19 maggio 2012

Dai bandi fregatura ai cambiamenti possibili | Circolo d'idee | Forum

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Dai bandi fregatura ai cambiamenti possibili

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12:44
19 agosto 2010


luna

Member

posts 40

Riassunto delle puntate precedenti: da un post pubblicato sulla mia pagina facebook rispetto all'uso e all'abuso italiano di proporre bandi non solo in cui si chiede di prestare la propria opera gratuitamente, ma spesso si chiede all'artista anche di pagare una serie di spese e non gli si dà un supporto tecnico, è nata una discussione rispetto allo stato dell'arte della danza "di ricerca" in Italia, alla sua mancanza di definizione e di riconoscimento di fatto.

Copio incollo alcune delle idee uscite fuori da questa discussione prima di continuare il dibattito.

Cristina ha iniziato a parlare della definizione della parola "danza" in Italia, e sulla necessità di inventare nuovi nomi, di parlare di corpo in un altro modo, di iniziare a nominare le cose con nomi più adeguati a noi e a quello che facciamo.

Giuseppe ci ha rispolverato un pò il concetto di bando, distinguendo tra bando farlocco e bando serio. Copio e incollo:

Leggera spolverata sui bandi in generale: ci sono bandi fregatura aperti
a tutti e i bandi seri. Di quelli seri: pochi aperti ad artisti non
strutturati e che offrono budget limitati. Molti aperti a strutture
giuridiche piu' organizzate, c…on
possibilita' di partenariati (con un engagement loop virtuosissimo) e
con budget anche elevati. Dunque il sistema bandi non e' sbagliato in
se' e, se ben gestito, e' una garanzia di trasparenza. Ci sono artisti
come te che per scelta non li seguono, artisti come noi che bandiscono e
seguono bandi serissimi e purtroppo artisti che nolenti o volenti
cadono nella trappola dei bandi fregatura. Questo per non demonizzare i
bandi e restituire un'informazione non superficiale. I bandi europei
sono una realta' serissima: ricordiamoci che piu' della meta' dei film
europei che vediamo al cinema sono realizzati grazie a fondi del bando
Media (fateci caso nei credits primo dell'inizio dei film).

E' emersa la questione dell'apprendere a fare lobby, come in altri contesti in cui la danza di ricerca è meglio organizzata, e riconosciuta.

Cristina ci parla di un possibile manifesto:

"…mi sembra una buona strada quella di ri…pulire
una parola, anzi l'idea mi piace proprio…solo che dobbiamo trovare un
modo interessante e forte altrimenti non serve a niente…un manifesto?
è da un pò che ci sto pensando, ma ho molti dubbi…cosa potrebbe
essere questo manifesto? intendo dire oggi? mi viene in mente il
manifesto No di Ivonne Rainer…ma se non è una cosa scritta cosa
potrebbe essere, che forma potrebbe avere? in Svezia degli artisti
dell'ambito danza, conosciuti nell'area della ricerca europea stanno
scrivendo la storia della danza svedese…seriamente, stanno facendo
delle pubblicazioni molto interessanti…insomma stanno riscrivendo la
propria storia…è questo il punto.
Visto che avete
dimestichezza con i bandi europei perchè non ne troviamo uno che ci
serva per questo progetto? si per scrivere o produrre qualcosa che sia
il nostro manifesto….una mappa, facciamo una mappa…oppure facciamo
un format televisivo…sto andando un pò così a braccio…ma intendo
dire che abbiamo bisogno di usare il cervello e la tattica per dire
qualcosa…facciamo un docufilm…oppure produciamo tutti all'unisono,
ognuno come vuole una performance/conferenza che parli proprio di
questo…della possibilità di fare un manifesto…come ognuno di noi lo
farebbe…sto inventando nel delirio…ma voglio dire che dobbiamo
agire…facciamoci pubblicare un libro, una specie di
quaderno…troviamo le risorse per farlo…oppure squottiamo un
Festival…ci sono dei performer dell'Est, mi sembra di Bucharest…che
stanno andando in giro per grossi Festival Europei e alla fine di grossi
spettacoli, tipo il debutto di Rosas a Vienna, salgono sul palco e
dicono che loro sono la storia della danza di Bucharest, tipo in 4, e
che stanno andando in giro per il mondo a presentarsi…naturalmente
senza avvisare nessuno, tutto viene fatto senza chiedere il
permesso…a Vienna sono stati pregati di scendere dal palco dai
buttafuori e tutto il pubblico li ha visti….lo trovo geniale,
veramente…prossimamente saranno a Berlino al Tanz im August….oppure?"

Giuseppe consiglia agli artisti anche emergenti di rendersi subito indipendenti in forme associative, invece di affidarsi a questa o quella situazione di sfruttamento delle giovani leve.

 

Parliamo un pò della stessa cosa, con parole diverse (ah l'ambiguità della parola, che meraviglia!)

dicendo che in Italia il problema è la mancanza di un sistema coeso e organizzato rispetto alla ricerca, e che questo ha dato come risultato la mancanza di un riconoscimento di categoria, per cui la gran parte della produzione della ricerca da vent'anni a questa parte è passata più o meno sotto silenzio, salvo due o tre casi di altissima qualità, come tante altre esperienze d'altronde, che hanno avuto la fortuna di avere successo in determinati contesti, senza però "fare massa" e avere un apparato culturale che li sostenesse, che sostenesse i tempi. In poche parole: c'è chi è andato avanti mentre un sistema intero è rimasto indietro. Più o meno.

 

Silvia fa il punto della situazione:

"Stanno uscendo tantissime tematiche da questa discussione…

Strutturare
l' underground… c'è chi viene e c'è chi va… essere indipendenti…
Italia – Europa … Parole nuove, inutili, vecchie… Sistema
organizzato e coeso… Il corpo…… stato d'esistenza… dati contributi ministeriali… lobby… docufilm… manifesto… e aggiungo: FANZINE?!"

 

Copio incollo gli ultimi contributi dal punto di vista ideativo, da cui potremmo continuare:

Giuseppe Esposito Per CRISTINA: tutte le idee che hai riportato sono concrete e mi piacciono.
>
sono d'accordo sul lasciare una traccia! Abbiamo dalla nostra parte
fior fiore di filosofi contemporanei che ci sosterrebbero sulla
necessita' di lasciare una trac…cia!:)) dunque ben venga la scrittura!

Gli artisti romeni che assalgono i teatri, ci piacciono! Ma ripeto:
bisogna essere organizzati! Se lo sono, allora ci sto. Ricordiamoci che
il movimento 5 stelle (che piaccia o no, questo e' un altro discorso)
urla ma in modo organizzatissimo eppure squattrinati come noi ma
eticamente piu' puri di noi e con un unico sistema di valori! Quindi
d'accordissimo sulla tattica come scrivevi.
> Format
televisivo: adoro! Avevamo gia' pensato di creare nella studio28tv, una
pagina ad hoc dove inserire piece, performance di SOLO contemporaneo!
Quindi avere la solita pagina con i video sulle politiche culturali
(quella dell'home page) ed una pagina piu' 'artistica', performativa/
documentativa/dimostrativa
con video, magari in connessione con esempi dall'estero. Potrebbe essere
un buon inizio a livello 'televisivo', puntare sul web, che arriva
dappertutto e in modo economico e democratico. Sposa in qualche modo
quello che intendevi proporre riguardo un format televisivo?
>
Bandi europei: sfondi una porta aperta! Il concept da te proposto e'
interessante. Stiamo gia' lavorando su un progetto piu' incentrato sulle
politiche culturali, prevedendo incontri ed interventi periodici con i
politici da noi prescelti perche' appurata e testata la loro
sensibilita' culturale.
Pensiamo che un lavoro trasversale con la
politica, soprattutto con i giovani politici gia' insediati per
picconare, sia essenziale per cambiare lo stato delle cose. Dunque un
progetto collaborativo tra artisti e politici. Come ti dicevo siamo in
contatto con un po' di rappresentanti lombardi. Se tu hai dei nomi da
suggerirci nella tua regione, si potrebbe lavorare in simbiosi e magari
declinarlo – dove e' possibile – anche sulla tua idea di mappa ad
esempio.

E' uscito fuori il tema della formazione post o antiaccademica (!) del coreografo, che in altri contesti è possibile e riconosciuta

 

Luna rispetto
alla ricerca organizzata, al fare paralleli con l'estero…mi è venuta
una cosa in mente…per esempio in francia la cosa che, con tutti i
problemi che ci sono, i tagli ecc. ecc. ma funziona molto bene sono i
centri di ricerca core…ografica,
dove si fa formazione, produzione per quel che si può, residenze. è
chiaro che il contesto francese è diverso dal nostro, ma quello è un
esempio di lobby organizzatissime. Io ho fatto un'esperienza in un
contesto in cui la direttrice artistica è myriam gourfink, e oltre alla
residenza, il nostro training di formazione non prevedeva praticamente
mai la classica lezione di danza, per dire. è riconosciuto e rispettato,
pur proponendo ricerche che da noi sarebbero bollate come sfigato
underground. come questo ci sono molti centri di ricerca, guidati non a
caso sempre da coreografi, in cui ognuno porta una linea coreografica
molto forte, la trasmette e sceglie artisti che ritiene possano essere
interessati ad un determinato tipo di discorso. ecco, la butto lì,
iniziare a pensare a una formazione per coreografi al di fuori di un
contesto accademico, sarebbe una boccata di ossigeno enorme, visto che
in italia, di ottime professionalità, ce ne sono.
difficile, faticoso, ma necessario da morire. io mi ci metterei a lavorare domani. come a tutto ciò che avete proposto.

Giovanni:

Il sistema francese è buono: lo stato è
presente ma molto decentralizzato, come se in Italia in ogni regione ci
fosse una sede del ministero della cultura, per cui evitano la
situazione italiana in cui il 40% delle compagnie finanziate è a Roma. I
centri coreografici sono proprio segno di queste emanazioni pubbliche
sul territorio. In più nel 2003 han fatto una legge, la "legge sul
mecenatismo", che incentiva molto l'intervento dei privati, con
detrazioni fiscali fino al 60% per chi sostiene la cultura. Insomma, i
francesi son stati molto tentati dal modello americano… e si son
lasciati tentare!

Eccetera!

Andiamo avantiiiiiiiiiiiiii

18:52
19 agosto 2010


cristine

Baone, Padova,Italy

Member

posts 37

COncordo pienamente… io sono tra quelle fregate per necessità di affermare la mia presenza o esistenza,e ora amareggiata tediata in attesa che sembra infinita,impossibilitata dal movermi o organizzarmi in qualcosa che possa aiutarmi nel creare una reale opportunità, continuata è un sogno, di lavorare e non indebitarbi ulteriormente dopo aver dato fondo tutto ciò che posso per fare qualcosa. informare, conoscere e scambiare opinioni e intenti. e troppo spesso si sono frantumati,lasciandomi sola coi miei cocci,debiti e arrabbattamenti quotidiani… e oltretutto ciò che la quotidianeità fatta di un  cercare senza speranza un qualcosa da fare.

Quindi per me è scoccata già da un pò l'ora di rifiutare le condizioni poste dove dei pagare: ho sempre portato avanti strenuamente questa battaglia in tutti i posti che dove ho lavorato a nome di tutti,ho preteso rimbosi e paghe,ma poi la silurata sono io.esclusa.e vado avanti,dove e come posso.

Allora io propongo. bando alle ciance..liste dei bandi e link seri,e  organizziamoci-informoci su come poterli concretamente affrontare. Perchè io e molti come me, quelli grossi, di cui sii parlava,non so trovarli e se li trovo non riesco a vedere e capire come poterci partecipare.

Mettere in contatto sti santi bandi coi potenziali veri fruitori esclusi,finora la maggior parte.E vero che ognuno si deve dare da fare, ma si deve anche sapere dove e come cercare,ho perso anni nel trovare e altrettanti per capire i contatti,le informazioni giuste…e quanto tempo avrei potuto impiegare invece a fare direttamente bandi. Ma da nessuna parte era facilmente fruibile avere informazioni,e allora via in europa…si ma non gratis…finchè si può… e quando non si può più? perdiamo ogni speranza? e quindi ogni valore e dobbiamo per forza sforzarci di adattarci alle truffe o pagandoci gli ingaggi?O restando chiusi in casa? (evviva il video e il web!!!)?

Un sentito abbraccio

Cristine

20:34
19 agosto 2010


gius_perypezye

Admin

posts 273

Ciao a tutti! Capisco il senso di spaesamento e di delusione di Cristine. Ma non so se lo sputtanamento dei bandi fregatura piuttosto che la segnalazione dei bandi virtuosi siano utili rispetto al filo del discorso tirato fin qui. Qui si tratta di capire come creare le condizioni migliori possibili (perchè purtroppo non conosciamo ancora le condizioni migliori per eccellenza) per:
-un sistema di valori intorno alla danza di ricerca
-e un sistema economico che la danza di ricerca deve attribuirsi o costruirsi,
di modo che, insieme questi due sistemi coesi ed assimilati possano evitare il più possibile (perchè non è detto che non esisteranno più) che si possano creare spontaneamente o subdolamente bandi fregature piuttosto che mercato nero (altro fardello immane).

Alla luce di questo, sono contento, Luna, che premeditavi di già e adesso ti senti più determinata riguardo all'importanza di strutturarsi, seppure come associazione e spero che anche Cristine e altri artisti indipendenti, possano iniziare a pensarci: l'unico modo per divenire concorrenziali per voi stesse e per gli altri artisti, perchè se tutti quanti (con sacrifici bla bla) riuscissimo ad essere, anche in modo diverso, strutturati in una qualche forma giuridica, si potrebbe davvero contribuire a moltiplicare le collaborazioni (via bandi per chi interessa intraprendere bandi, piuttosto che per altre vie come ad esempio ai fondi ministeriali), rendere il sistema più virtuoso creando l'engagement loop e dunque più produttivo e più sicuro.
Naturalmente questo non evita il mercato nero o altre problematiche, ma qui rientra il sistema di valori di cui parlavo prima che sinergicamente lavora insieme a quello economico e che, assimilati nella testa del performer, sicuramente migliorerebbe lo scenario.

Non sono sicuro, Luna, che stavamo dicendo la stessa cosa riguardo i nostri precedenti commenti, perchè i casi segnalati riguardo i contributi ministeriali, non sono 'pochi', nel senso che vi è una lista abbastanza copiosa di tanti esempi come gli MK (tra l'altro erano alla "prima istanza" di richiesta di finanziamento!) : questo per evidenziare l'esistenza di una via comune per accedere tutti (ricerca e balletto e vie di mezzo) ad una stessa fonte – questa volta ministeriale -  e che per la danza di ricerca ci sarà sempre una via più lunga ma, e traggo le seguenti conclusioni:
1- alla quale comunque tutti quanti dobbiamo riferirci e inserirci come prodotto, insomma non è possibile sfuggire alla logica del prodotto!
2- e che se sei, per esempio, un gruppo di balletto esordiente, il cammino per ricevere il botto di soldi sarà comunque più breve rispetto a chi invece è un gruppo di danza di ricerca.
Come si può fare per avvicinare nel migliore degli scenari possibili (non oso dire allineare!?) i due cammini attualmente così sfasati? lobby??

22:34
19 agosto 2010


luna

Member

posts 40

Sì  soprattutto delineare una serie di incontri per cominciare a mettere in pratica tutte le idee messe già in campo e continuare a produrne delle altre! Incontri produttivi insomma…E' necessario essere megalomani (almeno un pò), delineare scenari possibili che vadano oltre l'immediato futuro, progetti che magari avrano un riconoscimento tra dieci anni, ma che creeranno futuro. Possibilità.

Per il discorso contributi ministeriali effettivamente ci sono due discorsi separati, che accorpandosi rischiano di fare confusione.

Uno è quello della circuitazione, che è un problema a cui va creata un'alternativa. La maggior parte degli operatori hanno una visione della danza vecchia, i critici di danza riconosciuti hanno una media di età di settant'anni. Non stanno dietro ai cambiamenti ma non mollano lo scettro del potere. Quello che di buono ho trovato in francia è che i centri coreografici che fanno anche produzione sono guidati da artisti, non da politici o operatori, e questo fa una differenza enorme nella libertà di scelta degli artisti stessi. Il problema che per me è evidente è che il pubblico è più ricettivo di quello che si pensa, e sono gli operatori stessi spesso ad essere più chiusi di mente del pubblico. (chiaramente senza fare di tutta l'erba un fascio). So che non è una cosa molto politically correct da dire, ma mi pare che sia un problema di molti giovani artisti questo, anche artisti "che girano".

I contributi ministeriali sono un'altra storia, e io onestamente sono molto poco ferrata.

So che molte compagnie -serie- che hanno tre date l'anno, quindi sono seriamente in difficoltà e fanno altri mille lavori per campare, hanno però un minimo di contributo ministeriale; so che gli Mk è il primo anno che prendono contributi, Michele Di Stefano ha 47 anni e lavora da venticinque, con ingaggi importanti, con una compagnia che è di moda da anni. Se non li prendessero loro, staremmo messi davvero malissimo…ma il fatto che li prendano non vuol dire che stiamo messi meno peggio.

La mia proposta è quella di non perderci davvero in chiacchiere, sappiamo tutti quali sono i problemi. Quello che anche Cristina suggeriva di fare, cominciare a delineare possibilità concrete.

E'stato abbastanza rischiosa la mia proposta di trasferirci qui, perché fb è molto più accessibile, e da manuale di marketing ogni spostamento è un rischio… ma i commenti stavano diventando davvero troppi e sarebbe stato difficile gestire tutto … quindi credo dovremmo continuare qui ad alimentare la discussione e aspettare un'aggregazione di più persone, postando i link su fb, che dite?

 

00:12
20 agosto 2010


gius_perypezye

Admin

posts 273

le idee sono state suggerite!  Riassumendo: puntare a fare LOBBY che a livello di azione,  significa muoversi principalmente su 3 fronti.
1 – da quello 'CREATIVO' per così dire, con tutte le suggestioni delineate fin ad ora, per ispessire un 'movimento' artistico, per consolidarsi maggiormente e numericamente e quindi: usare un format televisivo, fanzine, discussioni, web, scrittura e ri-scrittura, fondamentale quest'ultima per ripulire il concetto di danza di ricerca contemporanea e capire CHI davvero ha interesse a far parte di questa lobby.
2 – a quelle di NORMALE AMMINISTRAZIONE e quindi: strutturarsi per chi ancora non l'ha fatto, in modo da acquisire una rilevanza economica, partecipando attivamente nell'industria creativa (così oramai definita dall'Ue) in tutte le possibili combinazioni: bandi seri, bandi europei, accesso ai finanziamenti ministeriali e non. Alimentare il mercato
3 – fino al fronte POLITICO e POLITICO CULTURALE  continuando a fare massa critica ed informativa e quindi: usare la web tv per postare video come fatto finora, per denunciare, per segnalare best practises, per conoscere sia le politiche culturale nostrane per migliorarle che le politiche culturali straniere per ispirarsi. Capire lo stato attuale dell'Agis.

Tutti e tre i fronti lavorati sinergicamente!

Questa a mio avviso è la strategia da seguire. che ne dite?

per Luna: ok per link su fb e dunque postare anche sulle pagine fb di tutti, spammando per attirare sul forum e vedere di ha voglia di aderire a quest'azione!

00:37
20 agosto 2010


Giovanni Perypezye

Milano

Admin

posts 41

In questi mesi di Studio28.tv ho avuto occasione di riflettere un sacco su queste questioni e mi sono fatto uno schema ideale, ho tracciato alcune frontiere che dobbiamo percorrere, sporcandoci le mani, facendo lobby e pressione, rischiando e innovando. Bene o male le frontiere su cui mi sembra sia bene schierarci sono queste:

il pubblico – come attirare pubblico? Il pubblico ci sostiene e, come giustamente dice Luna, è più aperto di quello che non si pensi. ma va poco a teatro. come fare a promuoversi?

i programmatori – come evitare i pacchi e dirigersi su quelli seri? come avere più forza contrattuale? come far capire loro che non sempre una performance è un pacchetto ben confezionato? 

la critica – come intercettare dei critici nuovi? Aspettando che la Ottolenghi e la Guatterini muoiano di noia e liberano due posti sulla carta stampata, è necessario trovare altre leve che ci seguano. I critici hanno fatto molto per legittimare e sostenere la generazione dei post-la fenice-il cortile-carolyn-carlson, ma sono rimasti ai sosta palmizi come riferimento di massima innovazione. Ormai la critica si muove on-line.

i finanziamenti – brutta bestia. Occorre attrezzarsi e fare anche un po' i burocrati. Ma come possiamo fare in modo che la cultura sia considerata un investimento? Come fare in modo di non essere amministrati da funzionari ignoranti? Forse mobilitandosi durante le campagne elettorali.

Occorre un'azione forte, o tante microazioni sparse sul territorio?

Chi siamo, ad esempio, mi chiedo? E cosa siamo disposti a fare?

mappa, format, testi scritti, manifesto, fanzine, proteste creative, docufilm, conferenze… tutte ottime azioni: verso chi? inserite in quale strategia? Credo che ognuno dei quattro "fronti" abbia bisogno delle sue azioni peculiari.

Questo è un breve "docufilm" che avevamo girato un paio di anni fa, quando facevamo parte del coordinamento. Aveva vinto un festival di Grosseto sul tema del lavoro… Presenta tutti i limiti dell'autoproduzione e della fretta con cui l'abbiamo dovuto girare…

Resistere. Fino a quando? 

Resistere. Fino a quando? (2°tempo)

15:31
20 agosto 2010


gius_perypezye

Admin

posts 273

 

 

I problemi sono grossi e mi pare siano chiari a tutti. Sono, a
mio avviso, anche problemi che vive la danza agevolata e dunque non solo la
danza di ricerca anche se più seriamente nell’ambito di quest’ultima.  Superato lo studio dei problemi e d'ora in avanti orientati
a lavorare e pensare sui fronti segnati sopra (creativo – normale amministrazione – politico/politico
culturale) intersecandoli sinergicamente,
avviamo ORA un ciclo di proposte per poi vagliare quelle fattibili, a costo
zero o quasi e quelle più urgenti. Oltre a quelle proposte nei precedenti
commenti, aggiungo:

- La questione del CHI, a mio avviso, è fondamentale per
delineare una lobby chiara intorno alla danza di ricerca? Conviene una lobby
che raccolga tutta la danza contemporanea italiana così inclusiva di troppa
roba? O conviene concentrarci SOLO sulla danza di ricerca, cercando di
definirne alcuni ‘postulati’ in modo che le persone si autoescludino, con il
risultato di spianare naturalmente la via a un gruppo veramente compatto?
Come usare fb? È sufficiente usarlo come lo abbiamo usato finora? Possiamo
usarlo per raccogliere persone VERAMENTE interessate a fare massa critica e
sensibili alla lobby?

- Lanciamo un concorso di idee. Inventiamoci un bando che
punti ad aiutare a trovare le possibili soluzioni al problema. E se non vi
saranno proposte immediate, sicuramente potremo estrarre da quelle proposte, le
basi da cui partire. Un bando di scrittura, realizzabile sul web dunque
economico per chi vi parteciperà. 
Dovremmo pensare a un ‘premio’.

- Istituiamo un numero di telefono magari più avanti. Un
numero che spieghi  – una volta
delineati tra di noi i punti essenziali – cosa sia la lobby, il suo scopo. Un
numero che facciamo girare sul web, per coloro vorranno contattarci direttamente
e parlare al telefono con una voce, in modo da far capire che siamo già una
realtà!

- ci servirebbe un testimonial? Cristina, ti andrebbe di
diventarlo?

00:41
21 agosto 2010


cristina rizzo

New Member

posts 2

gius_perypezye said:

 

 

I problemi sono grossi e mi pare siano chiari a tutti. Sono, a

mio avviso, anche problemi che vive la danza agevolata e dunque non solo la

danza di ricerca anche se più seriamente nell’ambito di quest’ultima.  Superato lo studio dei problemi e d'ora in avanti orientati

a lavorare e pensare sui fronti segnati sopra (creativo – normale amministrazione – politico/politico

culturale) intersecandoli sinergicamente,

avviamo ORA un ciclo di proposte per poi vagliare quelle fattibili, a costo

zero o quasi e quelle più urgenti. Oltre a quelle proposte nei precedenti

commenti, aggiungo:

- La questione del CHI, a mio avviso, è fondamentale per

delineare una lobby chiara intorno alla danza di ricerca? Conviene una lobby

che raccolga tutta la danza contemporanea italiana così inclusiva di troppa

roba? O conviene concentrarci SOLO sulla danza di ricerca, cercando di

definirne alcuni ‘postulati’ in modo che le persone si autoescludino, con il

risultato di spianare naturalmente la via a un gruppo veramente compatto?

Come usare fb? È sufficiente usarlo come lo abbiamo usato finora? Possiamo

usarlo per raccogliere persone VERAMENTE interessate a fare massa critica e

sensibili alla lobby?

- Lanciamo un concorso di idee. Inventiamoci un bando che

punti ad aiutare a trovare le possibili soluzioni al problema. E se non vi

saranno proposte immediate, sicuramente potremo estrarre da quelle proposte, le

basi da cui partire. Un bando di scrittura, realizzabile sul web dunque

economico per chi vi parteciperà. 

Dovremmo pensare a un ‘premio’.

- Istituiamo un numero di telefono magari più avanti. Un

numero che spieghi  – una volta

delineati tra di noi i punti essenziali – cosa sia la lobby, il suo scopo. Un

numero che facciamo girare sul web, per coloro vorranno contattarci direttamente

e parlare al telefono con una voce, in modo da far capire che siamo già una

realtà!

- ci servirebbe un testimonial? Cristina, ti andrebbe di

diventarlo?


 

l'idea del numero telefonico mi piace molto e non ho nessun problema a diventare testimonial…ma prima dobbiamo definire molto meglio tutto…non condivido per esempio tutto ciò che è stato detto…quindi chiarirci per incominciare su che cosa è questa lobby, cosa vuole e cosa fa…non aderisco ad una dimensione di polemica o di lamentela o di sfigataggine…aderisco solo ad una condivisione d'intenti…non abbiamo problematiche così diverse ma credo esigenze diverse si…ma la lobby può esistere solo se mettiamo in atto delle azioni comuni….forse partire dal numero telefonico non è una cattiva idea. sono sempre a Roma e sto lavorando quindi scusatemi ma non posso intervenire troppo…e comunque non so effettivamente con chi sto parlando, non conosco quasi nessuno di voi…non so cosa fate…non so niente e questo non è un elemento indifferente, spero che non mi fraintendiate…ma voglio rimanere pragmatica e per esempio so che sarebbe importante avere un luogo di scambio, un'area..una zona…ma ne deve valere la pena, quindi la questione non è coinvolgere tutti ne coinvolgere solo la 'danza di ricerca', ma creare un contesto in cui ci si dica e ci si mostri delle cose che per me potrebbero anche non essere 'danza'…ciò che è fondamentale è il linguaggio, cioè come si fa Mondo…e poi mi pare interessante tutto il discorso sulla propria politica economica da tentare di capire e modificare e tutto ciò che potremmo fare insieme: tv format, numero telefonico, pubblicazione, docufilm, video musicale…considerei tutto ciò sempre e solo come un prodotto artistico, quindi eviterei di chiamarci per esempio Lobby della danza di ricerca…già sfigati in partenza e poi che cosa mai vorrà dire…ma se però vogliamo dire delle cose, delle cose che riguardano la politica culturale, dobbiamo dirle con la massima chiarezza e trasparenza.

Personalmente condivido poco la ricerca della danza che si fa in Italia, sto da un'altra parte..certi discorsi non m'interessano, non è un giudizio e che io sto da un'altra parte e quindi faccio molta fatica a collocarmi.

 

comunque l'idea del telefono m'interessa.

 

01:17
21 agosto 2010


gius_perypezye

Admin

posts 273

sono contento che ti piaccia l'idea del telefono.

certamente TUTTO va approfondito.

naturalmente non chiamerei mai un gruppo di questo genere 'lobby'. in realtà non lo chiamerei proprio in nessun modo. la lobby comunque va intensa come concetto, come suggestione per capire come e con chi migliorare lo stato delle cose…

capisco quando scrivi di non conoscersi o conoscersi poco. anch'io ti ho conosciuta solo a new york e ho visto solo un tuo lavoro, dunque artisticamente ti conosco pochissimo. capisco bene anche il tuo pensiero sulla danza, non-danza, non-solo-danza, o danza-affatto, cioè lo capisco e lo sposo a pieno, ma non ho capito come orientare questo tuo pensiero ai fini di questo 'gruppo di lavoro' e soprattutto in che modo può aiutarci a capire CHI sarà/deve essere interessato a quest'azione che vogliamo intraprendere..avremo tempo per spiegarci.

notte

Gius

 

12:25
21 agosto 2010


luna

Member

posts 40

Scrivo con calma un pò più avanti, solo concordo pienamente con quanto si è detto. NON deve essere sicuramente un luogo per proprie frustrazioni personali, fare questo lavoro è difficile comunque, e sono fattacci nostri come e in quali circuiti ci si inserisce. Va distinta la frustrazione personale dal problema culturale, perché sono due cose separate. E' chiaro e giusto che si abbiano idee diverse, in mezzo in condivisione dobbiamo mettere quello che reputiamo utile ad un'azione comune.

13:16
21 agosto 2010


luna

Member

posts 40

Manifesto-Spettacolo Economico

Si chiamerà Asta.

Il corrispondente della somma del cachet offerto per lo spettacolo sarà prelevato in banca e convertito in monete dai 20 ai 50 centesimi, che ricopriranno l'intero palco.

Grande importanza sarà conferito al disegno luci, che baserà la sua azione sul meccanismo di riflessione della moneta.

Nella danza grande importanza avrà la tattilità del piede. Il corpo marcherà una presenza o un'assenza di denaro.

Per motivi scenografici, non sarà possibile realizzarlo con meno di 800 euro.

Luna

13:29
21 agosto 2010


cristine

Baone, Padova,Italy

Member

posts 37

ANch'io sottoscrivo,ma senza sembrare una piangiona, penso che non si debba eliminare dalla considerazione lo stato di apatia in cui si cade spesso e che porta al ristagno di molte attività e quindi ha un peso e riflesso anche su chi riesce a fare qualcosa. Se si vuole avere peso e smuovere concretamente qualcosa,credo sia importante raggiungere il maggior numero di individi, che riattivandosi, creino un flusso virtuoso di attività,che possano rientrare in quello di cui parlava Giuseppe, i 3 campi d'azione:

Creativo(numero di opere)

Normativo-Amministrativo

Politico Culturale

Credo che l'accessibilità e fattibilità sia legata alla conoscenza e "digestione" delle informazioni per rendere fattibile tutto ciò che serve: costituirsi in associazione o simili ( quale,come, quanto) e relativi obblighi burocratici amministrativi-finanziari;

secondo passo di ricerca e modalità di finanziamento pubblico o privato,sapere cosa-come-dove, e rende tutto più accessibile

e quindi anche il formarsi di una coscenza più consapevole dello stato delle cose oggettivo e non "sentimentale"(frustrato) rende un azione politica culturale a mio avviso più matura ed efficace perchè profonda.

Come ottenere ciò?

Ottima l'idea del bando o simile per raccogliere proposte

Io credo che le tutte queste info si debbano reperire in modo facile e veloce , possibilmente in semplicissima consultazione sul web usando gli strumenti di immediatezza che offre con scambio di opinioni con esperti….

E tantissima carne al fuoco, e individuare quali siano le esigenze di base immediate,è fondamentale per partire con la realizzazione concreta di questo enorme e necessario cambiamento.

Anche in Rev abbiamo affrontato di recente un problema simile, differente la questione, ma uguali i problemi: la voglia e le persone che vogliono fare qualcosa per cambiare ci sono;

urgenza di fare tutto il possibile

ma come?

Già reperire tutte le informazioni e chiarirsi tra tutti richiede un sacco di tempo anche se ci si pongono scadenze a breve… ci si ritrova ancora a discutere sulle basi condivise.Quali siano le esigenze importanti per la maggioranza.

Comunque, bene o male, si è partiti con molti problemi e pochi risultati, ma si va avanti,un passo alla volta.

La partecipazione è importante, ma l'impegno che richiede lo è altrettanto,e dubito purtroppo sulla costanza dell'appoggio dei più.

 

00:10
22 agosto 2010


Manola Maiani

Member

posts 8

Io per quanto possibile con il lavoro, vi appoggio in toto, e non escludo viaggi o cose del genere per incontri, se si fà si fà…nei limiti ovvio che ciascuno ha.

Bella l'idea di Luna, bella anche quella del telefono,è ovvio che pur essendo la tecnologia utile a fare rete, cè bisogno di corpi presenti e sotto lo steso tetto…almeno avvolte.

E' pure ovvio che siamo teste diverse con vite diverse e forse ognuno con un'idea diversa di cosa stiamo facendo insieme, ma è sempre così…credo.

Daje!

 

 

00:10
22 agosto 2010


Manola Maiani

Member

posts 8

Io per quanto possibile con il lavoro, vi appoggio in toto, e non escludo viaggi o cose del genere per incontri, se si fà si fà…nei limiti ovvio che ciascuno ha.

Bella l'idea di Luna, bella anche quella del telefono,è ovvio che pur essendo la tecnologia utile a fare rete, cè bisogno di corpi presenti e sotto lo steso tetto…almeno avvolte.

E' pure ovvio che siamo teste diverse con vite diverse e forse ognuno con un'idea diversa di cosa stiamo facendo insieme, ma è sempre così…credo.

Daje!

 

 

10:18
22 agosto 2010


luna

Member

posts 40

Hai ragione Cristine, individuare le esigenze immediate di base è di fondamentale importanza. In tutti i sistemi ci sono delle faglie, se pretendessimo di colmarle tutte, e ognuno con le sue idee diverse da quelle degli altri, sarebbe un disastro.

La cosa che (mi pare) sia stata suggerita è di dare a quest'azione una modalità di azione prima di tutto artistica.

Mi sembra importante darsi una svegliata, parlo per me, e cominciare a pensare a questioni di strutturazione, burocratiche ecc. per collaborare meglio sostenuti, ma rimane il fatto che non sono una burocrate e non è una mia priorità, farei quello ma non in primis quello.

Ecco, secondo me a parte strutturarsi per poter collaborare meglio ecc. che è una cosa che io a livello singolo con altri potremmo benissimo impegnarci a fare, è all'aspetto artistico-comunicativo che dovremmo dare una preminenza. La cosa interessante emersa in questi giorni sono delle modalità di comunicazione di un contenuto con dei formati assolutamente aperti, io sono molto contenta.

La questione di critici e operatori, per esempio, mi sembra una questione quasi irrilevante, cioè su cui non va lavorato direttamente, ditemi se sbaglio. Penso che se è vero che alcuni sono rimasti un pò indietro, la maggior parte di questi alcuni selezionano spesso artisti "vecchi" dentro perché non riconoscono la stessa chiarezza in una parte della ricerca attuale, mentre con prodotti che si inseriscono in un filone, chiaramente si rischia meno. In altre parole, non siamo stati finora in grado di dire delle cose con sufficiente chiarezza, sufficientemente compatti e sufficientemente potenti. Secondo me per esempio è molto importante, e questa è una ricerca che ultimamente fanno in pochi purtoppo, per questioni anche di decadenza culturale (cioè così il mio lavoro lo posso portare dappertutto anche se farà schifo perché non ci sono condizioni adatte) la questione dei formati. Cioè la forma più adatta per dire questa cosa è uno spettacolo? è una conferenza? è un volantino distribuito in città? è un'installazione? è una fanzine? è un numero di telefono? Se è una forma performativa quanto deve durare? 10 minuti? mezz'ora? 12 ore?

Per questo sono molto felice che siano emerse queste cose…Sono
convinta che se produrremo qualcosa, a livello singolo come di gruppo,
che sia come processo, più potente di un prodotto, il nostro
processo verrà riconosciuto.

Capire le priorità, definire cosa per prima vogliamo attivare, e di conseguenza cercare mezzi e utenti possibili. Potrebbe essere un piano di marcia?

Il delirio che ho buttato giù prima è un delirio nel mucchio, me lo immaginavo come parte di una conferenza…

Per il pubblico, io sono convinta della necessità di tentare di allargare la base di pubblico. Penso che nell'ambito musicale ci sono persone che, non conoscendola, quando vanno a vedere ricerca si esaltano. Penso a fare delle cose fuori dai contesti teatrali, neanche per strada dove gli utenti sono forse troppi, ma in contesti tipo concerti (i la la la???) tentando di trovare un collegamento con altre arti che abbia un senso pulsante, che crei collegamenti e incuriosisca un pubblico altro.

Parto in vacanza per qualche giorno, ogni tanto mi affaccio qui…riprendo ad essere operativa agli inizi di settembre, vi dico di tanz im august!

10:31
22 agosto 2010


luna

Member

posts 40

Chiaramente il discorso di vecchio e nuovo e della mancanza di chiarezza, è rivolto a noi giovani artisti del cazzo…ogni tanto…un pò di sana autocritica…:)))

11:01
22 agosto 2010


gius_perypezye

Admin

posts 273

Cristina, converrebbe togliersi di dosso la scimmia della sfigataggine sia perche' ci costringe ad interagisce a un livello asfittico che toglie spontaneita' alle proposte, sia perche' si entra in una giostra nella quale a tutti e' sempre riservato un bel posto. Questo vuol dire che ci sara' sempre quello ti dira' che sei uno sfigato, quindi capite bene che e' un modo di vedere le cose che non ci conviene poco prendere in considerazione. Buttare tutta la roba possibile sul piatto – e di fatto lo stiamo già facendo – per poi ripulire per bene, su questo si' che mi trovate d'accordo . Dunque sì, ripulire quello che non serve!  Ma vi prego, evitiamo di valutare le cose con la mente miope della sfigataggine!! Nè tanto meno, Luna,  abbiamo intenzione di fare psicoterapia di gruppo all'insegna di sfoghi o pianti inutili, dunque dont' worry!

Altro questione da chiarire è il discorso  danza sì, danza no, bla bla.
Cristina, se organizzi un workshop, percentualmente chi frequenta quel workshop? Danzatori ipotizzo.
Quando hai presentato i tuoi lavori,  in quali contesti hai maggiormente trovato spazio?  di danza, suppongo.
Non so se ti rendi conto ma vieni inglobata maggiormente nel genere danza nell'immaginario di tutti. Nell'enciclopedia delle donne, mi pare che  Stefano Tomassini ti descriva come danzatrice. Evidentemente c'è un problema di comunicazione di un tuo messaggio al riguardo, ma è un tuo problema.
Poi le varie speculazioni sulla danza, non-danza, arti perfomative, si possono sempre fare ma dobbiamo capire se risultano utili ai fini dei nostri discorsi. Voglio dire che se a te non interessa o fa schifo la danza di ricerca italiana, figurati che a me fa schifo la danza di ricerca addirittura europea! E volendo continuare, a me non piacciono nemmeno gli MK che piacciono tanto a Luna. Ma mi chiedo: ci serve seguire questo approccio? La mia risposta attuale è no.
Ma voglio rimanere aperto pensando sempre orientato all'utilita' pragmatica per i nostri discorsi. E nell'ipotesi di una risposta affermativa, forse questo tuo approccio può essere utile per scovare CHI veramente è interessato a quest'azione che vogliamo intraprendere? E dunque tornare a quanto suggerito da Luna, cioè pensare di cominciare completamente da un'altra parte?  Una zona franca nella quale sentirci artisticamente 'tranquilli' per compiere poi un'azione push iper-determinata?

Resto veramente aperto a un brainstorming produttivo.

Grazie Manola di voler partecipare.

11:12
22 agosto 2010


luna

Member

posts 40

Sono scelte, dobbiamo scegliere.

Zona franca, io aderisco. Mi sembra il modo meno campato in aria per procedere, senza pressioni inutili… Lasciandoci un tempo per conoscerci e produrre qualcosa di coerente dal punto di vista comunicativo.

Ciao :)

12:16
22 agosto 2010


Giovanni Perypezye

Milano

Admin

posts 41

@ Luna sulla critica: capisco che non è ora il fulcro della nostra attenzione, ma non condivido quello che scrivi. La critica è parte del nostro mondo. La critica serve a criticare, quindi se non fai una cosa chiara, Luna, la critica ti deve criticare. Mi viene sempre in mente la pagina del New York times sulla danza, e vi consiglio di bookmarkarla: http://www.nytimes.com/pages/a…..index.html

Nostri amici e colleghi, magari anche più giovani di noi, sono stati recensiti per loro performance, anche molto molto off, sul new york times. Dove non te lo mandano a dire: se fai una cagata, scrivono "questa è una cagata". Nel nostro paese non c'è più critica. Se lo spettacolo non piace, non lo recensiscono neppure. Oppure scrivono le solite cose scopiazzate dai comunicati stampa. Indimenticabile l'Ottolenghi, circa un anno fa, su L'espresso: "Siccome non c'è niente di interessante da vedere in giro, andrò a vedermi l'ultimo Bejart". Ma vaffanculo! Insomma, scusate ma io no ci sto dentro. Sono stufo delle nostre auto-critiche. Siamo poco chiari? E allora? Può essere la cifra del tempo. I critici non ci criticano mica perchè siamo poco chiari, ma perchè non ci sono più critici e quelli che ci sono sono stagionati. Siamo diventati autoreferenziali e autocritici per necessità. Invece: siamo fighi, siamo strafighi. Siamo tutti degni di una recensione sul New York Times.

Vi ri-segnalo anche un'intervista carina su Studio28.tv con Pontremoli: Abbasso la critica!

Un'altra cosa: questo forum è predisposto per tutte le nostre esigenze:

Cristine – i bandi non farlocchi ce li autosegnaliamo da noi nella sezione Let's info

Cristina – non sai chi siamo? Neanche noi sappiamo chi sei tu. C'è una sezione apposita sotto Vita d'artista. Stiamo scrivendo pian piano delle brevi auto-biografie. Invito tutti a mettersi in gioco.

Usiamo il forum ed espandiamoci.

20:02
22 agosto 2010


luna

Member

posts 40

Hai ragione Giovanni, la mia non voleva essere un'autocritica fine a se stessa, ma un modo per dire: se così non basta, provochiamo di più, siamo più compatti, facciamoci sentire ancora di più (il numero, fa!). Mettiamoci nelle condizioni per cui poi potremo fare la nostra ricerca con tranquillità.

Anzi, facciamola già da ora con tranquillità, ma con mezzi, in tanti, organizzati e comunicando quello che si sta facendo. Con costanza e intelligenza, senza chiudersi alle critiche.

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