18 Febbraio 2019

Un paese di analfabeti?


L’Italia è un paese di analfabeti? Poco prima delle ultime elezioni aveva avuto una buona visibilità online questa intervista al linguista Tullio De Mauro, intervistato dal Fatto Quotidiano. Secondo De Mauro più del 50% degli italiani ha difficoltà a comprendere un testo scritto. Sul parlato non ci sono dati precisi, ma secondo l’ex Ministro dell’Istruzione (Governo Amato, 2000-2001) la situazione è altrettanto grave. Nella video intervista De Mauro diceva: “Tradizionalmente le classi dirigenti italiane, con qualche eccezione forte come Giolitti, si sono impegnate poco nel migliorare il funzionamento della scuola. La valutazione corretta è che uno sviluppo adeguato dell’istruzione mette in crisi la persistenza di questi gruppi stessi in posizione di potere”.

Sembra di poter raccogliere il filo di questo discorso leggendo i risultati di una ricerca pubblicata settimana scorsa da Eurostat sugli investimenti in cultura e istruzione. L’Italia è all’ultimo posto per la cultura (1,1% rispetto a un 2,7% europeo) e al penultimo per l’istruzione (8,5% contro un 10,9%).

Esiste una correlazione tra investimenti e capacità di comprendere parole e testi degli italiani? Ed esiste una correlazione tra partecipazione politica e grado di alfabetizzazione? Chi saranno i Parlamentari della nuova legislatura disposti a portare avanti e magari innalzare la proposta avanzata dal FAI durante la campagna elettorale “quota minima 1% dei soldi pubblici per la cultura”, per portare l’Italia al livello europeo?

Noi di @S28Media approfondiremo sicuramente l’argomento. Se hai link o video interessanti da condividere, lo spazio dei commenti è a tua disposizione: share your knowledge!

Update: il 18 e il 19 aprile a Firenze (via di Castello, 46) si svolgerà il convegno “Città d’Italia: ruolo e funzioni dei centri urbani nel processo postunitario di italianizzazione.
L’incontro è dedicato ai cinquant’anni del libro di De Mauro, Storia linguistica dell’Italia Unita”. Se partecipi al convegno e giri un video non dimenticare di segnalarcelo, lo convideremo qui sui Studio28 Tv. 

CLASSCLASSCLASS!

Con Jen Rosenblit e Walter Dundervill, performer di New York, parliamo di CLASSCLASSCLASS, un innovativo programma di insegnamento per la danza contemporanea che sta prendendo piede a New York City da 3 anni a questa parte e che è sostenuto da fondi pubblici e privati. CLASSCLASSCLASS si propone di sostenere insegnanti che intendono rinnovare il panorama della formazione contemporanea e ha messo in rete 7 artist-run spaces sparsi su tutta New York. Secondo questo programma “contemporaneo” significa anche svolgere una ricerca profonda attorno a nuove strutture di apprendimento e insegnamento. Una nuova generazione di danzatori, insomma, che cerca nuovi modi di esistere e creare.

Il testo dell’intervista, tradotto in italiano.

Un interessante articolo uscito sul New York Times su CLASSCLASSCLASS.

Il sito di CLASSCLASSCLASS.

Speciale Formazione: quale lezione per la danza contemporanea?

Franca inaugura un nuovo ciclo di riflessioni sulla pedagogia della danza contemporanea. Riflessioni che, crediamo, porteranno nuova aria e molti dibattiti. Enjoy!

Accademie nell’occhio del ciclone

Come l’anno scorso successe per l’Accademia di Brera, questa volta è l’Accademia Nazionale di danza ad essere travolta dagli scandali. Franca ci racconta tutto e sotto potete trovare i link a cui si riferisce.
http://www.balletto.net/giornale.php?sezione=news&articolo=2618
http://iltempo.ilsole24ore.com/spettacoli/2010/06/01/1165162-balletto_deficit.shtml

I compensi di cui si parla sono pubblicati sul sito: http://www.accademianazionaledanza.com/ e guardare sotto Contratti di Collaborazione

LICEI COREUTICI: http://www.accademianazionaledanza.com/ e guardare sotto Licei coreutici convenzionati