19 maggio 2012

Danzatori nel 2010? | Circolo d'idee | Forum

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Danzatori nel 2010?

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11:46
28 giugno 2010


luna

Member

posts 40

Ciao!!

Vi allego il mio commento inserito per il post di franca per studio28 tv, tra l'altro molto interessante…secondo me apre altre questioni oltre alla formazione.

Danzatore nel 2010: stampino o autore? E con che strumenti?

Sì, trovo questo post veramente molto interessante, soprattutto la messa
in discussione dell’insegnamento da parte di una persona con così tanta
esperienza.

Da “allieva” la cosa difficilissima da trovare mi è sempre sembrata
quella di trovare dei maestri che educhino al movimento, al di là delle
varie tecniche basate spesso su principi di movimento completamente
differenti tra di loro. Mi è capitato più spesso di trovare danzatori
che eseguivano alla perfezione piroette e rotolate, ma che non si
reggevano in piedi. Non avevano idea di dove stessero i propri piedi
rispetto al bacino. E dico un’idea interna, non formale. E come innovare
se non si ha idea del principio della tecnica che si pratica? Trovo che
sia possibilissimo allenarsi pedissequamente e senza riflessione per
anni, l’ho visto fare. Così insegnata e appresa, la tecnica è un limite,
non una risorsa.

Insegnare e apprendere con intelligenza, non come dogma ma capendo quali
sono i principi che regolano la tecnica, è importantissimo, e non così
frequente, purtoppo.

Per quanto riguarda le sequenze e i codici, io credo che dipenda
dall’obiettivo del danzatore stesso.

Personalmente le sequenze non mi piacciono, a meno che non siano il
frutto di una dinamica interna, formalizzata solo a posteriori. Però da
danzatrice infatti tendo ad incontrarmi con coreografi che non scelgono i
danzatori sulla base di un’abilità tecnica, ma sul riconoscimento di
una qualità di movimento più personale, su altri aspetti meno
“quantificabili”. Questo atteggiamento di riconoscimento della
personalità del danzatore, invece del creare uno stampino, spesso
identico al coreografo, mi sembra un atteggiamento più “contemporaneo”,
ma non è così diffuso, per lo meno mi sembra. Credo che il panorama sia
così diversificato che non sia più possibile avere un’unica formula,
valida per tutti.

La cosa sicuramente da cui non si dovrebbe prescindere è quella di
insegnare la consapevolezza del movimento, anche attingendo ad altre
tecniche, lo yoga, le arti marziali, tutto ciò che è necessario per
evitare di allevare stampini abilissimi, ma storti e pieni di blocchi
energetici. Il resto, forse ad oggi dipende dall’orientamento del
danzatore, se intende diventare un esecutore, un interprete o un autore…

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