fondi sono stati aumentati di 48 mila euro rispetto al 2009.
    Anche informarsi bene serve a costruire una proposta-critica migliore.

  8. 2007: 441 milioni di euro circa
    2008 : 456 milioni di euro
    2009 : 337 milioni di euro

    http://www.tafter.it/2009/07/22/la-protesta-degli-artisti-contro-i-tagli-al-fus/

  9. Credo che Cristine si riferisca al rapporto tra 2009 e 2010, infatti mi sa che ha delle informazioni sulla Consulta dello Spettacolo.
    Occorre rivedere l’informazione che hai preso da Tafter, Lia, che risale al luglio del 2009. Sono solo briciole, ma poi il FUS è stato parzialmente reintegrato ed è arrivato a un totale di 457 milioni di euro. Per il 2010 sono stati stanziati, in partenza, 414.581.112 euro, cioè meno del consuntivo 2009, ma più della dotazione di partenza del 2009.
    La situazione della danza è questa: fine 2009 (dopo il reintegro, cioè) = 9.281.735 €, mentre lo stanziamento per il 2010 (quindi a inizio anno, prima di qualsiasi reintegro) = 9.328.075 €.
    La percentuale della quota danza è del 2,25%, la stessa dell’anno scorso, ma Cinema e Fondazioni lirico-sinfoniche hanno subito forti tagli. Tutto il resto ha beneficiato di lievi incrementi.

  10. Altra info di servizio: il Governo dovrebbe recuperare altri 50 milioni per il FUS (non si sa da dove) e spacchettarli entro l’estate rispettando le aliquote attuali, per cui alla danza andrebbero un altro milione circa. Se davvero fosse così quest’anno la danza raggiungerebbe il suo massimo storico. Ahi, ahi, peccato di non esser nelle grazie della commissione!

  11. @Giovanni … probabilmente è proprio come dici tu, ma rispetto all’aggiuntina di commento che hai fatto: ma tu sai dove vanno a finire tutti questi soldi? Cioè, se è vero che la danza raggiunge il suo massimo storico ma allora chi se li ficca in saccoccia?
    Chiunque sappia qualcosa parli o se no chiamiamo la Sciarelli a chi l’ha visto. 😉

    Resta il fatto che anche se stanziassero la stessa cifra dell’anno prima, sarebbe una perdita comunque, visto che il costo della vita continua a salire di anno in anno!
    Vabbè … tra la neve e queste notizie non credo che farò sonni tranquilli stanotte.

  12. … Giovanni ha lanciato la moda dell’aggiuntina.
    Volevo linkarvi alcune pagine dal ministero della culruta e dello spettacolo.
    Sono relative agli anni 2008 e 2009, so che sono vecchie cose, ma è interessante leggere le tabelle della distribuzione.
    …magari a qualcuno potrebbe interessare, altrimenti vabbè, ce le teniamo lì come pro-memoria.
    anno 2009:
    http://www.spettacolodalvivo.beniculturali.it/attività/fus/Decreto_Riparto_FUS_13_2_2009.pdf

    anno 2008, c’è una tabella che si commenta da sola alla pagina 33
    http://www.spettacolodalvivo.beniculturali.it/attività/relfus/2008/Relazione_08.pdf

    Ho cercato novità sul 2010, ma sul sito del ministero dei beni culturali non ho trovato nulla se non qualcosa che però riguarda solo le persone che hanno già delle sovvenzioni in erogazione. ma si tratta di istanze di anticipazioni … che i soldi che sono in arrivo possano finire tutti lì?
    http://www.spettacolodalvivo.beniculturali.it/news/2010/circ_acconto_50_2010.pdf

    adieu

  13. Spero solo che avendo più soldi decideranno di ampliare il ventaglio delle compagnie finanziate, anzichè dare più soldi alle solite che “compagnie” che finanziano ogni anno. E magari togliere la lente di ingrandimento da Roma e distribuire un po’ di più sul territorio (ma su questo c’è un post in arrivo!).

  14. cristine says:

    @ Lia: spero che G& G pubblichino presto il mio report del 26 febbraio scorso, dove sono stata invitata alla tavola rotonda sulla legge quadro licenziata,dove c’era regione, ministri e associazioni di categoria.Lì ci sono stati forniti tutti i dati economici e la suddivisione dei fondi.Anno 2009-2010.
    Se guardi al registro della danza del veneto è ben chiaro chi è e quanto si prende dalla famosa distribuzione del fus.
    Non credo sia positivo scannarci per i vecchi dati,ma concentrarci sull’oggi.Non ha senso e non ci porta da nessuna parte. Ragionare con calma e bene a fondo,prendere atto di com’è stato fin’ora senza giudizi e pregiudizi, di sicuro può portare di più che continuare a lamentarsi.Le lamentele vengono subito scartate da chi comanda,ma alle analisi lucide e proposte propositive concrete,è più difficile non dare ascolto o oscurarle.
    Se si continua con la logica dell’astio,non si va da nessuna parte,perchè si fa il loro gioco.Dobbiamo distinguerci anche in questo: perchè loro non hanno la capacità di cambiare le regole del gioco.Noi sì se ce la giochiamo bene.
    Lo so è difficile farlo quando,come la sottoscritta, salti anche i pasti per 2 giorni di seguito,se va bene, e via elencando varie “gemme” da vita di artista sconosciuto che tutti più o meno condividiamo.Anch’io vivo da settimane con 19 euro e rotti sul conto che non posso ritirare e varie bollette da pagare.
    Ma tutto ciò non deve influenzare negativamente.La bile non porta da nessuna parte.
    e se siamo stati in grado di arrivare fino a questo blog è solo onore al merito di tutti noi che ci partecipiamo.
    Un abbraccio

  15. Siamo d’accordo Cristine.
    Ma chi è che si lamenta? Se dire la verità vuol dire lamentarsi allora si, io mi sono lamentata, ma mi sembra che tutti noi, me compresa, siamo molto propositivi, la discussione è necessaria, e visto che non ci troviamo in un istituto monastico 🙂 anche un piccolo sfogo ogni tanto credo che possa essere concesso. Non sei la prima che mi muove questa osservazione, ma vi assicuro che anche io sono per l’azione e non per la lamentela gratuita, altrimenti non starei certo qui a leggere e visionare tutto il materiale.
    In più vedo che nei commenti si cerca sempre di argomentare o di inserire link che possano sostenere le tesi che si propongono, quindi se i dati che ho io non sono corretti (sebbene li abbia presi direttamente dal sito del Ministero della Cultura e delo Spettacolo) sarò felice di ascoltare il tuo post per sapere la verità.
    Sperando che la questione ‘lamentela’ sia definitivamente chiusa, vi saluto tutti.

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