19 maggio 2012

Progettiamo insieme? | Circolo d'idee | Forum

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Progettiamo insieme?

UserPost

10:35
6 dicembre 2010


Giovanni Perypezye

Milano

Admin

posts 41

Da recenti discussioni avviate su questo forum, mi sono
interrogato sul rapporto tra i progetti culturali e i giovani. Mi sembra che il
classico modello di finanziamento “a tre vie” stia mostrando la corda.
Organizzazione-Finanziatore-Beneficiario. Questo modello non funziona più. Le
persone coinvolte, a maggior ragione i giovani, nativi digitali, hanno ora (per
fortuna) la possibilità di dire la loro opinione. E la dicono! Le imprese
culturali devono rispondere. Ma lo fanno? Questo accade, da che esiste
Internet, in ogni sfera del mercato.

Perché non proporre un nuovo modello, a “due vie”? In
architettura e urbanistica il trend va verso la progettazione partecipata: sono
i cittadini  a dire come è meglio,
per loro, che si costruisca una città
.

Perché dunque non proponiamo un modello Finanziatore-Beneficiario?
Dove l’organizzazione sia sussunta tra i beneficiari? Dove l’opinione dei
beneficiari sia già in partenza compresa nel progetto? Dove siano i beneficiari
stessi a costruire, insieme a un’organizzazione che possiede il know how per la
progettazione, un progetto su misura per loro?

Proporrei di provarci. Quali sono i nostri/vostri bisogni? Come
vi piacerebbe che fosse un progetto rivolto a giovani danzatori? Quali
contenuti?

Via con la progettazione culturale partecipata!! Se funzionerà, possiamo pensare di proporlo davvero (anche eventualmente in rete ognuno nella propria regione).

11:04
7 dicembre 2010


lia courrier

Vigevano

Member

posts 23

Bella Gio:

1- un vero sostegno alla produzione

In Italia vanno molto queste "vetrine" in cui si offrono possibilità a chi ha un progetto già pronto. Molte volte realizzare un progetto ha dei costi proibitivi, e quindi alle vetrine non ci si arriva proprio!!! Occorre un sostegno proprio nella fase iniziale, durante la realizzazione, che non deve essere necessariamente in denaro: spazi in cui provare, spazi performativi in cui fare un video, supporto tecnico ecc. ecc.

 

2- una vera circuitazione degli spettacoli/performance

Almeno a livello regionale bisogna avere dei canali aperti all'interno di spazi che ospitano la danza in modo da poter avere più repliche dei propri spettacoli/performance. Un network di luoghi a cui accedere attraverso bando, che ti consentano di assicurarti una serie di date. In Lombardia esisterebbe il circuito danza lombardia, che però non mi pare che faccia proprio questo….come spesso accade in italia le cose ci sono ma non funzionano.

Queste reti regionali possono poi comunicare a livello nazionale, costruendo la possibilità concreta di poter mostrare il proprio lavoro a pubblici diversi. Questo consentirebbe di far crescere le proprie creazioni, contribuendo in modo sostanziale alla diffusione della danza.

 

3- Bandi si! Burocrazia inutile no!

Promozione di bandi per poter accedere ai finanziamenti, possibilmente a progetto, ma con trasparenza e informazione. Sarebbe bello avere dei bandi che siano anche semplificati e ridotti al minimo (molte volte ci sono domande reiterate) e ai quali possano accedere sia le associazioni che i singoli.

importantissimo secondo me sapere da chi è composta la commissione, nomi e cognomi, e soprattutto che questa commissione che si occupa della distribuzione dei finanziamenti sia in qualche modo obbligata a visionare tutti i progetti una volta finiti (nonchè dall'esperienza dichiarata e consultabile attraverso la pubblicazione di C.V. on line).

4- promuovere la presenza di artisti di provenienza diversa che possano collaborare insieme per uno spettacolo multidisciplinare. Favorire, insomma, la colaborazione e la contaminazione tra i vari linguaggi, nonchè la creazione corale.

per ora questo mi è venuto in mente.

…ma io non sono più una GIOVANE danzatrice….


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