8 febbraio 2012

Dai bandi fregatura ai cambiamenti possibili | Circolo d'idee | Forum

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Dai bandi fregatura ai cambiamenti possibili

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20:29
22 agosto 2010


luna

Member

posts 40

con le critiche non intendo quelle dei critici (dove sono?!) ma le critiche in generale.

22:24
22 agosto 2010


luna

Member

posts 40

Post edited 21:01 – 22 agosto 2010 by luna


E per ultimo (poi vado un pò in vacanza!) Io Cristina un pò la conosco, e un pò conosco Kinkaleri, vi dico quello che so: dal punto di vista della scena contemporanea italiana hanno fatto delle cose molto innovative, semplicemente nel senso che nessuno prima le aveva fatte, con una chiarezza che non era aderenza ad uno standard precostituito. Hanno vinto un Ubu con uno spettacolo che (recuperiamoci un video!) trovo geniale, si sono sempre interrogati sul formato di quello che andavano a presentare, tra installazione, spettacolo teatrale o per spazi non convenzionali, e nel teatro: pubblico su quattro fronti, su tre, frontale…a seconda delle strette necessità del lavoro. Hanno spostato oggettivamente qualcosa in termini di visione della danza contemporanea in Italia.

Cristina l'anno scorso con dance n.3 ha fatto un'operazione molto interessante, è stato uno dei casi in cui un processo di lavoro è stato proposto in un modo molto coerente mi sembra, e io da spettatrice ho ritrovato un interesse in questo processo, al di là dello spettacolo in sé. Credo che chi avesse l'aspettativa di trovarsi un pacchetto con fiocco sia stato, chi più chi meno, deluso, ma non di meno c'era un'intensità non indifferente e tutta l'operazione era descritta e appariva in modo evidente, lampante.

Ora credo che sia evidente che a me piace. Potrà fare schifo a qualcun altro, i gusti sono estremamente soggettivi e tutti validi,  però se non si ha avuto l'occasione di incrociare questi nomi che fanno parte importante della nostra scena, non fa male andarsi a cercare dei materiali…Solo per una consapevolezza maggiore nella nostra proposta, sempre che vogliamo proporre qualcosa anche in Italia? Solo per non rischiare di fare proposte già fatte.

(…Confido che queste discussioni non ci indeboliscano, ma trovino nella dialettica, una spinta in più per produrre. Penso che non essere chiari e non discutere sia una buona premessa per il fallimento, al contrario discutere, anche se è faticoso, lo ritengo un buon modo per confrontarsi e conoscerci meglio.)

23:56
22 agosto 2010


gius_perypezye

Admin

posts 257

Luna, non capisco la tiritera che ci hai tirato su Cristina. Non penso che qualcuno l'abbia criticata. Le mie domande erano per capire che tipo di discorso vuole portare avanti. Dopo di che, se a qualcuno piace Cristina e se a qualcun'altro no, chi se ne fotte! E soprattutto non abbiamo tempo di documentarci sul passato della Rizzo o dei Kinkaleri, perchè ne avrei anch'io di nomi da suggerirti ma non lo faccio perchè qui è in ballo tutt'altro discorso. Cerchiamo di essere focalizzati, vi prego!
godite le vacanze! baci

01:27
23 agosto 2010


luna

Member

posts 40

Post edited 04:49 – 23 agosto 2010 by luna


Faccio un pò di pubblicità occulta alla testimonial! Parto

Buon lavoro a todos

11:28
23 agosto 2010


cristina rizzo

New Member

posts 2

Bene…mi avete fraintesa.

Grazie Luna per la 'pubblicità occulta', anche se sicuramente non è questo il punto.

La questione per me non è: Danza o Non Danza.

Questo discorso è superato, ma come facciamo discorso sulla danza…che cosa vogliamo dire rispetto al nostro fare e alle difficoltà che subiamo?

Dance N°3 è stato un modo per dire delle cose proprio perchè si è inserito in un contesto produttivo di un certo tipo e non a caso è stato abbastanza bypassato dallo stesso contesto perchè sappiatelo: il sistema non vuole modificare niente.

Comunque le mie ultime riflessioni mi fanno capire che prima di tutto dobbiamo fare, continuare a fare ciò che facciamo..ognuno seguendo il suo percorso..nel caso, se ci riusciamo, sono delle azioni comuni di 'discorso' che possiamo imbastire ed attuare, parallele.

Io non mi sento frustrata, sono molto coerente con le mie istanze…più o meno…con momenti di sconforto e momenti di forza…ma sto portando avanti la mia necessità anche se lontana da tutto ciò che in questo momento 'va in Italia'…

Si tratta solo di riuscire a dire delle cose.

 

13:38
23 agosto 2010


cristine

Baone, Padova,Italy

Member

posts 37

Giovanni Perypezye said:

@ Luna sulla critica: capisco che non è ora il fulcro della nostra attenzione, ma non condivido quello che scrivi. La critica è parte del nostro mondo. La critica serve a criticare, quindi se non fai una cosa chiara, Luna, la critica ti deve criticare. Mi viene sempre in mente la pagina del New York times sulla danza, e vi consiglio di bookmarkarla: http://www.nytimes.com/pages/a…..index.html

Nostri amici e colleghi, magari anche più giovani di noi, sono stati recensiti per loro performance, anche molto molto off, sul new york times. Dove non te lo mandano a dire: se fai una cagata, scrivono "questa è una cagata". Nel nostro paese non c'è più critica. Se lo spettacolo non piace, non lo recensiscono neppure. Oppure scrivono le solite cose scopiazzate dai comunicati stampa. Indimenticabile l'Ottolenghi, circa un anno fa, su L'espresso: "Siccome non c'è niente di interessante da vedere in giro, andrò a vedermi l'ultimo Bejart". Ma vaffanculo! Insomma, scusate ma io no ci sto dentro. Sono stufo delle nostre auto-critiche. Siamo poco chiari? E allora? Può essere la cifra del tempo. I critici non ci criticano mica perchè siamo poco chiari, ma perchè non ci sono più critici e quelli che ci sono sono stagionati. Siamo diventati autoreferenziali e autocritici per necessità. Invece: siamo fighi, siamo strafighi. Siamo tutti degni di una recensione sul New York Times.

Vi ri-segnalo anche un'intervista carina su Studio28.tv con Pontremoli: Abbasso la critica!

Un'altra cosa: questo forum è predisposto per tutte le nostre esigenze:

Cristine – i bandi non farlocchi ce li autosegnaliamo da noi nella sezione Let's info

Cristina – non sai chi siamo? Neanche noi sappiamo chi sei tu. C'è una sezione apposita sotto Vita d'artista. Stiamo scrivendo pian piano delle brevi auto-biografie. Invito tutti a mettersi in gioco.

Usiamo il forum ed espandiamoci.


 

luna said:

Hai ragione Giovanni, la mia non voleva essere un'autocritica fine a se stessa, ma un modo per dire: se così non basta, provochiamo di più, siamo più compatti, facciamoci sentire ancora di più (il numero, fa!). Mettiamoci nelle condizioni per cui poi potremo fare la nostra ricerca con tranquillità.

Anzi, facciamola già da ora con tranquillità, ma con mezzi, in tanti, organizzati e comunicando quello che si sta facendo. Con costanza e intelligenza, senza chiudersi alle critiche.


Ah il NYTimes….condivido appieno e condivido ciò che sostieni…con Kate Mattingly, mia docente di Dance Analisys e giornalista per il NyT e Contact Quarterly, ci siamo spesso confrontate sulle differenze Europa e U.S.A. nel concepire e lo stato della critica….

Sostengo appieno già la nascita e lo sviluppo di alcune priorità qui nel forum: già hia citato la sezione Let's Info per la segnalazione dei bandi interessanti…. a proposito ,vorrei ci fossero molte segnalazioni e cercare di tenerlo il più aggiornato possibile…io posto il più possibile,ma una mano è sempre gradita !

Cool

14:27
23 agosto 2010


gius_perypezye

Admin

posts 257

Post edited 12:36 – 23 agosto 2010 by Giovanni Perypezye


LEGGERE ATTENTAMENTE! thanx!:))

Direi che forse sono stato frainteso anch'io. Forse il punto su cui sono stato maggiormente frainteso è quando scrivevo dei fronti sul quale agire. Ovvero:

1 – da quello 'CREATIVO' per così dire, con tutte le suggestioni delineate fin ad ora, per ispessire un 'movimento' artistico, per consolidarsi maggiormente e numericamente e quindi: usare un format televisivo, fanzine, discussioni, web, scrittura e ri-scrittura, fondamentale quest'ultima per ripulire il concetto di danza di ricerca contemporanea e capire CHI davvero ha interesse a far parte di questa lobby.

2 – a quelle di NORMALE AMMINISTRAZIONE e quindi: strutturarsi per chi ancora non l'ha fatto, in modo da acquisire una rilevanza economica, partecipando attivamente nell'industria creativa (così oramai definita dall'Ue) in tutte le possibili combinazioni: bandi seri, bandi europei, accesso ai finanziamenti ministeriali e non. Alimentare il mercato

3 – fino al fronte POLITICO e POLITICO CULTURALE  continuando a fare massa critica ed informativa e quindi: usare la web tv per postare video come fatto finora, per denunciare, per segnalare best practises, per conoscere sia le politiche culturale nostrane per migliorarle che le politiche culturali straniere per ispirarsi. Capire lo stato attuale dell'Agis.

Allora ci tengo a dire che:

- si trattava di brainstorming libero ed appassionato

- infine andava visto nel complesso, cioè sia individualmente come artisti che proseguono il proprio percorso, che come azione d'insieme. Quindi riguardo il fronte di 'normale amministrazione' è chiaro che si riferiva a ciascuno di noi, preso nell'attività di singolo artista e dunque nella piena libertà di prenderlo in considerazione o meno: quindi non come 'must' per il gruppo di lavoro oggetto della discussione! Allora chi non ha voglia di strutturarsi,  che faccia pure. O se non si ha interesse per i bandi, ma ci mancherebbe, liberissimi: di certo non intendevo dire che  questo gruppo di studio e di azione doveva partecipare a dei bandi come collettivo. Il fronte di normale amministrazione è secondo me un sostegno di base, che fa da bordone a tutto il sistema in generale ma certo è un mio punto di vista in pieno brainstorming e non direttamente funzionale all'azione di gruppo.

Detto questo credo invece che gli altri due fronti siano indispensabili (Creativo e politico). Cosa ne dite?

Proposta di proseguimento di azione 'virtuale' attualmente in corso. Terminata la fase di messa in rilievo delle problematiche generali (perchè è terminata, vero??),  propongo di inaugurare una fase di BRAINSTORMING, libero, spassionato ed appassionato nel quale buttar giù idee, proposte, suggestioni, suggerimenti, punti di vista su COSA e COME e con CHI cercare di creare questo gruppo. Un pò come stavamo facendo di già  però in modo più ufficializzato,  come focus primario senza cadere in dissertazioni e deviazioni laterali, riportando un sunto via link su fb (per aiutare a chi entra per la prima volta) e con una precisa data come scadenza di fine attività di brainstorming. Scaduta la fase attiva di brainstorming (che forse ci permetterà di capire un pò chi siamo come giustamente segnalato da Cristina e e con chi costruire), passare poi alla fase MEETING fisico quando Cristina riuscirà a passare da Milano (mi pare dopo metà settembre forse?), per ripulire, privilegiare un aspetto piuttosto che un altro,  per fare il punto della situazione ( e che non vorrà dire di certo abbandonare il forum on line).
CHE NE DITE?? AVVIAMO IL BRAINSTORMING (recuperando e approfondendo alcune idee già segnalate qua e là – esempio: numero di telefono, ecc.)?

00:20
24 agosto 2010


gius_perypezye

Admin

posts 257

BRAINSTORMING parte prima

- Dato che siamo d'accordo sulla fase di brainstorming, fissiamo anche la sua data di fine attività per poi organizzare la fase MEETING a Milano? Propongo allora il 15 di settembre, in modo da darci il tempo di pensare ed esporre le idee e disseminare di volta in volta la discussione su facebook. Se credete sia meglio anticipare o posticipare, proponete pure. La data è un modo per darsi un riferimento temporale produttivo. Naturalmente se pensate sia inutile, va bene.

- A proposito di fb, propongo di fare un riassunto/elenco delle idee proposte, ogni sette giorni (se  Luna ha voglia di farlo sarebbe fantastico!). Si potrebbe postare di volta in volta e diffondere su fb il link forum del riassunto di Luna ogni settimana, di modo che per le persone poco connesse sia facile consultare il forum e capire di cosa stiamo parlando.

- Il numero di telefono mi pare abbia avuto successo. Naturalmente è da attivarsi una volta che avremo chiarito le nostre idee. Vi lascio questo link, così come divertissement,  chissà che anche il nostro futuro contatto telefonico possa diventare un'opera d'arte?!
http://www.exibart.com/notizia…..tegoria=45

- Testimonial: Cristina, se pensi sia troppo presto perchè vuoi prenderti il tempo di capire come si evolverà il tutto, non c'è problema. Lo teniamo in sospeso. Propongo anche la possibilità che il testimonial possa cambiare periodicamente.

- Vogliamo chiarire l'idea di una 'zona franca' già accennata come possibile orientamento di questo gruppo? Un'area dunque che non ci permetta solamente di parlare in termini di danza, sia andando incontro alla necessità di Cristina, sia per il limitato contesto culturale italiano vigente come analizzato da Luna. Vogliamo approfondirlo come discorso? Mi stavo divertendo tra l'altro a rileggere al contrario la parola 'danza' e mi è venuto fuori la parola 'aznad' che non è il massimo!? Però mi piaceva il senso 'contrario' di rileggere e riscrivere certi concetti. Potrebbe essere letto anche come acronimo e dunque A.Z.N.A.D. = Art Zone Network And Debate. Si salva un pochettino? Perchè in inglese? Perchè se dovessimo decidere, come suggerito insieme con Cristina, di partecipare a qualche bando europeo, l'inglese è imprescindibile e saremmo già a cavallo.
Altro nome: 'forME', qui il gioco è sia in italiano che in inglese.
Ultimo nome: S.O.S.I.A. (Strategical Output for Stronger Implementation of Arts)
Niente di definitivo ovviamente, giusto food for thought.

- Cristina, conosci questa iniziativa in quel di Prato? Potrebbero essere un nostro possibile primo approdo quando e se sarà possibile? E' giusto per un'eventuale mappatura di contesti 'sensibili'.
http://www.freeshout.it/06/ind…..;Itemid=86
"Si sono riconosciuti e selezionati sull'onda di un manifesto culturale che è anche un programma: come artisti rendere disponibile ad altri artisti, spazi per esprimere nuove idee, per uscire dall'indistinto, per manifestare la propria ricerca e comunicarla con modalità innovative."  E scrivono ancora: "All’inizio c’è una necessità, un’esigenza: esprimersi. Poi c’è una forma, anzi, mille forme diverse tramite cui questa esigenza viene soddisfatta. Poi c’è il bisogno di condividere i propri mezzi espressivi con chi ne utilizza di diversi. Scambiarli. Regalarli ad altre menti e ad altri estri. C’è bisogno di luoghi, di momenti per condividere i saperi e le conoscenze. Un urlo di libertà. Di novità. FREeSHOUT!?
FREeSHOUT!? è la risposta che l’Equipe Creativa FREeS.CO ha voluto dare a questo bisogno. La seconda edizione di un festival che unisce le molteplici vesti della creatività."

- In ultimo:  se trovassimo anche noi una citta' italiana che vuole adottarci? :))
http://www.nytimes.com/2010/08…..boise.html

Ok. Brainstorming finito: ho il cervelluzzo in fiamme! à suivre!

01:25
25 agosto 2010


Manola Maiani

Member

posts 8

Io>te     POTERE

Io<te     VITTIMA

Io(diverso…p.s. non ho trovato il segno!)te         GUERRA  

 

Io=te?

 

Non conta un nome …è una cultura che fa una generazione…non Una…ma La generazione…ambiziosa…GENERA    AZIONE

21:13
25 agosto 2010


luna

Member

posts 40

Continuo sull'onda del brainsorming di Giuseppe.

- La data per me non è un problema, magari aspetterei di sentire tutti per capire quando riusciamo ad avere qualcosa di concreto in mano. Fare troppo presto l'incontro di persona potrebbe essere controproducente…io in linea di massima direi fine settembre, per lasciare il tempo anche ai ritornati dalle vacanze che vogliono partecipare alla fase ideativa di farlo, e perché io dal 10 al 26 non sono a milano!in caso incontri…

- ok per i riassunti nessun problema

- con i nomi io sono una disastrata, ma A.Z.N.A.D. mi piace. A me veniva panzer, pensa tu…i corazzati…!

- il numero di telefono mi piace, anche il link geniale; dare una contestualizzazione al numero di telefono è una delle cose che dobbiamo porci. Una ipotesi che mi è venuta in mente è riferita a quello di cui parlava Cristina un pò di tempo fa, quella degli artisti svedesi che riscrivono la propria storia.

Ora in Italia secondo me oltre a riscrivere, ci sarebbe proprio bisogno di scrivere! Oltre ad una visione distorta di alcuni termini (ho avuto esperienza dell'utilizzo della parola concettuale, utilizzata in modo completamente avulso dal suo antecedente storico e come sinonimo di "intellettualoide"), danza contemporanea, teatrodanza, tutto mischiato in una grande pappa, post modern dance che ai più dice poco, eccetera. Insomma qui abbiamo una visione della danza molto distorta, e anche limitata ad un certo contesto geografico.Pensavo che rispetto alla situazione e ai problemi italiani, quello che sarebbe da fare è riscrivere, colmare buchi e fare costanti collegamenti con la produzione estera in relazione a quella italiana. Penso a tutti i coreografi che hanno avuto suggestioni importanti da una sfera non occidentale; questa cosa è stata poco recepita. Ci penso perché per esempio qui a stoccolma c'è un museo della danza, piccolo ma oltre che con una parte sulla danza classica, con META' MUSEO dedicato alle danze tailandesi, cinesi, giapponesi, africane…

Ecco, utilizzare il numero di telefono anche per spiegare, su richiesta delle persone, alcuni termini riscritti da noi? Una sorta di bignami telefonico. Non so se è il medium giusto, ma ci stavo pensando.

Il nome. Pensare ai nomi. Penso alla famigerata non danza, che in realtà è stato un termine inventato dai critici per classificare una serie di esperienze che erano inqualificabili con le categorie della danza, evidentemente. Questa cosa è servita, perché i nomi anche se stanno stretti, servono a legittimare e a dare delle definizioni visibili dall'esterno.

Ora, come vogliamo riqualificare la danza? Quali potrebbero essere nuove qualifiche di qualità?

La cosa che mi pare sia stata ricorrente è: maggiore importanza dedicata allo sviluppo di un processo offerto all'esterno, piuttosto che al confezionamento un prodotto.

 

Secondo: come poniamo il corpo in scena? Ci interessa la perfezione di una superficie, o piuttosto la faglia, l'incidente, il corpo che più che presentarsi come oggetto estetico preciso, sublime e distante, si presenta nella sua cedevolezza, nella sua temporalità?

 

Terzo: come ci relazioniamo alla scrittura coreografica? Quali particolarità ha la scrittura coreografica rispetto alla cinematografia o alla drammaturgia teatrale?

una serie di questioni per fare un pò di pulizia….

 

 

21:13
30 agosto 2010


gius_perypezye

Admin

posts 257

ancora brainstorming.

- d'accordo sul posticipare data incontro. Volendo si può proseguire con il brainstorming ancora per molto.

- AZNAD  non riesco a capire se mi piace davvero, una volta mi fa schifo, altre volte ha un senso. Non ho capito bene i suggerimenti di Manola: se riuscissi a specificare meglio. Panzer? ha un bel suono, però è fortemente evocativo di un preciso contesto. Insomma, appuntiamoci tutto e proseguiamo. é anche possibile non pensare necessariamente a un nome. forse nessun nome potrebbe aiutarci di più? comunque apertissimo a tutte le proposte.

- interessante link numero telefono a mo' di bignami. Da approfondire. Anche qui, appuntiamo ed andiamo avanti.

- d'accordo sul aspetto anti-spettacolare del corpo in scena.

- riporto un concetto di Francis Bacon:

Ho sempre aspirato a esprimermi nel modo più diretto e più crudo possibile, e forse, se una cosa viene trasmessa direttamente, la gente la trova orripilante. Perché, se dici qualcosa in modo molto diretto a una persona, questa a volte si offende, anche se quello che hai detto è un fatto. Perché la gente tende a essere offesa dai fatti, o da quella che una volta veniva chiamata verità.

- vi ricordo un'azione del grande Baldessari che forse potrebbe ispirarci:

hands-off policy=politica passiva, di non intervento
On July 24, 1970, California native John Anthony Baldessari (b. 1931)—as a public renunciation of painting and a declaration of his commitment to a "hands-off" approach to making artdestroyed nearly all the paintings he had created between 1953, when he graduated from art school, and 1966. The resulting artwork, "Cremation Project" (1970), involved having the paintings incinerated at a mortuary crematorium, interring the ashes in a bronze book-shaped urn, and placing a death notice in a San Diego newspaper. "Cremation Project" (comprising the urn, a bronze memorial plaque, the affidavit and documentary photographs) is among the more than 150 conceptual works from 1962 to 2010 that make up the Baldessari retrospective at the Los Angeles County Museum of Art.

- cosa succede a Berlino? possiamo cogliere qualcosa da quanto segue:

La giovane arte italiana? In sosta culturale. A Berlino, a bordo di un camion…

L'unica preoccupazione? Non parcheggiare in sosta vietata, altrimenti l'inflessibile Polizei porrà fine senza tante storie al progetto. Sì, perché l'ultima frontiera della giovane arte italica in cerca di fortuna oltre frontiera viaggia su quattro ruote, e si appresta a cercare un posto all'incrocio fra Oderberger Straße ed Eberswalder Straße, a Berlino.
Un piccolo camion di quelli normalmente utilizzati per traslochi o spostamento di materiali, preso a noleggio e parcheggiato a lato della strada: questa la "location” dell'evento Pilota, una mostra di un giorno – domenica 22 agosto - allestita all'interno del container del camion. Protagonisti 28 artisti, prevalentemente di nazionalità italiana, da Federico Arcuri a Elena Bellantoni, Franko B, Ignacio Chávarri, Giuseppe Ciracì, Fabrizio Cotognini, Derek Di Fabio, Alessandro Di Pietro, Cesare Galluzzo, Jessica Gaudino, Luigi e Luca, Federico Lupo, Alice Masprone, Stefano Minzi, Stefania Migliorati, Gianni Moretti, Gemma Noris, Irina Novarese, Maria Elisabetta Novello, Bruno Ollé, Svetlana Ostapovici, Marco Pezzotta, Matteo Sanna, Ivana Spinelli, Pietro Spoto, Annelore Van Dijck, Cristiano Tassinari, Serena Vestrucci.
Una "sosta culturale”, la definiscono: sperando che la Polizei non sanzioni pure quella…

 

brainstorming finito! to be continued…

08:22
31 agosto 2010


Manola Maiani

Member

posts 8

Post edited 06:45 – 31 agosto 2010 by Manola Maiani


Bonjour à tous!

Sì, sono un po' stringata…non amo orpelli, ma capisco che non mi si capisca…e forse è la mia salvezza!

Ahahahahaha!

Mi sento in-pegno ed è un buon segno…mi piace tutto di quello che dite e per me c'è già troppa roba sul fuoco…la verifica avverrà live…como siepre!

MA credo che questo brainstorming sia utile più che altro a creare fiducia tra di noi…la cosa più difficile, ma la più necessaria.

 

http://www.youtube.com/watch?v…..t_8a0UHWks

03:09
1 settembre 2010


Sy

New Member

posts 2

Ciao a tutti
Parola d'ordine: Brainstorming
A proposito di scrivere e ri-scrivere …
Oltre alla buona idea del telefono si potrebbe creare una pagina web facilmente accessibile a tutti coloro che vogliono consultare il  "dizionario"  nel quale finalmente cercare di far luce su cosa si intende per (danza di ricerca- non danza- neoclassico contemporaneo- teatro danza e quant'altro ci verrà in mente di tradurre) .
Negli ultimi anni sono nati nuovi filoni se così si può dire, in Italia sono riconoscibilissimi, a volte è una questione quasi "regionale" perché dipende anche dai festival, dalle iniziative e dalle compagnie stabili esistenti in una zona rispetto ad un'altra.
Vi ripropongo la fanzine, è' un'idea che mi piace molto essendo qualcosa di legato alla produzione indipendente ma forse , per noi che ci muoviamo molto sul web può sembrare qualcosa di poco funzionale e meno "contemporaneo".  In realtà, credo che avere qualcosa di cartaceo sia accattivante e "prezioso".
Sarà perché amo i libri, le riviste e l'odore della carta stampata… ;)
Ci sono alcune pubblicazioni per esempio nell'arte contemporanea che sono nate in modo molto semplice e poi con il contributo degli artisti e delle gallerie sono cresciute moltissimo cito ad esempio Mousse o Exibart.
Si potrebbero pubblicare brevi interviste realizzate by mail in modo semplice e veloce ma in grado di far "scrivere" gli artisti di loro pugno, rispondendo a domande come quelle proposte ad esempio da Luna, che riporto qui:
" Come poniamo il corpo in scena? Ci interessa la perfezione di una superficie, o piuttosto la faglia, l'incidente, il corpo che più che presentarsi come oggetto estetico preciso, sublime e distante, si presenta nella sua cedevolezza, nella sua temporalità?
Come ci relazioniamo alla scrittura coreografica? Quali particolarità ha la scrittura coreografica rispetto alla cinematografia o alla drammaturgia teatrale? "
E inoltre anche qualcosa di monografico con degli speciali su coreografi storici e attuali e con delle sezioni anche alternative alla danza, brevi recensioni sulla musica ad esempio, sull'arte, oppure su residenze all'estero con recensioni di chi torna in Italia e può raccontare la sua esperienza.
Potrebbe essere bimestrale o trimestrale in modo da non sobbarcarci troppo.
Mi rendo conto che potrebbero però esserci delle spese per la pubblicazione che sono da valutare e forse anche altri inghippi ma comunque io l'idea ve la butto lì.
A presto
Sy

13:34
1 settembre 2010


Manola Maiani

Member

posts 8

Post edited 00:18 – 2 settembre 2010 by Manola Maiani


Cartaceo…FONDAMENTALE! (riuscendo a distribuirlo), il nuovo non esclude il vecchio anzi lo rafforza.

p.s. sono solo i festival che scelgono ciò che il pubblico può amare…punto fondamentale…a questo proposito mi entusiasmo' l'idea…mi sembra di cristina, di baipassare il problema interagendo con il filone musicale e non di danza…nella musica abbiamo molti 'adepti'…è un'idea buonissima quella di mettersi con loro in qualche modalità…passerebbe molto movimento a molti e per noi sarebbe una bella esperienza, credo.

15:51
3 settembre 2010


luna

Member

posts 40

Si l'avevo detto io…creare delle esperienze da concerto live che abbiano un senso, forte nell interazione e piu leggero nel prodotto rispetto allo spettacolo in contesto teatrale.

ho preso la pubblicazione degli artisti svedesi, che tra l'altro è free e consta di piu di circa 1100 pagine. E`molto interessante. Molto variegata. Poco storica, contemporanea. Sono una serie di saggi degli autori piu disparati, compreso il recupero di brani di sociologi e filosofi. è un'operazione davvero molto interessante; per me rimane il fatto che in italia culturalmente stiamo messi molto peggio degli svedesi, con tutto cio che ne consegue. A chi ho l'opportunita di vedere, o mostrerò sicuramente.

Loro hanno degli sponsor che gli consentono di stampare senza sobbarcarsi dei costi, tra cui festival di danza europei. Potrebbe essere una delle cose che si pensavano per un bando europeo? Dando alle pubblicazioni una dimensione internazionale, che mi sembra interessi a tutti noi.

 

un altra iniziativa che ho visto qui tramite volantino è il tanzscout, una sorta di guida turistica della danza contemporanea, che se vuoi ti accompagna a vedere spettacoli, se ne parla contestualizzandoli, si organizzano meeting ed eventualmente brevi seminari con gli artisti di cui hai visto lo spettacolo, si va a cena insieme. a me sembra un idea molto bella, l'unico neo che ho individuato è che devi pagarlo tu, oltre al biglietto dello spettacolo, invece sarebbe secondo me piu interessante se i festival dessero questa opzione all'interno della programmazione…

 

http://www.tanzscoutberlin.de il link

 

 

 

16:17
7 settembre 2010


gius_perypezye

Admin

posts 257

Devo dire che le idee non ci mancano.
Cerchiamo questa volta però di compiere un brainstorming considerando i problemi oggettivi che ci caratterizzano.
Ad esempio la fanzine è vero che è interessante ma prevede un investimento di tempo, energie e danaro mica da poco. Gli esempi di Mousse o Exibart sono assolutamente convincenti però qui bisogna partire con mezzi
- molto semplici,
- direttissimi, che colpiscano nel segno
- il più economici possibile.

Tenere a mente il focus. E come far passare il messaggio.
Azioni forti e concise: possono essere le qualità da prediligere?  
Per quale messaggio esattamente? danza di ricerca? non-danza? un nuovo termine?

Ri-scrivere: cosa intendiamo esattamente? Perchè se dobbiamo partire da un altro approdo e sfanculare dalla danza, allora che senso ha 'fare pulizia' riguardo quindi al teatro danza ecc.
Anche qui come e con quali qualità?

20:19
7 settembre 2010


luna

Member

posts 40

Post edited 22:11 – 7 settembre 2010 by luna


Io a questo punto partirei direttamente con il bando di idee che suggeriva Giuseppe, per aprire la discussione e fare un punto della situazione più ampio.

Questo perché io, per esempio, non intendo affatto sfanculare dalla danza, ma solo fare chiarezza rispetto ad una visione ristretta della danza frutto semplicemente di una grande ignoranza che lascia troppo spazio al gusto personale.

Credo che, anche tra di noi, ci siano gusti, obiettivi e attitudini completamente diverse, che impediscono un riconoscimento sotto una cifra artistica come può essere la cosiddetta non danza, che per esempio a me non interessa produrre. Questo perché anche se il termine è stato utile a fini comunicativi, io non so cos'è la non danza, e nemmeno mi interessa. Per me è tutto coreografia, tutto.

Mentre dal punto di vista politico e sociale abbiamo delle esigenze simili, dal punto di vista artistico mi sembra di avere afferrato che non siamo allineati. Se come riconoscimento di categoria siamo sotto uno stesso tetto, la creazione artistica avviene singolarmente, (e necessita di uno spazio di solitudine.)

Da questo punto di vista quello che notava cristina mi sembra esatto, dobbiamo continuare a fare quello che facciamo, e imbastire delle azioni di discorso.

Altro discorso è l'aspetto "politico", quello ci accomuna. Per il resto siamo molto differenti, e sarebbe inutile sforzarci di produrre un discorso comune, perché non è.

 

10:45
8 settembre 2010


gius_perypezye

Admin

posts 257

IMPORTANTE!!!

se
1. siamo diversi.

allora:
2. (danza=non danza=altra parola diversa da danza) = oggetto discussione forum al momento così visualizzata, cioè ciascuno a suo modo.

inoltre:
3. bisogna fare chiarezza:
- per contrastare una visione ristretta ma imperante in Italia della danza.
- per creare maggiore inclusione.
QUALE TERRENO COMUNE?
Mi pare che il termine 'ricerca' piaccia a tutti o che quanto meno ci avvicina come i barboni al fuoco vicino a cui scaldarci e fare due chiacchiere.

QUALI AZIONI e PROPOSTE?
2. come denominare quest'oggetto di discussione a fini pragmatici e dunque:
- facilitare la discussione?
- riuscire a coinvolgere, tramite facebook, altri utenti con una parola/immagine chiara?
La mia proposta: tapezziamo facebook con la frase: "danza di ricerca: chi e cosa ti viene in mente?" per capire cosa passa per la testa di tutti e poi scegliere le persone da coinvolgere nel forum. Partecipiamo anche noi attivi della discussione, anche solo inserendo un video ad esempio ma che faccia capire. Quindi se un chiunque collega o non collega risponde alla domanda inserendo un video di Pina Bausch ad esempio,  è chiaro che non ha senso includerlo nel forum.  

3. per fare chiarezza, bisogna prima chiarirci tra di noi innanzitutto? quindi il punto tre sarebbe da rinviare dopo aver esaurito il punto due.
La mia proposta:
Sospendiamo l'ottimo brainstorming fatto finora.
Riversiamoci su facebook con l'azione ""danza di ricerca: chi e cosa ti viene in mente?"
Riprendiamo il brainstorming una volta allargato il bacino di utenti.

che ne dite???

15:06
8 settembre 2010


Manola Maiani

Member

posts 8

4meok!

13:27
16 settembre 2010


Manola Maiani

Member

posts 8

Quindi?

 

:D

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