22 Agosto 2019

Agosto con Deborah Hay

Oggi apre l’edizione 2019 del Festival Tanz im August, uno degli appuntamenti più importanti per la danza in Europa. Già tutto esaurito ancora prima di cominciare, il Festival berlinese propone quest’anno una ricchissima retrospettiva dedicata alla coreografa statunitense Deborah Hay, una delle fondatrici del movimento della Judson Church, ricercatrice radicale e instancabile. “In 40 years of doing this, I’ve never done it”, sintetizza così Hay l’impossibilità di svelare il quid della danza.

Abbiamo avuto il piacere di assistere ieri all’inaugurazione del nuovo centro studi a lei dedicato, alla prova generale dei suoi due nuovi spettacoli Animals on the beach e my choreographed body… revisited e all’apertura della video-installazione Perceptions Unfolded.

Insomma, la danza berlinese riconferma ancora una volta il suo amore per l’America, la cui produzione coreografica è ampiamente rappresentata nella capitale tedesca.

Davide Valrosso – la danza, un amore a prima vista

 

Iniziamo l’anno 2019 con un’intervista molto intima con Davide Valriosso che ci racconta di come per lui la danza sia stato “amore a prima vista” e ci fa riflettere su tutti i possibili segreti che un corpo nasconde mentre si muove: cosa si cela dietro uno sguardo o dietro una postura?

Lo spazio coreografico di Daniele Ninarello

Daniele Ninnarello emoziona da tempo con la sua ricerca e in questa intervista condivide con noi la sua poetica dello spazio.

 

Marco D’Agostin – per una poetica della stanchezza

In un’atmosfera magica Marco D’Agostin ci parla di come sono nati due sue lavori, Everything is Okay e Avalanche.

Cosa significa essere stanchi? Quali scoperte ci permette di compiere la stanchezza?

E cosa significa archiviare?

In ultimo, Marco affronta un problema molto delicato: la danza ha, o può avere, un ruolo etico?

 

I due testi che Marco D’Agostin cita nel video sono:

Byung-Chul Han, La società della stanchezza

Peter Handke, Saggio sulla Stanchezza