19 maggio 2012

La Mia breve ed intensa esperienza al GdA (giovane danza D'autore) Lombardia | Vita d'artista | Forum

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La Mia breve ed intensa esperienza al GdA (giovane danza D'autore) Lombardia

UserPost

01:15
10 dicembre 2010


Silvia

Member

posts 3

Ciao a tutti

 

Grazie a Franca per l' intervento.

 

E vorrei rispondere, basandomi sull'esperienza fatta,  alla tua domanda posta nella "lista" delle "mancanze". 

 

"La formazione dei partecipanti… è sentita come necessità nell'ambito del concorso"? "

 

Personalmente penso sia una buona opportunità quella di poter avere un percorso  collaterale alla produzione del lavoro.

 

Poter scegliere però in modo indipendente il proprio percorso di seminari o lezioni o altro da accostare alle prove, sarebbe più utile che avere dei seminari più o meno imposti.

Mi spiego meglio: per tutti la possibilità di frequentare lezioni o tot seminari offerti dal premio ma scelti dal partecipante. Ovviamente il finanziamento per questa fase più formativa dovrebbe essere uguale per tutti, In questo modo si eviterebbero certi malcontenti perché ognuno avrebbe la libertà di scegliere ciò che ritiene più adeguato alla propria ricerca. 

 

I lavori sono diversi tra loro e quello che può essere utile a uno non lo è magari per un'altro… sembra una banalità ma è un punto da tenere sempre presente.

 

Questo ovviamente se si vuole ripensare a un prossimo premio che presuppone anche un percorso più formativo. 

 

E' un'idea, una proposta che forse potrebbe essere vagliata…

Buona continuazione del dibattito.

A presto

 

Silvia

18:44
10 dicembre 2010


gius_perypezye

Admin

posts 273

@Franca: quando dici che per il prossimo 'vero' gda è necessario che tutti siano collaborativi, cosa intendi esattamente con la parola 'collaborazione'?

@Franca e Luna: come mai il 'mediare' nel sistema dell'arte risulta essere, per voi, il massimo a cui una rivoluzione dal basso può ambire?

19:14
10 dicembre 2010


luna

Member

posts 40

Brevissima.

Mediare nella vita, vuol dire incontrarsi a metà strada, per me; mediare in amore vuol dire capire le esigenze e le fatiche dell'altro; mediare nel sistema dell'arte vuol dire rinunciare ad un pò del proprio egocentrismo, e capire che c'è chi vede ciò che vedo io da un punto di vista diverso, e ha il diritto di farlo, e magari può arricchirmi con il suo diverso punto di vista.

La mediazione è una forma di rispetto reciproco e di intelligenza, non di resa.

Mediare vuol dire che non passi tutta la vita a discutere ma sfrutti l' energia nel fare! E io ho bisogno di questo…Poi, è una scelta personale, e ognuno è libero di fare la sua. Siamo tutti liberi.

Baci

00:08
11 dicembre 2010


Giovanni Perypezye

Milano

Admin

posts 41

Per favore cerchiamo di non andare off topic (mi riferisco agli ultimi due interventi). Domande e risposte dovrebbero riferirsi al tema di questa discussione. Altrimenti è comunque possibile aprire nuove interessanti discussioni in altre parti del forum. 

Grazie.

09:52
11 dicembre 2010


luna

Member

posts 40

Sono d'accordo.

Infatti, dopo la discussione, mi è spiaciuto che ci si sia arenati dopo l'intervento di franca.

Franca, tu parlavi della questione delle reti, ma non ho ben capito . Cosa intendi?

Perché è vero che, da outsider da poco a Milano, ho notato che ci sono molte realtà interessanti, ma fanno fatica a dialogare tra di loro. Questa forse potrebbe essere la debolezza, e anche la ragione della mancata circuitazione degli artisti ecc..

Su quali basi potrebbe nascere una rete? Quali punti in comune?

 

10:12
11 dicembre 2010


Giovanni Perypezye

Milano

Admin

posts 41

E' difficile fare rete, a mio avviso, perchè è controintuitivo: perchè mi dovrei mettere insieme a un mio competitor? Nel mercato in cui viviamo, nessuno lo fa. 

E' anche una questione di scarsità di risorse. In Lombardia ce ne sono davvero poche, di risorse, e gli operatori non si professionalizzano più di tanto. La torta è piccola, e nessuno la vuole condividere. Credo sia comprensibile. Rete = condivisione di risorse pur mantenendo l'identità e la specificità di ognuno (è una definizione che propongo).

Per la Festa del Teatro abbiamo tentato di costruire un piccolo esperimento di rete tra spazi performativi lombardi, eravamo in 12. E' andato benone, credo, senza neanche troppe frizioni. Staremo a vedere se riusciremo a svilupparlo ulteriormente. In quel caso la scarsità estrema (zero finanziamenti) ha giocato un ruolo opposto e contrario, ha calamitato gli spazi l'uno verso l'altro.

Ancora mi chiedo, e rilancio la domanda che ho posto qualche giorno fa, se il modello Gd'A (non reticolare) può funzionare in un contesto come quello lombardo.

11:38
11 dicembre 2010


luna

Member

posts 40

Faccio una nota a margine…

Dal mio parziale punto di vista, vedo che la presenza di così tante realtà possa essere un punto di forza, non di debolezza.

La definizione di Giovanni del fare rete mi sembra giusta.

Ognuno ha la propria identità, penso per esempio alle programmazioni. Coordinarsi un pò e anche invitare il pubblico a spostarsi dall'una all'altra situazione dà l'occasione di non avere tanti micro pubblici settorializzati, ma, per ognuno, di ampliare il proprio bacino di azione, e di amplificarlo poi ancora di più..di rafforzarsi in una cooperazione che rispetti le singole identità.

In questo modo si amplierebbe in una città la cultura del contemporaneo, si potrebbe "fare massa" in modo tale da poterne chiedere di più, di risorse, se si ragiona non solo per l'immediato ma per il futuro.

E' chiaro che queste situazioni dovrebbero avere dei criteri minimi: per esempio, essere associazioni costituite, fare le cose in regola e rispettare la propria e altrui professionalità. Criteri relativamente -ma non troppo!- flessibili, considerando lo Stato disastrato in cui siamo.

Permettere così agli artisti di passare dall'una all'altra situazione in modo da non essere, più o meno relativamente, bloccati a causa di un sistema che non dipende da loro. (Piccola nota: gli artisti dovrebbero avere il sacrosanto diritto dell'indipendenza di opinione e di azione, senza temere ripercussioni politiche per essere "assimilati" all'una o all'altra situazione).

Utopia o possibilità?

17:48
11 dicembre 2010


gius_perypezye

Admin

posts 273

Post edited 19:05 – 11 dicembre 2010 by gius_perypezye


se per aderenza al 'tema della discussione':

- s'intende gda, di fatto ho riportato due contenuti trattati nel commento di Franca, commento concepito dentro e per il tema della discussione. Ho chiesto una maggiore delucidazione rispetto a quei contenuti, a mio avviso, molto attinenti. Ringrazio Luna per la risposta. Attendo la risposta di Franca.

- se invece s'intende dover riportare a ogni costo la parola gda in ogni commento, allora oltre a non capire il riferimento all'argomento 'rete' poc'anzi introdotto, aggiungo anche di sì, sarebbe decisamente meglio nominare un nuovo forum di discussione a questo punto perchè, messa così la cosa, credo che non ci siano altri argomenti da dibattere.

Lasciare maggior respiro di argomentazione nei forum è sempre l'azione migliore e più democratica.

 

20:40
12 dicembre 2010


Franca Ferrari

Member

posts 7

@Luna per le reti

parlavo del fatto che forse il gda Lombardia fatica a circuitare perché, e mi sembra anche ovvio essendo il primo anno,mi sembra che gli organizzatori non abbiano ancora una rete di relazioni ampia quale quella di anticorpi e di arteven.

E’ una supposizione, mi farebbe piacere una considerazione di Annamaria e Mario su questo tema, qui c’entra anche un po’ la collaborazione, di cui parlo rispondendo a Gius.

 

 

@Giuseppe per “collaborazione”

per collaborativi, intendo dire che secondo me il gda dovrebbe diventare un evento più importante (vedi sopra) e apprezzato da tutti: credo che sarebbe un’occasione persa se i nuovi coreografi  di questo territorio non ci tenessero a partecipare al GDA perché penso che sia una delle tante cose di cui abbiamo bisogno . Con ciò non voglio dire che si debba accettare tutto e subire, assolutamente no, vorrei che gli organizzatori e anche noi approfittassimo dell’occasione di questo forum per poter migliorare questo concorso e fare in modo che tutti continuino a essere orgogliosi di parteciparvi, anzi direi di più. E’ questo il motivo per cui ho proposto un elenco delle “mancanze”.

 

@ Giuseppe per “mediazione”

sono d’accordo con Luna e non intendo dire che debba essere l’unico atteggiamento di un artista, che anzi prima di tutto deve essere combattivo (ed è il motivo per cui ho parlato di un ideale e di un “diritto alla vita”, ma poi ho messo la mia riflessione, che Luna ha colto benissimo, sul fatto che anche una mediazione può essere un’occasione creativa, il disagio a volte è nutrimento.

Per me tutta la crescita, anche l’educazione alla danza arriva dal disagio e non dall’agio, certamente non credo sia l’unica possibilità per tutti ma è la mia e lo dico, ci scherzo sempre sopra anche. Poi ho parlato del dosaggio perché bisogna dosare il disagio, farne curiosità, divertimento, incitamento, passione, ostacolo superabile….non una frustrazione, non sono né sadica né autolesionista, penso solo alle possibilità di migliorare.

23:47
12 dicembre 2010


Franca Ferrari

Member

posts 7

MANCANZE

ricevo  questo invito da facebook

Residenza e Laboratorio – tappa GDA Rete Anticorpi XL – presso Danza Flux

http://www.facebook.com/event……0859191735

forse anche questa è una mancanza per i nostri, è questo che dico come mancanza di reti.

Non ho ricevuto notizie da facebook di impegni dei nostri, ma forse arriveranno tra breve.

 

17:32
13 dicembre 2010


gius_perypezye

Admin

posts 273

grazie Franca per le risposte e per i tuoi pensieri.

11:02
16 dicembre 2010


annamariaonetti

milano

Member

posts 3

Post edited 11:04 – 16 dicembre 2010 by annamariaonetti


Scriviamo su questo blog dopo gli interventi di alcuni coreografi e di coloro che hanno collaborato o partecipato a vario titolo al Premio GD'A Lombardia ringraziandoli per l'apporto dato.

La discussione emersa ci pare proficua e preziosa per poter affinare lo strumento del Premio GD'A, che per sua natura si lega al territorio, modellandosi sui bisogni dei coreografi che in quella regione operano.

L'intento è far crescere e supportare coloro che si sono avvicinati da poco tempo alla creazione coreografica in un percorso di tutoraggio, creando, allo stesso tempo, una relazione diretta con gli organizzatori ed operatori.

Crediamo nella dialettica e nel confronto tra le diverse parti, non solo per cercare – dove possibile – di rispondere concretamente ai bisogni di un giovane autore nel tracciare il suo individuale e personalissimo percorso di ricerca e produzione artistica, ma anche nel porre le basi di una comunità della danza che non veda contrapposti tutti coloro che, con diverse funzioni, contribuiscono alla crescita della cultura coreica.

 

Consideriamo le osservazioni e le critiche uno strumento necessario per rispondere alla missione che questo progetto ambisce realizzare. Ancor di più dopo la prima edizione che è stata innanzitutto un avvio, un test per poter comprendere le dinamiche del territorio e perfezionare gli strumenti.

La volontà di dare corso anche in questa regione al progetto GD'A ci ha spinto a venire incontro ad alcune esigenze specifiche, perché crediamo che la forza di questa iniziativa risiede proprio nella duttilità del suo strutturarsi e nella capacità di adeguarsi di volta in volta ai bisogni emersi.

 

Il Premio GD'A non è un corso di studi, non è semplicemente un concorso, ma è un'occasione di confronto, di supporto, di crescita. Ai coreografi vengono messi a disposizione vari strumenti di supporto formativo, a loro la libertà di scegliere quelli funzionali al proprio percorso. Queste almeno sono le intenzioni di chi promuove ed organizza tale iniziativa.

 

Abbiamo preso nota di alcune istanze e bisogni emersi nelle richieste e sarà nostra cura incontrarvi pubblicamente nel momento in cui si aprirà il cantiere per una nuova edizione del Premio.

In questa ricerca di dialogo vi invitiamo  a porre interrogativi, a esporre critiche e contestazioni, ma vi chiediamo anche di non dare corpo a ricostruzioni di fatti su supposizioni, o ipotesi infondate che non aiutano il confronto e l'ascolto.

 

Sui quesiti sollevati relativi ad aspetti specifici ed organizzativi della passata edizione vi rimandiamo ai referenti ed organizzatori del GD'A Lombardia Annamaria Onetti e Mario Nuzzo che hanno condiviso con noi il progetto, disponibili a fornirvi risposte e chiarimenti.

 

Grazie per l'attenzione,

 

Coordinamento nazionale Premio GD'A

Monica Francia, Selina Bassini e Massimo Carosi

 

Referenti Premio GD'A Lombardia

Annamaria Onetti e Mario Nuzzo

(info@artedanzae20.com / 0289071618)

16:23
16 dicembre 2010


Giovanni Perypezye

Milano

Admin

posts 41

Grazie al coordinamento nazionale del Premio Gd'A per essere intervenuto!

Personalmente condivido quanto avete scritto, dalla prima all'ultima riga, e sono felice che su questo forum non abbiano avuto luogo ricostruzioni dei fatti basate su supposizioni e che le ipotesi di cui si è parlato erano tutte profondamente fondate sulle esperienze e sui fatti vissuti in prima persona dalle persone intervenute.

Il fatto che siano intervenute molte delle figure coinvolte nel percorso del premio (artisti non selezionati, finalisti, vincitrice, giurati, pubblico e colleghi) a mio avviso ha reso questo dibattito proficuo per la maturazione di una nuova coscienza nel mondo delle arti performative e lo ha soprattutto ancorato alla complessità della realtà che viviamo.

 

17:59
16 dicembre 2010


Franca Ferrari

Member

posts 7

Annamaria Onetti e Mario Nuzzo saranno domani all'incontro del c-dap presso il CIMD in via Fontana 15. Li accogliamo ben volentieri e invitiamo allora tutti coloro che sono interessati a partecipare, dalle 19,30 in via Fontana 15 Milano. Naturalmente si parlerà del GDA.

Dato che era programmato come un incontro tra soci e che adesso cambierà un po' natura propongo ai soci di iniziare alle 18 come programmato per parlare di questioni più relative all'associazione e poi dalle 19,30 per l'argomento GDA aperto a tutti.

Naturalmente non ho potuto avvisare nessuno con anticipo, neanche i soci del c-dap e me ne scuso, ma tutto avviene di momento in momento e va bene anche così. Mi permetto di farlo perché non era un'assemblea.

Un caro saluto a tutti

Franca

00:18
17 dicembre 2010


Ernald

milano

New Member

posts 2

david said:

Ernald la tua testimonianza sarà UTILISSIMA per

altri giovani di talento che come te si stanno affacciando al difficile

mestiere della creazione coreografica!

 

credo tu sia giovanissimo…

la tua generazione rispetto alla mia è molto più intelligente, molto più interessante ma soprattutto Coraggiosa!

sei

stato fantastico e spero che altri tuoi coetanei denuncino questi

ORRORI!perchè voi meritate molto di più…meritate spazio, meritate

fiducia e meritate ascolto!

non sopporto l'idea che i vostri slanci

alla creazione vengano smorzati, delusi, mortificati da gente volgare

che non sa nulla di poesia, di onestà e di entusiasmo.

Non devi assolutamente mollare!

fai

network, cerca di fare punto forza con tutti quei ragazzi che come te

stanno cercando di svecchiare i dinosauri della danza e del teatro!!

tienimi aggiornato!!!

crea

un blog tutto tuo!trova un modo per tenere viva la discussione…noi

come forum di studio 28 abbiamo bisogno del vostro punto di vista,

abbiamo solo da imparare da voi!!!! non sarai solo…il disagio è

epidemico…vedrai che altri coraggiosi ti appoggeranno!

grazie,sei un esempio!

complimenti!

Ernald ci puoi dire la tua età? è importante saperlo!!!

 

ti abbraccio

david


 

Grazie mille Davide… e cmq ho 22 anni…

Un abbraccio

Ernald

18:06
5 gennaio 2011


david

Member

posts 17

Riassuntino delle puntate precedenti:

 

1-davide manico muove una serie di critiche nei confronti del
gdA Lombardia

2-la direzione organizzativa del gdA Lombardia preferisce non
dare risposte sul forum

3-piovono i commenti di passanti del web e partecipanti al
premio

4-il c-dap nella persona di Franca Ferrari offre la possibilità
di un confronto vis à vis

5-nonostante gli sforzi dei mediatori l’incontro non ha fornito
le risposte o meglio,

queste le non risposte:

alla domanda:" come avete fatto a verificare se un progetto era
inedito o no?"

La risposta: "l’esperienza pluriennale nel settore e la fiducia
sono il solo criterio."

Alla domanda:" Come mai la selezione di alcuni progetti è stata
fatta tramite video contraddicendo le regole del bando?"

La risposta:" per dare possibilità al maggior numero di
partecipanti. È stato modificato il bando in corsa e questa modifica è stata
comunicata a tutti i partecipanti."

 

Incommentabile.

 

6- a conclusione di tutta questa patetica faccenda allego il
bando di selezione, per trasparenza e per futura memoria.

 

Ps: ho solo evidenziato i punti che rimarranno oscuri.

 


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