19 maggio 2012

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Consiglio Ue: aiutare piccolo esercizio e essai sul digitale

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12:07
20 novembre 2010


gius_perypezye

Admin

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BRUXELLES – 19 NOVEMBRE 2010 – Il Consiglio dell'Unione europea ha invitato Stati membri e Commissione a stabilire meccanismi di finanziamento per aiutare i piccoli cinema ad affrontare le spese per la digitalizzazione.
In gioco gli obiettivi Ue di promozione e accesso alle opere, di
promozione della diversità culturale e linguistica, nonché di coesione
sociale.

Le tecnologie digitali offrono nuove e importanti opportunità per la distribuzione di film, nonché per i cinema d'arte e d'essai e per quelli situati in zone scarsamente popolate, e contribuiscono alla realizzazione degli obiettivi fissati dalla Ue
in termini di promozione e accesso alle opere europee, di promozione
della diversità culturale e linguistica, nonché di coesione sociale. Il
passaggio ai nuovi sistemi apre, tuttavia, anche importanti questioni,
relative alla sopravvivenza delle piccole sale. La
digitalizzazione dei cinema richiede, infatti, ingenti investimenti che
dovranno essere sostenuti prevalentemente dai gestori, dal momento che i
grandi distributori possono invece risparmiare grazie al minor costo
delle copie digitali.

Per correggere questi squilibri, il
mercato ha immaginato dei meccanismi di finanziamento, prevedendo un
finanziamento privato per la digitalizzazione, come Virtual Print Fee (VPF),
un modello basato sul coinvolgimento di terze parti nella condivisione
di costi e benefici. Questi meccanismi, tuttavia, non sempre sono
adeguati a risolvere i problemi dei piccoli cinema o dei cinema d'essai.
E così, il passaggio al digitale, che pure apre prospettive senza
precedenti per il cinema europeo, potrebbe finire per nuocere alla
diversità culturale, impedendo alla popolazione di avere accesso a parti
notevoli della produzione audiovisiva.

Per gestire al meglio questo passaggio, il Consiglio dell'Unione europea,
sulla base del documento di lavoro della Commissione del 2 luglio 2010
sulle sfide per il patrimonio cinematografico europeo nell'era digitale e
della Comunicazione sulla 'Strategia digitale per l'Europa', in particolare la frase indicante "il sostegno alla digitalizzazione delle sale è necessario per preservare la diversità culturale",
ha invitato gli Stati membri a prendere in considerazione la necessità
di sostenere la digitalizzazione dei cinema tenendo conto degli "obiettivi di interesse generale", nonché a prevedere – nel rispetto delle regole sulla concorrenza – di mettere in atto sistemi di sostegno finanziario alla digitalizzazione, accompagnati da finanziamenti privati.

Gli
aiuti, ha sottolineato il Consiglio, tenendo conto delle diverse
esigenze nazionali, potranno assumere diverse forme: a) un aiuto per i
cinema che non possono affrontare i costi del passaggio al digitale, per
dotarli delle adeguate strumentazioni digitali e per permettere loro di
restare competitivi in rapporto ai cinema che possono affrontare da
soli gli investimenti necessari, per esempio grazie ai sistemi VPF; b) un aiuto per i cinema situati in zone meno popolate, dove l'offerta culturale è limitata; c) un aiuto per i cinema che contribuiscono alla promozione di opere europee; d) un aiuto alle cineteche e alle sale consacrate al patrimonio cinematografico; e) misure per incoraggiare meccanismi di solidarietà tra distributori ed espositori; f) misure per incoraggiare i piccoli cinema a raggrupparsi e condividere i costi per gli strumenti digitali necessari.

Agli Stati membri il Consiglio ha quindi suggerito di "riflettere
sulla possibilità di subordinare gli aiuti di Stato alla produzione di
un Master digitale, per aumentare l'offerta globale di opere europee
digitalizzate
" e di "studiare il modo per utilizzare i fondi
strutturali della Ue per finanziare progetti di digitalizzazione e
iniziative nel campo della formazione
". Alla Commissione, oltre che ai governi, arriva quindi l'invito a "riflettere
più approfonditamente sul modo di ottenere i risultati necessari e
appropriati in termini di qualità di proiezione e diffusione dei film
" e questo nel rispetto del principio di neutralità tecnologia.

Dal
momento poi, che le tecnologie avanzano a ritmo sostenuto e si
rinnovano costantemente, esecutivo e Stati membri dovranno tenere conto
del fatto che "le questioni relative al finanziamento delle
proiezioni digitali non si porranno solamente durante l'attuale periodo
di passaggio al digitale
", nonché assicurarsi che la messa in atto dei meccanismi di finanziamento, sia pubblici che privati, "non limitino la libertà di scelta dei gestori per quel che riguarda i film che intendono proiettare". Gli esecutivi, sia quello europeo che quelli nazionali, dovranno quindi "incoraggiare
programmi di riciclaggio e di formazione alle tecnologie digitali,
rivolti a proprietari di cinema e distributori e relativi alle nuove
tecniche di proiezione e ai nuovi modelli commerciali legati al digitale
" e studiare le possibilità per "facilitare l'accesso al credito", in particolare attraverso la BEI dove possibile, di tutti gli attori della catena di valore.

Riguardo invece la salvaguardia del patrimonio cinematografico europeo nell'era
digitale, il Conglio ha invitato la Commissione a continuare a
esaminare come garantire una sicurezza giuridica sufficiente per quanto
riguarda i diritti di proprietà intellettuale per le istituzioni
incaricate di preservare il patrimonio, al fine di facilitarle nella
conduzione delle loro missioni di interesse pubblico. Altresì la
Commissione dovrà continuare a sostenere la ricerca nel campo della
conservazione a lungo termine del materiale digitale e
dell'accessibilità a questo materiale in un contesto multilinguistico,
soprattutto per quanto riguarda la sopravvivenza dei supporti digitali.
La Commissione è stata chiamata quindi, nel contesto dei lavori in corso
sulle opere orfane, a esaminare le questioni che si pongono nel settore
audiovisivo e, di concerto con gli Stati membri, a promuovere
l'applicazione degli standard europei in materia di interoperabilità
delle banche dati cinematografiche nonché, se necessario, a stabilire
standard comun i circa il deposito di file digitali alle istituzioni
patrimoniali cinematografiche

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