19 maggio 2012

10 piccole idee per la cultura in città | Circolo d'idee | Forum

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10 piccole idee per la cultura in città

UserPost

20:51
18 settembre 2010


Giovanni Perypezye

Milano

Admin

posts 41

Ciao,

cogliendo l'occasione di un rigurgito di attenzione da parte dei politici per il loro territorio (a Milano sta cominciando la campagna elettorale) ho postato su due pagine facebook, una della Fabbrica di Nichi di Milano, una di Andiamo Oltre (PD), 10 idee per la cultura a Milano. Vorrei sapere che ne pensate. Mettete correzioni, emendamenti, tutto quello che vi viene in mente. Una volta visto e rivisto da tutti, potremmo pensare di proporre una petizione online…

1. Creare una pianificazione culturale triennale. Quali sono le linee guida della politica culturale della nostra città? Le realtà – organizzazioni, fondazioni, artisti – che operano sul territorio hanno bisogno di orientare la loro attività e le loro progettualità (nonchè il loro fund raising!). Procedendo a vista non riusciamo a dare continuità a progetti meritevoli, nè organizzare nuove iniziative. C’è sempre l’incognita: potrà interessare al comune?

2. Fare un piano di investimenti infrastrutturali per la cultura (stabilire una percentuale degli spazi da assegnare tramite bando a progetti culturali). Un pò sull'esempio dei Teatri Abitati in Puglia: destinare degli spazi a progetti culturali che siano in grado di aggregare più realtà in cluster o in rete, per essere sostenibili e inserirsi in reti transnazionali.

3. Fare investimenti di tipo immateriale sulla competitività delle realtà culturali che operano sul territorio (corsi di formazione, consulenze, incubatori, incentivazioni all'imprenditorialità). Questo aiuterebbe immensamente artisti e operatori a strutturarsi sul territorio, a non dipendere totalmente da finanziamenti comunali o pubblici, ma a trovare modi innovativi di esistere e creare. Questo tipo di investimento si rivela sempre il migliore, perché dura nel tempo e aiuta il territorio a crescere con le sue forze. Le organizzazioni e gli artisti si emancipano.

4. Attivare un registro on-line delle realtà culturali milanesi, da strutturare secondo ambiti e sotto-ambiti di azione (es. spettacolo dal vivo > teatro; spettacolo dal vivo > danza > danza contemporanea; arte > arti visive > mutimedia arts). Il registro sarà compilabile e aggiornabile direttamente dagli operatori. Conoscere il proprio territorio è utile sia agli operatori che agli amministratori. Esistono già pratiche avviate in questo senso, a livello regionale, in Piemonte, Emilia-Romagna e Veneto, finanziate dalle regioni ma attivate da organizzazioni private. La Regione Lombardia non intende finanziare un registro di questo tipo, anche se si tratterebbe solo di copia-incollare una buona pratica, praticamente a costo zero.

5. Incentivi ai privati (imprese, aziende, persone fisiche) che sostengono progetti culturali di organizzazioni private. Attualmente i meccanismi di incentivi fiscali nazionali sono complessi e così macchinosi che nessun privato è incentivato a sostenere la cultura e gli operatori culturali non sanno neanche in base a quale legge o codicillo le erogazioni che ricevono sono detraibili dalle tasse. Occorre fare un sistema di incentivi comunali, semplice e diretto. Dovrebbe diventare più semplice con il federalismo fiscale. In questo modo le campagne di fund raising sarebbero più efficaci, coinvolgerebbero direttamente imprenditori locali, sgraverebbero l'assessorato alla cultura di numerose spese di gestione amministrativa e di contributi diretti. L'effetto moltiplicatore sarebbe notevole. Bisogna solo trovare lo strumento migliore.

6. Controllo etico sui progetti finanziati: stabilire un basilare codice etico a cui tutti gli operatori che ricevono fondi comunali debbano uniformarsi. Il codice regolerebbe un uso responsabile che viene fatto dei soldi pubblici e dovrebbe garantire che tutti gli artisti coinvolti siano retribuiti, cosa che al momento non avviene in tutti i casi. I controlli avverrebbero in fase di rendicontazione dei progetti che ricevono contributi comunali. 

7. Creare un fondo interassessorile di sostegno alla cultura. Questo sgraverebbe di molto il peso sull'assessorato alla cultura e incentiverebbe i progetti culturali di confine, l'interdiscilplinarieta' e la cross-fertilizzazione, sosterrebbe tutti quei progetti culturali che si intersecano con il sociale, la salute, il design, gli spazi pubblici. Verrebbero valutati da una commissione congiunta.

8. Creare un apposito fondo all'interno dell'assessorato alla cultura che sostenga progetti in linea con i temi di ciascun anno europeo (es. 2009 anno dell’innovazione; 2010 anno dell’inclusione sociale; 2011 anno del volontariato; 2012 anno del dialogo intergenerazionale). Questo incentiverebbe gli operatori a confrontarsi con le tematiche che vengono trattate in Europa e li aiuterebbe poi a proporre gli stessi progetti su programmi Europei, in partenariati allargati, facendo di Milano uno snodo chiave per progetti culturali internazionali.

9. Cambiare modulistica di presentazione dei progetti e uniformarla alla modulistica europea, strutturata attorno ai concetti di scopo generale-obiettivi-azioni-impatto-disseminazione. Va da sé che questo abituerebbe gli operatori a strutturare i propri progetti in maniera tale da poterli poi facilmente presentare in Europa o anche semplicemente alla Fondazione Cariplo, che ha adottato questo schema.

10. Sostenere la produzione di nuova cultura (artisti, collettivi, compagnie di teatro e danza, musicisti, registi), finanziando direttamente i loro progetti produttivi. Questo non avviene nè a Milano, nè in Provincia. Avviene in Regione con meccanismi perversi e ridicolmente complessi (la Regione finanzia le giovani compagnie teatrali, con il requisito che abbiano un bilancio annuale di 100 mila euro). Avviene a livello nazionali tramite il FUS per quanto riguarda lo spettacolo dal vivo, il cinema e la musica, ma a Milano dei soldi del FUS ne arrivano davvero pochi. In tante città all'estero gli enti locali o distacchi territoriali del ministero (v. la Francia) intervengono direttamente per "far produrre" cultura agli artisti che risiedono sul loro territorio. 

La cultura è ricchezza, è vita, è salute, è inclusione sociale, è persino un buon investimento. Non si può rispondere ai problemi di via Padova con il coprifuoco, ma con gli artisti.

13:10
19 settembre 2010


cristine

Baone, Padova,Italy

Member

posts 37

Concordo e sostengo  quanto hai scritto.MA….mi piacerebbe fosse una proposta nazionale e non solo regionale. Capisco l'urgenza e l'importanza di queste azioni.

Ma ti devo dire che questa lombardizzazione delle attività che vi riguardano,è onorevole,ma mi fa sentire esclusa, nel senso che non essendo sul territorio lombardo,mi sembra esclusiva, nel senso che mi sembra diretta solo alla vostra regione e tutte queste attività regionali, mi danno l'impressione di allontanarci sempre più, nel senso che mi sembra ormai sempre più che ognuno operi per e sul proprio territorio e si stanno creando barriere e diffidenze.Se riguarda solo chi risiede nella vostra regione,molte persone si stuferanno,e si sentiranno sempre più lontane e non coinvolgibili. Si a titolo informativo ,può essere interessante,ma non tocca le altre realtà nazionali.O almeno questo è ciò che esce, si percepisce da qunto scrivi.

Ovvero ognuno pensa solo ai propri problemi, invece di avvicinarsi divide ed esclude, il clima ormai  è di contrapposizione: invidia tra regioni e artisti residenti in diverse parti d'italia, una specie di campanilismo di ritorno o nuovo. 

Mi piacerebbe pensare ad azioni nazionali, che prevedano un vero e forte circolazione egli stessi dalla val d'aosta alla sicilia, ma tutto ormai si sta parcellizzzando e non credo sia un bene.

Siamo pochissimi,rispetto alle altre categorie, e sono per una rete nazionale e internazionale e non solo regionale, come ormai i coordinamenti che seguo stanno facendo.

Mi sembra un modo di escludersi, invece di confrontarsi.

COme dire loro si e noi no, e già definirsi e pensarsi lombardi veneti etc,è creare un muro. Preferisco definirci italiani, con le proprie identità, sono per il superamento di queste barriere che si stanno inalzando.

L'innovazione per me interessante ,sarebbe quella di riuscire a coinvolgersi il più possibile tra di noi, invece di escluderci.

Quindi devo esprimere questi dubbi perchè non mi sembra giusto non sottolineare quest'aspetto che si sta delineando sempre più negli ultimi mesi.

Se la vostra azione continua in queta direzione, beh,mi tiro fuori perchè mi sento ridicola, inutile e inopportuna.

Sento una esclusione forte,  un clima di sfida… bisogno di  affermarsi,perchè ci si sente inferiori o menomati o si percepisce un senso di ingiustizia nel senso noi non abbiamo voi avete,noi non siamo meno di voi, voi non siete meglio di noi ,etc…non m'interessa.

Non mi piace.Perchè io credo che le allenaze e vicinanze ,non sono date solo dal territorio di appartenenza,come ora si stanno cristallizando, ma da affinità elettive, per usare un termine obsoleto, ma efficace.

Sopratutto se si agisce e si sta nel worldwideweb:l'abbattimewnto delle distanze e frontiere,ha perso il suo valore e portata storica,se si riduce solo a una divisione sempre più netta.

Mi ricorda troppo una politica da lega e non di sinistra, anche se per me ,si dovrebbe pensare a qualcosa di superpartes, dato che le definizioni politiche destra, sinistra, centro,etc…mi hanno rotto e sono parte di un vecchio modo di concepire la politica e il mondo in cui viviamo.

Opinione personale, ma tutto ciò divide ed esclude.Ed è il contrario esatto di ciò che l'arte è sempre stata: unisce differenti credi,sotto altre e superiori visioni umanistiche , che posso comprendere e superare le ideologie, che storicamente, anche con presupposti buoni hanno portato solo disastri.

AMo la politica,nel senso greco del termine: organizzazione della polis…senso alto e non misero e becero come quello in cui siamo abituati a vivere e concepire ormai, sopratutto in italia.

Inutile denunciare il teatrino politico, se poi rimaniamo negli stessi schemi obsoleti, pensando di fare azioni invece di contrasto.

Forse l'innovazione sta nel far tesoro delle differenze mettendole a disposizione di tutti senza barriere regionali?SI sta facendo il gioco del federalismo Bossiano…….

Aprire i bandi a tutti e non solo ai residenti in determinati luoghi?  Perchè escludersi dalle oppportunità? Tutti a lamentarsi, i lombardi non si fanno vedere, o i veneti troppo, i sardi dove sono,campani e basilicata esitono?,etc..Mi sembrano pruderie  a cui non mi voglio associare e non voglio perdere ulteriore tempo in simili sciocchezze.

Fare un esame di coscenza, e forse accettare che facciamo anche schifo,e magari il nostro prodotto  non  ha valenza in sè?

Al di là dei gusti,vorrei che la propositività, fosse più forte del senso di inferiorità che ci pervade,anche e sopratutto rispetto l'europa e il resto del mondo.

14:26
19 settembre 2010


Giovanni Perypezye

Milano

Admin

posts 41

Cristine, credo che il web abbia il potere di unire i territori, non di dividerli. Attraverso di te, ad esempio, abbiamo saputo cose del Veneto che non sapevamo, abbiamo appreso possibili strade da percorrere, e quanto sia necessario darsi una mossa, a livello territoriale, per crescere.

Un altro esempio di come il locale sia in relazione con il nazionale è la nascita delle fabbriche di Nichi, delle organizzazioni molto – terribilmente – locali, uniti da una stessa idea o da uno stesso ideale a livello nazionale. 

Credo che il lavoro sul territorio da parte nostra sia imprescindibile.

Detto questo, il titolo del post era "10 piccole idee per la cultura in città", non per la cultura a Milano. L'ho postato apposta, per raggiungere più persone da diversi luoghi, per capire se sono idee valide o meno, per confrontarle con altre esperienze. Anche con Padova ad esempio. Potremmo creare un manifesto da proporre a tutti i candidati sindaci delle prossime elezioni. Perchè no? Ho fatto apposta a non mettere frasi del tipo: "destinare il palazzo in via tal dei tali ad attività culturali", ma a mantenere le proposte su un livello sufficiente di generalità e adattabilità a diverse realtà.

Se parliamo di "nazione", beh, la nostra nazione è costruita storicamente sui Comuni, è l'unità di base da cui partire per fare un discorso generale. Questa, almeno, è la mia opinione. Sei libera di approcciarti al problema da punti di vista diversi, e questo costituisce una ricchezza, non una debolezza, di questo forum.

Se poi, invece, ma non l'ho capito bene, con l'espressione "lombardizzazione delle attività che vi riguardano", ti riferisci alle attività di Perypezye Urbane, beh, come direbbe Raz Degan sotto la doccia, quelli "sono solo fatti miei". Non è in discussione qui quello che faccio io o quello che fai tu nella mia/tua vita professionale. Nel post ho voluto esprimere delle idee generali per migliorare la cultura partendo da un sistema locale e partendo da una contingenza, le future elezioni, del tutto locale ma presente in più o meno tutte le regioni. Non posso permettermi di accettare, come risposta, una critica del tutto off topic al modo di condurre un'impresa culturale di cui sono responsabile, almeno non in questa sede.

Bene, allora di nuovo a voi la palla! Se preferite, togliete la parola "Milano" e "Lombardia" e sostituitela con la vostra città e la vostra regione.

16:18
19 settembre 2010


cristine

Baone, Padova,Italy

Member

posts 37

Non mi riferivo a Perypezye, che giustamente sono fatti vostri,ma al questo blog,ovvero studio28.tv,perchè credevo fosse il lato più ampio e internazionale delle attività poste in essere da voi.

E credevo anche che il poter esere seguiti dal maggior numero possibile di persone in tutto il mondo,fosse un plus e quindi anche parlare si di problemi locali,ma che potessero essere di interesse internazionale fosse il punto di questa attività. Ed è per questo che preferisco e credo nell'importanza di usare una lingua come l'inglese, perchè rende usufruibili gli interventi per chi ci sengue anche dall'asia o groenlandia, e poter generare un confronto locale-internazionale e vedere similitudini e differenze e scambi di buone pratiche o evidenziare i problemi,che si possono ritrovare ovunque.

Infatti, anche se,tipo Lia,ma non solo, si lamenta dell'inglese,ad esempio,sono sicura che conosce molte persone che la possano aiutare a capire,anche a Vigevano, sono sicura non si parla solo dialetto o italiano, ma pullula di giovani che possono tradurre.Questo perchè per tutti i post in italiano, molti miei conoscenti,mi hanno fatto notare,di aver perso interesse,perchè  l'italiano non capisce… non è una lingua purtroppo universale, ma relegata ad un territorio non vasto. Mentre,purtroppo o per fortuna, molti miei conoscenti mi ringraziano dell'inglese,perchè si sono appasionati al blog dal canada all'argentina,passando per il giappone e la finlandia..e in questi giorni stavo appunto cercando di organizzare interventi con mie amiche sia per avere il punto di vista canadese che quello di Buenos aires,e la prima cosa che mi hanno chiesto e se possono intervenire in inglese perchè l'italiano li fa sentire esclusi.

Mea culpa,,e mi scuso se ho frainteso la tua proposta di 10 punti,rileggendola meglio ,è per qualunque città e questo lo apprezzo.Mi scuso ancora e non intendevo dirti assolutamente come gestire la tua organizzaione, ci mancherebbe altro!!!

Le mie erano osservazioni di getto,perchè comunque ,giustamente ti riferisci sempre alla situazione in cui operi, ovvero lombarda,e a volte, percepivo leggendo,una voglia di confronto con chi opera vicino a voi fisicamente, più che a tutto il resto d'italia. un'urlo di riscatto di quel territorio,che comunque ha offerto ,in altri ambiti, molte più opportunità come regione lombardia, rispetto a qualsiasi altra regione. L'erba del vicino ci sembra sempre più verde,è un pò il sentimento che percepisco dai post,e ripeto mi sembra un atteggiamento quasi mosso da una percezione di astio o di sentirsi ingiustamente inferiori o menomati di qualcosa.

Ed invece sono strenuamente convinta che avete tantissimo di più,su tutto.Da ammirare e copiare.Dal vostro coraggio ed efficacia,all'organizzazione concreta e non solo nelle parole.Per questo vi sosterro sempre e vi porterò ad esempio,come ho fatto e continuo a fare.La pubblicità ve la meritate sul serio e continuerò sempre a portarvi come esempio da seguire.E farvi diffondere il più possibile.E non è una sviolinata gratuita, ma perchè ci credo fermamente,dalle viscere e nel profondo dell'anima.

Siamo sempre stati d'accordo sull'essere propositivi e non "lamentosi", perchè non porta a niente se non un ridimensionamento della percezione della vera portata di ciò che così onorevolmente si è fatto e farete.

é vero che l'Italia medievale si è costituita sui comuni, ma personalmente mi sembra una scusa ritirarlo fuori ogni volta come giustificazione di definizione di nazione italiana. Personalmente, ed è opinabilissima come qualsiasi opinione,non ho nessuna intenzione di credermi superiore o verità assoluta,anzi più relativa di così non si potrebbe.MA vorrei si passasse oltre,o almeno si partisse da presupposti più attuali, nel senso dell'oggi: il web mica esisteva al tempo dei comuni e credo concordiate, sia una rivoluzione totalmente nostra e non del passato.

Ma non voglio nemmeno ogni volta mordermi la lingua e accettare passivamente tutto ciò che viene detto o espresso ,per paura di offendere, ma credo di stimolare come voi ulteriori riflessioni.Partendo anche da affermazioni scomode,o fastidiose,si scaturisce una revisione dei pensieri, che possono portare a riconfermare con più forza il proprio credo e ideologie,ma anche a volte a farci cambiare opinioni,non per essere banderuole al vento, ma persone aperte,come vi considero da sempre,e continuo così,ad ammettere o realizzare i miei propri limiti e sbagli. A me succede di continuo.E mi serve a crescere.

Siamo d'accordo che operare sul territorio è questione imprescindibile, ma ciò non ci deve far arroccare sulle nostre particolarità, ma come tu stesso hai detto,ciò che ad esempio Nichi Vendola ha fatto e fa,è per me di importanza internazionale, un esempio da copiare e far conoscere ai più.

Mi piacerebbe che alla discussione sulla formazione ci fossero interventi anche di chi opera fuori dalle provincie di milano, perchè ,forse per voi non è evidente, ma la vostra qualità e mooolto avanti rispetto a ciò che si trova al di fuori.Il problema semmai e far arrivare conoscenza di queste realtà operanti ed esistenti. Mi scuso, ma uso di nuovo Lia come esempio: fa un gran lavoro di ricerca assolutamente nel nostro tempo,in una provincialità ristretta, ma che se messa alla prova,da delle risposte positive quasi impensabili.Onore e gloria a tutti coloro che cos faticosamente lavorano ai fianchi in comunità lontane. Ovvero c'è una realtà stabile di vera ricerca contemporanea,anche nei piccoli centri, mentre,moltissima confusione e diffusione dell'ipocrisia danza moderna fatta passare per contemporanea o neoclassico, viene nel resto d'italia ancora dai più percepito e definito ahimè contemporaneo.

é stato fatto notare solo da un breve intervento, di Isabella credo, e lasciato cadere nel vuoto.Invece lo trovo un punto cruciale-nazionale-territoriale.

Ripeto non intendo assolutamente criticare il modo di conduzione della vostra impresa culturale,che anzi ,ho sempre strenuamente difeso e sostenuto.

Ritengo ottima l'idea di sostituire con termini più generali come città e regione,in modo da poterlo presentare in più parti d'italia.

Questa per me ,e azione locale-internazionale di grande forza,intelligenza e real-politik,se mi passi la terminologia.Pienamente rispondente allo zeitgeist attuale.(scusatemi i paroloni, ma li ritengo appropriati per questi discorsi).

Aspetto tutte le reazioni e critiche che mi vogliate ancora rivolgere.Se lo ritenete opportuno, ma spero in ogni caso di aver stimolato ulteriori riflessioni propositive.Convinta dell'importanza e sicura che chiunque partecipi e si faccia il mazzo qui ,sia da rispettare e onorare e sopratutto mutualmente sostenere.Anche con idee diverse,ma con fine comune. Quello di portare avanti un discorso di crescita e scambio .

 

Un grande abbraccio

 

 

23:08
19 settembre 2010


lia courrier

Vigevano

Member

posts 23

Ciao Cristine.

Rispondo velocemente anche perchè mi hai citata più voltenel tuo ultimo commento.

Io vivo a Vigevano, ma solo da poco più di un anno. Per i precedenti 18 anni ho sempre vissuto a Milano, città in cui lavoro da dieci anni come docente in  accademie professionali. Il territorio vigevanese è una novità, non so come sia in realtà, non ho idea di quali sono le difficoltà in questa città, perchè dal lunedì al venerdì prendo un treno che i porta a Milano per rientrare alla sera.

Forse è per questo che "se messa alla prova" dà delle risposte positive impensabili? Forse perchè non sto 24 ore al giorno in una "provincialità ristretta" dove si parla solo dialetto o italiano?

Spiace molto anche a me che non ci sia una partecipazione più massiccia a questa web tv. Partecipazione attiva intendo, cioè lasciare commenti, far parte delle discussioni. Mi spiace perchè so che le visualizzazioni sono molte e questa riluttanza non credo che sia solo per il fatto che ci si esprime in italiano, credo anche che molte persone non vogliano esporsi, o hanno paura di essere criticate, e quindi preferiscono stare a guardare. Questa web tv è relativamente giovane e si rivolge ad un ambiente lavorativo ipercritico, in cui ognuno si fa un pò gli affari suoi. Penso che ci voglia ancora del tempo per fare in modo che le persone si sentano parte di qualcosa.

Va bene così.

Come va bene che ognuno dica quello che vuole e come vuole….queste sono le regole della rete. Se ci si riferisce troppo alla Lombardia, forse è perchè le persone che scrivono si trovano in gran parte in quel territorio, e raccontano semplicemente la loro esperienza ed il proprio vissuto.

Nessuno vuole escludere nessuno e tutti dobbiamo accettare i punti di vista degli altri. Ci sta anche la lamentela, la proposta, lo sfogo incazzato, l'acceso dibattito. Non credo che le persone che partecipano a questa avventura cominciata da studio28 siano mosse da astio, credo che quelle mosse da astio su questo forum o sulla web tv non ci scriverebbero mai. Io penso che qualcosa di importante sia cominciata, qualcosa che finora non era mai stata fatta: una discussione pubblica su chi siamo, e su cosa vogliamo diventare nei prossimi anni. Abbiamo degli arretrati spaventosi da questo punto di vista. Dobbiamo avere pazienza e non mollare. Molti miei colleghi seguono questa realtà, ma nessuno di loro ha mai lasciato un commento….ma prima o poi magari lo farà!

 

Riguardo all'inglese io avevo detto che erano i rumori di fondo a rendere difficile la comprensione di alcune parti, e quindi per chi non conosce bene la lingua, può succedere che ci si perda dei pezzi. Un problema che esiste anche in alcuni videopost in italiano. Purtroppo quando si gira in esterna e senza un microfono tutti i suoni del vento, macchine, bambini e quant'altro entrano prepotentemente nella registrazione. Punto.

Ricordo un bellissimo e coinvolgente videopost sul Forte Marghera, che aveva interessato la comunità. Io ero rimasta molto colpita da quella avventura, e mi ricordo che avevo anche posto delle domande, insomma, ero curiosa di saperne di più! In effetti mi sarei aspettata una partecipazione più importante da parte degli ascoltatori del Veneto, mi sembrava una bellissima occasione per far parlare di questa faccenda! Invece niente. Mah, vai a capire come funzionano queste cose!!!!

Infine voglio dire che io sono molto contenta che esista questa realtà, era proprio ciò di cui c'era bisogno. Per la prima volta posso confrontarmi con i miei colleghi, restare in contatto con loro, scambiare informazioni utili che non avrei mai saputo altrimenti….Io sono d'accordo con giovanni quando dice che il web non divide ma unisce. Ma tu hai ribadito più volte che l'iniziativa di Studio28 ti interessa e ti piace, e quindi sorge spontanea la domanda: forse non ti garbano le persone che ci scrivono i commenti?

Ti lascio con questa domanda,

L.

10:48
20 settembre 2010


cristine

Baone, Padova,Italy

Member

posts 37

Rispondo velocemente a Lia e  smetto di scrivere,anzi ora penso che sarebbe stato meglio non scrivere niente: non devono mica garbarmi a me i commenti e non interessa nessuno se mi garbano o no.

Leggo tutto e ripeto che apprezzo chiunque si impegni qui.Mi spiace che si pensi che non mi garbino, anche perchè….chi cazzo sono io?Nessuno e la mia voce non vale nulla,rispetto a quella degli altri che scrivono.Parto sempre da questo presupposto.

Ma come hai fatto notore anche tu, qui scrivono sopratutto chi lavora in Lombardia,e io credo anche chi legge da fuori spesso non commenta perchè non solo ha paura,o vai a sapere, ma anche perchè spesso sembra che il dialogo sia solo tra voi e difficilmente si riesce ad entrare e confrontarsi.Così mi hanno detto, non lo condivido, ma riporto il pensiero.

Avete dipinto un chiaro quadro di quello che vivete e fate.

Le osservazioni che ho scritto mi sono state fatte da molte persone a voce, e come al solito nella mia vita,le riporto a mio nome,esponendomi in prima persona, perchè mi hanno detto se le vuoi rendere pubbliche ,lo fai a nome tuo( mio) ,perchè non si vogliono esporre.Io invece ho voluto correre il rischio. Ho sbagliato e non vi disturberò.ulteriormente. Leggerò , rifletterò,ma non mi posterò nulla più in questo senso.Semmai continuerò a rifletterne privatamente a con chi continua a contattarmi lamentandosi.Li ho invitati più volte a scrivere.

Per il forte marghera,ho pregato di rispondere alla noia chi se ne occupa: la risposta è stata che esistono già dei blog specifici e ai più, dopo aver scorso i post qui, sembra inopportuno parlarne "su un blog lombardo di problemi veneti(a mio parere è allucinante come risposta,ma tant'è…).Se vogliono vengano loro a scrivere sui nostri blog".Al che ho lasciato perdere,inutile che io mi sbatta contro i mulini a vento,se c'è questa mentalità di auto-esclusione( o superbia?) non credo intelligente continuare.Non posso e voglio obbligare nessuno.

 

11:13
20 settembre 2010


lia courrier

Vigevano

Member

posts 23

Invece credo che dovresti restare e scrivere su questo blog (che poi è una web tv….lo dico perchè se no poi Giovanni e Giuseppe ci bacchettanoEmbarassed), proprio per fare la differenza e cominciare a cambiare le cose.

Non credo che fose nell'obiettivo di studio28 creare un luogo virtuale ad uso e consumo esclusivo dei lombardi, tutt'altro!!! Anch'io come te non capisco questo "federalismo culturale" di cui parli, e penso anche che sia stato una delle principali concause che hanno portato la situazione della danza a questo punto di non ritorno…ma da qualche parte questo cambiamento dovrà avvenire!

E poi le istanze che si sono discusse qui coinvolgono un pò tutti, non trovi? Se le persone che conosci si lamentano con te di questo, ma poi non ci mettono la faccia scrivendo non è mica un problema nostro o tuo, no? Non devono mica esporre le loro lamentele attraverso il tuo nome!! A scrivere sul web si viene spessissimo fraintesi, ed è già faticoso esprimere le proprie idee….figurati se devi assumerti anche la responsabilità di parlare per altri! Che ognuno pensi per sè.  Per questo la tua presenza qui è importante. Per questo sarebbe bello che continuassi a scrivere, dato che tutti i commenti sono sempre stati accolti e frutto di discussione, da qualsiasi parte del paese siano provenuti: contribuire al cambiamento che porterà ad una maggiore apertura.

E' chiaro che se tu hai questa sensazione così forte evidentemente si basa su qualcosa di reale, e probabilmente il fatto che il nucleo di questa web tv si trova a Milano ha fatto si che la partecipazione più massiccia fosse del territorio, ma su questo non c'è una volontarietà!

Adesso hai scritto già il proposito di non scrivere più, ma di leggere soltanto…beh, spero proprio che tu cambi idea.

L.

 

11:52
20 settembre 2010


Giovanni Perypezye

Milano

Admin

posts 41

Scusate intervengo solo perchè mi sembra che il discorso si basi su delle falsità incredibili e non vorrei che chi ci legge pensasse che questo sia un feudo leghista.

1. Non c'è scritto da nessuna parte che Studio28.tv è lombardo. La presentazione è, per l'appunto, in inglese e parla di linee guida europee. Come si fa, poi, a rintracciare la provenienza di un commentatore o di un reporter? Se non compare, vuol dire che abbiamo voluto che non comparisse, e che quindi la componente regionale non è poi così importante.

2. I reporter provengono da: Lombardia, Veneto, Berlino, New York, Toscana. Se i più attivi siamo Giuseppe e io è solo perchè, avendo battezzato la web tv, ci sentiamo forse più responsabili. I video di Cristine sono super apprezzati, sia perchè in inglese e aperti sul mondo, sia perchè parlano di un territorio circoscritto.

3. Nella nostra lombardesità abbiamo intervistato: Nichi Vendola (Regione Puglia), Carlucci (Parlamento), De Biase (Parlamento), il Consorzio Ubusettete (Roma), ogni volta che andiamo in giro ci portiamo la telecamerina per cercare di fare servizi dall'estero o da altre realtà (ad esempio Berlino), stiamo facendo dei video sulla situazione della crisi sulle arti performative in Europa. 

4. Ci hanno scritto persone da Sicilia, Veneto e Emilia Romagna per partecipare come reporter, abbiamo dato loro il benvenuto ma non si sono più fatte vive.

5. Credete che siano temi facili quelli di cui parliamo? Io credo di no. E credo che chi ne vuole approfittare lo stia, giustamente, facendo, anche in silenzio.

6. Studio28.tv è un'esperienza unica in Europa e che venga tacciata di eccessivo localismo, sinceramente, mi fa un po' ridere. Basta dare un'occhiata ai video e si è subito smentiti dai fatti. Nel web tutti sono liberi di dire la loro, nessuno qua si esprime in dialetto o volta le spalle se un non-appartenente-alla-gloriosa-specie-lombarda prende la parola.

7. Tante, tantissime sono le piattaforme che danno informazioni a livello Europeo, ma nessuna (nessuna!) lo fa attraverso il video e nessuna lo fa per bocca degli stessi operatori, artisti, organizzatori, politici, che popolano questo settore. 

8. I commentatori provengono anche da altre regioni italiane. Nella discussione sulla formazione, è solo un esempio eclatante, sono intervenuti massicciamente e convintamente da Napoli. Abbiamo comunque una commentatrice fissa da Roma. Le visualizzazioni provengono da tutta Italia.

9. Qualcuno non vuole intervenire più? Ben venga. Non è un problema. Magari riprenderà più avanti quando si sente meglio.

10. I colleghi veneti di Cristine non vogliono partecipare e rispondere a delle domande su una cosa che riguarda loro perchè, dicono, "non si parla su un blog lombardo di problemi veneti"? No Comment.

Postille per il futuro: è nelle nostre intenzioni occuparci maggiormente di Europa. E' anche nelle nostre intenzioni mettere un riassunto scritto in inglese sotto i video. Sarebbe bello avere il tempo e i soldi per sottotitolare ogni video. 

12:02
20 settembre 2010


gius_perypezye

Admin

posts 273

sogno o son fesso?

Chiarito il mistero del progetto vendoliano delle 10 Idee (poco misterioso tra l'altro e dunque conveniva leggere bene il commento di Giò al riguardo,Laugh fatto passare per impeto di regionalismo),  vorrei far notare che:
- studio28tv è indicato nel sito sotto Europe;
- studio28tv riporta nell'home page tanto di messaggio scritto in inglese ispirandosi  ai più importanti documenti di recentissima pubblicazione a livello europeo;
- Perypezye fa parte dell'Agis che, nel bene e nel male, lavora a livello nazionale italiano.
- Perypezye fa parte di Culture Action Europe, lobby che lavora a livello europeo per migliorare la cultura.

Ora se Lia era il problema, tanto valeva parlare solo di quello, no?

20:12
20 settembre 2010


cristine

Baone, Padova,Italy

Member

posts 37

1- Le lamentele rivoltemi,riguardavano sopratutto la parte scritta dei post,sopratutto quando ri linko da fb al forum,ad esempio l'invito a seguire la discussione sulla formazione….

2- Ripeto trovo assolutamente ALLUCINANTI le risposte e motivazioni che mi hanno dato a riguardo;

3- Ho fatto notare a quei mesti figuri che m'attacano privatamente, che se oltre il forum guardano la home page,sotto la facciona della petizione ,trovano video che ben poco "llumbard" come chiaramente ha spiegatoGiovanni prima e Giuseppe sopra ( a proposito ho copiato e spedito il tuo chiarissimo e non fraintendibile post qui sopra ai mesti figuri…sperando che forse la tua voce autorevole "illumini" certe foschie padane….per essere gentili nel definirli)

4-Lia non potrà mai essere un problema,ma una risorsa. Io volevo fare un complimento,quando

ho scritto:"fa un gran lavoro di ricerca assolutamente nel nostro tempo,in una
provincialità ristretta, ma che se messa alla prova,da delle risposte
positive quasi impensabili."mi riferivo alla riflessione dal vivo,quando si parlva della danza contemporanea portata fuori dai soliti posti, la sua esperienza personale ,di aver avuto ottimi e positivi riscontri dalle persone che non la conoscevano e anzi di aver creato un grande interesse e pubblico che la segue,pur non avendo avuto fiducia dalle istituzioni quando si organizzano cose del genere,sopratutto nelle province e cittadine non capoluoghi (ed anche lì, credo che voi sappiate non è cosa facile).Mi è venuta in mente lei perchè scrive qui, ma di esempi positivi del genere ,ne conosciamo tutti tanti(spero),e che ci fanno avere più fiducia nell'intelligenza e sensibilità nelle persone" pubblico" che nelle istituzioni,se no,non credo saremmo qui a sbatterci,ad esempio con i 10 punti ,che sono state la partenza di queste divagazioni.

Purtroppo,ho spesso contatti con personaggi mesti,ma che ahimè sono radicati e presenti sul territorio dove abito: questi formano,gesticono ciò che si deve vedere secondo loro di danza,e sono "istituzionalizzati",diciamo quelli con poteri soldi e conoscenze.E ancor peggio,cercano di inculcare nelle giovani menti e nelle loro famiglie,queste loro becere idee,come verità assolute….

 

Stop.Non voglio proseguire oltre.Quando ho detto non mi interessa continuare a scrivere, mi riferivo a questo tipo di bassezze che mi danno il voltastomaco,portano la discussione fuori dai binari di ciò che è importante: la proposta dei 10 punti. In questo senso mi sono pentita di aver scritto:avere cercato di scrivere  basse e non vere idee che mi giungono. Sarà l'italiano, il mio analfabetismo,ma mi vengono meglio i video documento,senza commento personale, perchè non riesco a scrivere concisamente e chiaramente,nel senso di non creare fraintendimenti.SOno contorta e poco chiara ,mea culpa,me ne rendo conto.

LAscio a chi sa come si scrive e sopratutto  sa come comunicare nel giusto modo (= voi).Io mi tiro fuori dallo scrivere ,perchè ho solo creato casino,invece di essere propositiva.

Riprendere o cercare chi può essere di certo più interessante di me,chi ha qualcosa da dire,è la cosa che mi viene meglio.Dunque come tutti mi dicono fin da piccola "tasi e lavora" (tacci e vai a lavorare che è meglio.SOlo testimone con videocamera.Va là.


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