29 Settembre 2020

Olimpia Fortuni a Ísafjörður

Abbiamo intervistato Olimpia Fortuni, in residenza presso ArtsIceland, nella cittadina islandese di Ísafjörður. La residenza è avvenuta nell’ambito del progetto Roundtrip. Con Olimpia abbiamo parlato di natura, drammaturgia e Islanda.

Un primo nostro esperimento di intervista video in differita, dove intervistato e intervistatore si sono potuti permettere di giocare con suoni e immagini.

RoundTrip è un progetto di internazionalizzazione della danza contemporanea italiana ideato e curato da Sosta Palmizi, Perypezye Urbane e PinDoc, soggetti di produzione delle danza contemporanea italiana, finanziato dal Bando Boarding Pass plus 2019 del Mibact. Il partenariato italiano rientra in una più ampia rete di soggetti europei costituita appositamente per la realizzazione del progetto dalle seguenti strutture e paesi: Mediagrammi e.V./ Germania, LRO Listaskóli Rögnvaldar Ólafssonar/ Islanda e Dame de Pic_Cie Karine Ponties/ Belgio.

RoundTrip sostiene lo sviluppo dei processi creativi delle coreografe Olimpia Fortuni (Sosta Palmizi), Daria Menichetti (Perypezye Urbane) ed Alessandra Cristiani (PinDoc),  esaltando in tal modo l’elemento femminile come punto di partenza giusto e necessario per sviluppare nuove pratiche coreografiche e produttive di carattere internazionale. Su scelta della direzione artistica, due danzatrici under 35 avranno la possibilità di affiancare la coreografa di Pin Doc in ottica di crescita professionale ed artistica con il valore aggiunto della permanenza all’estero per il primo periodo di creazione. L’internazionalizzazione avviene tramite lo scambio interculturale, la sostenibilità produttiva ed il “ritorno” di capacità e competenze acquisite durante lo svolgimento delle creazioni fuori dai propri confini, territoriali e mentali. Roundtrip, andata e ritorno. 

Il progetto si articola in tre residenze creative presso i partner internazionali, in un incontro formativo tenuto dalla coreografa belga Karine Ponties inserito nella programmazione del Festival TenDance 2020.

Danze domestiche per tempi difficili

Abbiamo chiesto ad alcuni coreografi e artisti della danza di riflettere creativamente sul tempo che stiamo vivendo, creando un format video in tandem utilizzando l’app DanceMe.

Il primo progetto video che abbiamo deciso di produrre, “To Kanoko – To Paola”, è creato da Kanoko Tamura, che vive a Madrid, e da Paola Ponti, che vive vicino a Ravenna. Seguiranno altri due format, in fase di ideazione, con altre/i 4 protagoniste/i.

I format sono visibili su DanceMe, disponibile al download gratuito su App Store e Google Play Store. Inoltre i format sono visionabili sul sito www.danceme.eu.

In anteprima su Studio28 TV un video introduttivo al format di Paola e Kanoko. Enjoy!

Sara Shelton Mann

Sara Shelton Mann è coreografa, performer e insegnante dal 1967.  È stata una protégé di Alwin Nikolais e Murray Louis a New York City prima di trasferirsi in Canada dove ha incontrato Andrew Harwood e si è appassionata di Contact Improvisation.

Nel 1979 si trasferisce a San Francisco per lavorare con Mangrove, ora Mixed Bag Productions, di cui diventa direttrice artistica. Una delle sue prime esperienze è stata la compagnia Contraband, nata come gruppo performativo e terreno di ricerca che unisce principi del contact, sistemi fisici e pratica spirituale in un sistema unificato di ricerca.

Tra i suoi premi ci sono una John Simon Guggenheim Fellowship, 7 Isadora Duncan Awards, tra cui un premio speciale per “Erasing time: celebrating 30 years a radical dance legend” (Sara Shelton Mann con David Szlasa e Norman Rutherford), Djerassi Artist in Residence Awards, Headlands Center for the Arts Residency 2016, Lifetime Achievement Bay Guardian Award, 10 Women Who Made a Difference, Bay Guardian “Goldie” Award, Foundation for Contemporary Arts Grants to Artists award (2016).

La sua formazione Movement Alchemy è un progetto di insegnamento continuo ed è influenzata dai suoi studi su tradizioni metafisiche e curative. Il lavoro performativo di Sara è una piattaforma per la collaborazione e la ricerca nella coscienza.

Con Sara parliamo del suo lavoro di ricerca e in particolare un lavoro di CONTRABAND, Religare (1986;1989) con le musiche di Rinde Eckert, Gwen Jones, Richard Klein, Norman Rutherford; il set design di Lauren Elder. Le luci di Julian Neff. E con i performer e collaboratori Jess Curtis, Lauren Elder, Gwen Jones, Nina Hart, Keith Hennessy, Richard Klein, Sara Shelton Mann, Jules Beckman, Brenda Munnell, Norman Rutherford

Agosto con Deborah Hay

Oggi apre l’edizione 2019 del Festival Tanz im August, uno degli appuntamenti più importanti per la danza in Europa. Già tutto esaurito ancora prima di cominciare, il Festival berlinese propone quest’anno una ricchissima retrospettiva dedicata alla coreografa statunitense Deborah Hay, una delle fondatrici del movimento della Judson Church, ricercatrice radicale e instancabile. “In 40 years of doing this, I’ve never done it”, sintetizza così Hay l’impossibilità di svelare il quid della danza.

Abbiamo avuto il piacere di assistere ieri all’inaugurazione del nuovo centro studi a lei dedicato, alla prova generale dei suoi due nuovi spettacoli Animals on the beach e my choreographed body… revisited e all’apertura della video-installazione Perceptions Unfolded.

Insomma, la danza berlinese riconferma ancora una volta il suo amore per l’America, la cui produzione coreografica è ampiamente rappresentata nella capitale tedesca.