2 Dicembre 2020

Daria Menichetti a Berlino

Abbiamo intervistato Daria Menichetti, in residenza presso gli Ufer Studios di Berlino. La residenza è avvenuta nell’ambito del progetto Roundtrip. Con Daria abbiamo parlato di natura, animali e tradimento. 

Un primo nostro esperimento di intervista video in differita, dove intervistato e intervistatore si sono potuti permettere di giocare con suoni e immagini.

RoundTrip è un progetto di internazionalizzazione della danza contemporanea italiana ideato e curato da Sosta Palmizi, Perypezye Urbane e PinDoc, soggetti di produzione delle danza contemporanea italiana, finanziato dal Bando Boarding Pass plus 2019 del Mibact. Il partenariato italiano rientra in una più ampia rete di soggetti europei costituita appositamente per la realizzazione del progetto dalle seguenti strutture e paesi: Mediagrammi e.V./ Germania, LRO Listaskóli Rögnvaldar Ólafssonar/ Islanda e Dame de Pic_Cie Karine Ponties/ Belgio.

RoundTrip sostiene lo sviluppo dei processi creativi delle coreografe Olimpia Fortuni (Sosta Palmizi), Daria Menichetti (Perypezye Urbane) ed Alessandra Cristiani (PinDoc),  esaltando in tal modo l’elemento femminile come punto di partenza giusto e necessario per sviluppare nuove pratiche coreografiche e produttive di carattere internazionale. Su scelta della direzione artistica, due danzatrici under 35 avranno la possibilità di affiancare la coreografa di Pin Doc in ottica di crescita professionale ed artistica con il valore aggiunto della permanenza all’estero per il primo periodo di creazione. L’internazionalizzazione avviene tramite lo scambio interculturale, la sostenibilità produttiva ed il “ritorno” di capacità e competenze acquisite durante lo svolgimento delle creazioni fuori dai propri confini, territoriali e mentali. Roundtrip, andata e ritorno. 

Il progetto si articola in tre residenze creative presso i partner internazionali e in un incontro formativo on-line tenuto dalla coreografa belga Karine Ponties inserito nella programmazione del Festival TenDance 2020.

Sara Shelton Mann

Sara Shelton Mann è coreografa, performer e insegnante dal 1967.  È stata una protégé di Alwin Nikolais e Murray Louis a New York City prima di trasferirsi in Canada dove ha incontrato Andrew Harwood e si è appassionata di Contact Improvisation.

Nel 1979 si trasferisce a San Francisco per lavorare con Mangrove, ora Mixed Bag Productions, di cui diventa direttrice artistica. Una delle sue prime esperienze è stata la compagnia Contraband, nata come gruppo performativo e terreno di ricerca che unisce principi del contact, sistemi fisici e pratica spirituale in un sistema unificato di ricerca.

Tra i suoi premi ci sono una John Simon Guggenheim Fellowship, 7 Isadora Duncan Awards, tra cui un premio speciale per “Erasing time: celebrating 30 years a radical dance legend” (Sara Shelton Mann con David Szlasa e Norman Rutherford), Djerassi Artist in Residence Awards, Headlands Center for the Arts Residency 2016, Lifetime Achievement Bay Guardian Award, 10 Women Who Made a Difference, Bay Guardian “Goldie” Award, Foundation for Contemporary Arts Grants to Artists award (2016).

La sua formazione Movement Alchemy è un progetto di insegnamento continuo ed è influenzata dai suoi studi su tradizioni metafisiche e curative. Il lavoro performativo di Sara è una piattaforma per la collaborazione e la ricerca nella coscienza.

Con Sara parliamo del suo lavoro di ricerca e in particolare un lavoro di CONTRABAND, Religare (1986;1989) con le musiche di Rinde Eckert, Gwen Jones, Richard Klein, Norman Rutherford; il set design di Lauren Elder. Le luci di Julian Neff. E con i performer e collaboratori Jess Curtis, Lauren Elder, Gwen Jones, Nina Hart, Keith Hennessy, Richard Klein, Sara Shelton Mann, Jules Beckman, Brenda Munnell, Norman Rutherford

Davide Valrosso – la danza, un amore a prima vista

 

Iniziamo l’anno 2019 con un’intervista molto intima con Davide Valriosso che ci racconta di come per lui la danza sia stato “amore a prima vista” e ci fa riflettere su tutti i possibili segreti che un corpo nasconde mentre si muove: cosa si cela dietro uno sguardo o dietro una postura?

Lo spazio coreografico di Daniele Ninarello

Daniele Ninnarello emoziona da tempo con la sua ricerca e in questa intervista condivide con noi la sua poetica dello spazio.