21 settembre 2017

Animal Spirit – tra shopping e performing arts

Il teatro può essere un luogo di marketing in virtù del suo pubblico “adulto, attivo e disposto anche a spendere cifre alte”? Qualche settimana fa sulla pagina facebook di Perypezye Urbane avevamo posto questa domanda, a partire da un articolo pubblicato sul sito dell’Associazione Italiana Marketing [Il teatro può essere un luogo interattivo per le strategie di marketing delle aziende?]. Da quella riflessione nasce la pubblicazione del video che racconta un particolare tipo di concept store “a chiamata” e questa breve intervista a Mali Weil sul progetto Animal Spirit.

cos’è Animal Spirit?

Ogni uomo ha in sè una forza innata che lo spinge ad agire. Nel corso dei secoli a seconda delle culture e delle mitologie è stato chiamato in molti modi. Noi lo chiamiamo Animal Spirit. Conoscere il proprio Animal Spirit significa riconoscersi come creature fatte d’azione e per l’azione. Per diffondere e potenziarne l’immaginario, Mali Weil ha creato un Concept Store interamente dedicato al mindstyle Animal Spirit. La sfida che si propone è diffondere una linea di prodotti iniziatici, disegnati fondendo elementi primordiali e immaginario pop, capaci di potenziare la spinta individuale all’azione. Una spinta anche politica.

come funziona il concept store?

Il Concept Store, inaugurato in occasione di Mein Herz 2013, presso Centrale Fies, ha un’anima temporary, apre laddove viene invitato, altrimenti esiste come store online.

I prodotti in vendita sono realizzati da una crew di giovani designer ai quali Mali Weil ha chiesto di interpretare il mindstyle animal spirit: attualmente il Concept Store propone gli space toys disegnati da Luca Bertoldi, unita minime di spazio politico personalizzabile, e le linee Armor e Instinct firmate da Liviana Osti. La prima è un armatura in quattro gioielli capace di potenziare la nostra componente più selvatica e attiva, la seconda è una collezione di stimoli olfattivi, nata per risvegliare il nostro istinto ad agire. Completano l’esperienza le Viral Mythologies a cura di Mali Weil e i sounds Imaginaries for the hunt di Elettra.

come collegate marketing e performance in senso pratico? (mi spiego, anche se so di essere prosaica: qual è la sostenibilità economica? chi lo finanzia? come voi ci guadagnate?)

La prima apertura è stata una coproduzione Mali Weil – Centrale Fies: si tratta di un investimento iniziale che ci ha permesso di dotare lo store dell’arredamento necessario e di mettere in produzione i prototipi delle varie linee di prodotti. Animal Spirits è un esperimento anche in questo senso: un progetto performativo attorno al rito della shopping e il concetto di vendita.

Perciò una parte sempre più cospicua delle spese è e sarà sostenuta dalle vendite dei prodotti stessi. La maggior parte sono su ordinazione e dunque vengono messi in produzione in numero limitato. Esistono poi delle linee più pop come le Viral Mythologies e la linea Instincts, dai prezzi estremamente contenuti, con l’esplicito scopo di essere accessibili e viralizzare l’immaginario intorno al mito contemporaneo dell’Animal Spirit.

Per approfondimenti sui nostri prodotti, per seguire le nostre future aperture o per invitare il Concept Store ad aprire presso uno spazio da voi gestito fate riferimento alla pagina Animalspirit su facebook o scrivete a info.animalspirits@gmail.com

 

E tu cosa pensi del progetto Animal Spirit? Pensi che si possano usare le performing arts per la vendita di prodotti? 

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Bonus track: se ti interessa il rapporto tra arte e mercato ti consigliamo di dare un’occhiata al secondo numero di S28Mag (novembre 2012), Fatti gli affari tuoi

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