19 maggio 2012

Agis Lazio: dalla legge per lo spettacolo dal vivo ai Fondi Cultura dimezzati nel 2012 | Comunità! | Forum

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Agis Lazio: dalla legge per lo spettacolo dal vivo ai Fondi Cultura dimezzati nel 2012

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15:22
20 dicembre 2011


gius_perypezye

Admin

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Il 5 dicembre scorso, al Piccolo Eliseo, a Roma, l’Agis Lazio ha presentato pubblicamente la sua proposta di legge regionale per lo spettacolo dal vivo, testo di 17 articoli che gli operatori offrono come contributo al legislatore regionale dopo un lungo confronto fra le diverse componenti dell’associazionismo. Ad illustrarla alla platea di operatori e rappresentanti dell’amministrazione regionale- tra cui gli onorevoli Carducci e Irmici, l’ex assessore Rodano e il presidente della commissione Attività Produttive, Saponaro - il presidente e il segretario dell’Unione regionale, Pietro Longhi e Massimo Arcangeli.

 Assenti per impegni legati alla discussione del bilancio regionale – assenza più volte criticata nel corso dell'incontro - sia l’assessore alla Cultura,Fabiana Santini,che il presidente della commissione Cultura, Veronica Cappellaro.

Alla base della proposta dell’Agis Lazio il riconoscimento della professionalità e l’equiparazione alo status di micro, piccole e medie imprese; l’equilibrio della programmazione e gestione dei finanziamenti fra il settore pubblico e quello privato; la trasparenza nell’assegnazione delle risorse; il perseguimento di intese politiche e organizzative sinergiche tra i vari assessorati competenti in materia di spettacolo per un modello innovativo di sviluppo e per una razionalizzazione efficace ed efficiente delle azioni e delle risorse; la valorizzazione dei luoghi di spettacolo finalizzata anche alla realizzazione di una efficace distribuzione degli spettacoli.

La proposta prevede l’istituzione di un Fondo Unico Regionale dello Spettacolo (FURS) in cui confluiscono sia gli investimenti in conto capitale sia gli interventi di spesa corrente . Il FURS non prevede gli stanziamenti rivolti alle grandi istituzioni nelle quali la regione partecipa come socio.

Tre organi sono preposti alla valutazione e gestione degli interventi e progetti che richiedono la partecipazione finanziaria della Regione: l’Osservatorio dello Spettacolo, la Consulta regionale dello Spettacolo e la Commissione regionale dello Spettacolo, che valuta e delibera l’assegnazione dei contributi secondo criteri quantitativi e qualitativi riferibili sia al soggetto richiedente sia all’attività di spettacolo proposta.

“Vanno sanate le fratture, le rigidità, le contrapposizioni, e la Regione deve garantire di sopravvivere a tutti, in un sistema sano ed equilibrato” ha detto Arcangeli . “Con questa legge – ha precisato Longhi – vogliamo fare sistema e vogliamo anche che venga riconosciuto lo status di piccola – media impresa per garantire ai lavoratori dello spettacolo gli ammortizzatori sociali di cui ora sono privati”. La situazione dello spettacolo dal vivo nel Lazio è stata definita da Longhi “disastrosa” per troppi squilibri tra Roma e le altre province, ma anche, e soprattutto, tra settore pubblico e privato, nonché per assenza di trasparenza.

 

Notizia invece risalente al 14 dicembre è che la Regione Lazio ha deciso – scrive Il Messaggero, Cronaca di Roma – che la cultura di Roma e dintorni nel prossimo anno dovrà accontentarsi più o meno della metà. Il totale dei finanziamenti previsti nel 2012 non arriverà a 47 milioni di euro (46.994.237,01), rispetto al 2011 dove in bilancio c'erano oltre 85 milioni di euro. Il ridimensionamento, ben illustrato in un documento approvato dalla Giunta Regionale, verrà portato a giorni in Consiglio da Fabiana Santini (foto), assessore alla Cultura della Regione, e potrebbe subire delle variazioni, anche se appare molto difficile che venga ripristinato il budget precedente.

 

"Continueremo a sostenere le eccellenze - dice la Santini - e a garantire la priorità che spetta loro. Anche se sarà impossibile non ritoccare le quote. Del resto si parlava da tempo di razionalizzare gli interventi. E' arrivato il momento". I fondi - scrive ancora Il Messaggero - sono stati già accorpati in settori che comprendono realtà di pregio competitive tra loro. Per esempio, del settore chiamato G13 (istituzioni culturali e dello spettacolo) fanno parte il Teatro di Roma, la Fondazione Santa Cecilia, il Teatro dell'Opera, l'Orchestra regionale di Roma e Lazio e la Fondazione Maxxi, e i finanziamenti totali dello stesso passeranno dagli 8 milioni e 220.000 euro del 2011 ai 4.550.000 euro del 2012. Situazione ancora più pesante per il G11 (attività culturali e spettacolo), che comprende enti celebri come la Fondazione Musica per Roma, dove si passa da 14,5 milioni di euro a 5,1 milioni di euro, con una riduzione di quasi due terzi rispetto allo scorso anno. 

 

(fonti varie e Il Giornale dello Spettacolo)

 

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